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Il Castello di Rivoli e l’arte contemporanea

di Chiara Maciocci

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In passato residenza sabauda, il Castello di Rivoli in provincia di Torino è una delle sedi di arte contemporanea più apprezzate in Europa e in Italia. Nel 2018 è stato registrato un numero da record circa l’affluenza del pubblico nei suoi interni sontuosi e ricchi di opere d’arte: c’è stato, infatti, un aumento del 7,5% in termini di visitatori rispetto al 2017, per un miglioramento, dunque, di quasi il 20%. Continue reading “Il Castello di Rivoli e l’arte contemporanea”

La quarta edizione del festival ToDays chiude l’estate torinese

di Agostino Casaretto

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Con la presentazione, da parte del direttore artistico Gianluca Gozzi, ai giornalisti, è stato ufficialmente stabilito che la quarta edizione del festival ToDays, che chiude l’estate torinese, sarà dedicato principalmente ad un incontro tra passato e futuro che incontrandosi dialogano con una formula laboratoriale che permetterà al pubblico di non essere esclusivamente un soggetto pagante ma un utente attivo che viaggia negli spazi dedicati al festival (dallo Spazio 211  agli Arca Studios; dal Parco Peccei all’ex Fabbrica Incet; da  Plartwo alla galleria Gagliardi e Domke), diventando una comunità mentre vivrà i  luoghi che ancora non conosceva. Continue reading “La quarta edizione del festival ToDays chiude l’estate torinese”

Messa in liquidazione della Fondazione per il Libro. Che futuro per il Salone del Libro?

di Mirta Tealdi

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È di ieri, 28 dicembre 2017, la parola finale sulla messa in liquidazione della  Fondazione per il Libro, l’ente organizzatore del Salone del Libro di Torino. Il 19 dicembre scorso l’Assemblea dei Soci riunitasi in seduta ordinaria aveva deciso per la messa in liquidazione dell’Ente, procedura che è stata avviata nella seduta straordinaria di ieri. Sempre nella seduta di ieri è stato nominato un Commissario liquidatore Carlo Rossotto, operativo dal prossimo gennaio 2018.  Continue reading “Messa in liquidazione della Fondazione per il Libro. Che futuro per il Salone del Libro?”

Museo del Cinema di Torino: allarme sciopero

di Gabriella Zullo

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Sono 77 i dipendenti che giovedì scorso si sono riuniti contro i tagli del personale previsti dal piano di rilancio dell’ente. A prendere posizione e a lanciare l’allarme sciopero sono i lavoratori della Fondazione Prolo che in questi ultimi giorni hanno dichiarato alla stampa (le pagine di Repubblica ne sono testimoni) che “Solo chi non conosce la realtà della Fondazione può affermare che 77 dipendenti siano troppi”. Continue reading “Museo del Cinema di Torino: allarme sciopero”

Fontana al Palazzo Madama di Torino

fontana.jpgPalazzo Madama a Torino ospita dal 13 luglio al 23 ottobre una grande mostra dedicata a Franco Fontana. Paesaggi, questo il nome della rassegna, si preannuncia come un nuovo importante appuntamento incentrato sulla fotografia d’autore. L’evento, curato da Walter Guadagnini, direttore di CAMERA, Torino, presenta al pubblico 25 immagini di grande formato in prestito dalla UniCredit Art Collection. Filo conduttore della mostra è il colore, rappresentato nella sua massima espressione da Fontana, autore di un tipo di fotografia di paesaggio anti-naturalistica e anti-documentaristica.
Info: www.palazzomadamatorino.it

Chagall, alla Elena Salamon di Torino

chagall.jpgLa galleria d’arte moderna torinese Elena Salamon ospita dal 21 marzo al 20 maggio una serie di lavori firmati Marc Chagall. In tutto per la precisione sono 63 e ripercorrono gran parte della carriera dell’artista fra i protagonisti dell’arte novecentesca. Fra le pareti dello spazio però non troverete tele ma disegni e stampe che esprimono meglio di altri la leggerezza che contraddistingue l’autore russo naturalizzato francese.

Litografie, acqueforti e puntesecche, infatti, si presentano all’osservatore colorate, soggetti che a volte volano nello spazio senza gravità altre poggiano sul fondo del foglio e tradiscono le ispirazione fauves fuse con un’irriducibile cultura popolare russa. I temi sono dei più svariati dal circo al teatro, soggetti che hanno sempre contraddistinto la produzione del pittore e si esprimono in mucche danzanti e amanti in volo sopra i tetti delle città. Un’occasione, insomma, per scoprire una produzione meno famosa dell’artista ma non per questo meno fondamentale.

“Smith&Wesson” di Alessandro Baricco

bariccoI testi teatrali di Baricco, e questo in particolare, nascono già per la scena ma con la caratteristica che, al contrario di altre drammaturgie ostiche da leggere e difficilmente catalogabili in “letteratura da viaggio”, queste (ci metterei anche Novecento, Tre volte all’alba e sicuramente ne dimentico qualcuna) te le sorseggi da solo: in treno, al mare o mentre aspetti in coda alla posta. È anche possibile consumarla in coppia, distesi su un prato fiorito con uno stelo in bocca, quello che ascolta guarda il cielo, oppure prima di un viaggio in America, fantasticando una puntata alle Cascate del Niagara. Se poi affidi la regia a Gabriele Vacis, con il suo fido “scudiero” Roberto Tarasco (lavorano insieme da più di un quarto di secolo ormai), sei sicuro che il risultato sarà eccellente. E noi, spettatori sgomitanti, che abbiamo riempito quasi tutta la bella e grande sala delle Fonderie Limone, altro esempio di come si possono utilizzare al meglio queste grandi cattedrali dell’industria operaia ora deserte, siamo rimasti estasiati. Di come le parole scritte possano prendere il volo, quello che ognuno di noi aveva immaginato leggendo ora poteva davvero avere una fisicità. E non importa se ci eravamo immaginato Smith segaligno, senza capelli e claudicante. Da quel momento assumeva le sembianze di Natalino Balasso, robusto con barba e capelli lunghi con un vago accento veneto e con una presenza fisica impressionante. Così Wesson non è quel giovane aitante dalle spalle larghe, pieno di tatuaggi ma Fausto Russo Alesi, “attore pluripremiato che ha lavorato tra l’altro con Nekrosius e Ronconi, è stato allievo di Vacis alla Civica Paolo Grassi di Milano” apparentemente impacciato e sfrontato allo stesso tempo, con uno sguardo a volte minaccioso e torvo ma con una altrettanto forte presenza scenica del collega, perfettamente a suo agio nelle evoluzioni che la regia ha pensato per loro. E poi c’è la dolcezza e la determinazione, il terzo lato di questo triangolo perfetto che rappresenta a mio avviso la vera amicizia, quella vera, quel sentimento che nasce fra persone diverse, senza altri scopi se non l’arricchimento interiore e di cui non sei mai consapevole. Lo scopri solo quando ti viene a mancare. E questo lato è dato da Camilla Nigro “ …la giovane… diplomatasi alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino, è stata recentemente diretta da Mario Martone e Valter Malosti.” davvero molto brava e convincente, all’altezza di questi grossi attoroni, che a volte sovrastava nelle sue evoluzioni e piroette verbali e fisiche. Ci metteva dolcezza e sensualità e ironia e avventura e rabbia e sentimento e molto altro ma restando sempre un lato di questo triangolo di personaggi tipicamente americani, molto simili in questo a T.D. Lemon di Novecento, sempre in bilico fra la cialtroneria e la genialità, fallimento e gloria, amabili ed odiosi, che non vorresti mai avere come vicini di casa o come parenti prossimi.

La storia si svolge a ridosso delle cascate del Niagara, luogo mitico nel nostro immaginario, e questi due personaggi dai nomi particolari se uniti da una & (Smith e Wesson) con due cognomi altrettanto simbolici (Tom e Jerry) svolgono lavori improbabili per sopravvivere: Meteorologo il primo (che usa dei particolari metodi per determinare il tempo che farà) e Raccoglitore di aspiranti suicidi il secondo, è infatti un grande conoscitore della zona che perlustra fin da bambino con la sua barca. Verranno reclutati da una giovane e determinata giornalista per una impresa davvero rischiosa. E noi pubblico verremo portati all’interno di questa avventura, ne seguiremo le evoluzioni anche fisicamente e sensorialmente, saremo trasportati al fondo di questo grande fiume e seguiremo con emozione le vittorie e le sconfitte di questo fantastico trio, grazie anche alle genialità di quel Tarasco di prima che qui si occupa anche di scenofonia, luminismi e stile. Molto importante il ruolo affidato a Mariella Fabbris, la proprietaria della locanda dove si svolgono gli eventi, apparentemente non fa parte del trio, ma poi ti rendi conto che niente di tutto questo sarebbe potuto succedere senza di lei. È quella che escogita e gestisce il tutto. Questa signora di mezz’età che rappresenta forse, la vera anima americana. Si, gli uomini andavano in giro a spararsi fra di loro, a trovare pepite d’oro, a fare affari con gli indiani ma se non c’era lei che teneva la casa pulita, tirava su i figli e badava a ciò che contava davvero tutto sarebbe crollato. Anche Mariella fa parte del gruppo storico che ha iniziato lavorando con Vacis al Laboratorio Teatro Settimo ed anche lei davvero brava, e convincente e perfetta con questo vestito fine ‘800 che la rendeva coerente con il tono di voce, lo sguardo e la immediata sintonia con il pubblico. Abbiamo applaudito tanto.

di Alessandro Baricco

con Natalino Balasso, Fausto Russo Alesi, Camilla Nigro, Mariella Fabbris

regia Gabriele Vacis

scenofonia, luminismi, stile Roberto Tarasco

costumi Federica De Bona

video Indyca

(Francesco Roma)