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Un futuro sostenibile, il rispetto tra i generi e delle diversità: la Pubblicità come forma di Progresso educativo

di Roberta Maciocci

UNA RASSEGNA DI SPOT PER IL SOCIALE 3.jpg

La storica sede RAI di Viale Mazzini 14 ha ospitato lo scorso 1° giugno la proiezione di 50 spot audiovisivi prodotti per campagne sociali: spettatori della rassegna gli studenti delle scuole e delle università. Continue reading “Un futuro sostenibile, il rispetto tra i generi e delle diversità: la Pubblicità come forma di Progresso educativo”

Quante sono le tempeste a questo mondo?

di Agostino Casaretto

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Questo è, ormai, si sa, un mondo dove l’arrivismo, l’egocentrismo e l’egoismo fanno da padroni. Un mondo dove la filosofia Morte tua vita mia è all’ordine del giorno, dove persone che, calpestando gli altri, arrivano a comandare e a dirigere una orchestra di sottomessi che gli permettono di fare il bello e il cattivo tempo della loro povera vita. Continue reading “Quante sono le tempeste a questo mondo?”

Vita da caratterista: Franco Lechner, in arte Bombolo

Oggi raccontiamo attraverso questa meravigliosa intervista d’altri tempi, uno dei volti più noti del nostro cinema: Franco Lechner, per tutti semplicemente Bombolo.

Nato nel rione Ponte, nel centro storico della Capitale, esercitò per anni, fin dalla giovane età, l’attività di venditore ambulante come piattarolo (venditore di stoviglie, tovaglie e ombrelli ai passanti) nei vicoli del centro di Roma, nella zona attigua allo storico mercato di Campo de’ Fiori. A partire dal 1976, grazie all’interessamento del regista Bruno Corbucci, si dedicò al cinema, e contemporaneamente iniziò la collaborazione con la compagnia cabarettistica del Bagaglino di Castellacci e Pingitore.

Nel 1983, alla trasmissione Domenica in condotta da Pippo Baudo, rivelò di aver scelto il nome d’arte Bombolo poiché questo era stato da sempre il suo soprannome ispirato alla canzone omonima del 1932 scritta e musicata da Marf e Vittorio Mascheroni e resa popolare dal Trio Lescano.

Utilizzato spesso come spalla di attori come Tomas Milian, Enzo Cannavale, Pippo Franco, interpretò ruoli comici, gag basate principalmente sulla fisicità, sulla mimica facciale, sull’utilizzo dell’onomatopea (famoso il suo Tze-tze!), del turpiloquio e del dialetto romanesco, recitando prevalentemente in film di genere soprattutto commedie sexy e commedie del filone trash, tanto in voga negli anni settanta ed ottanta. Bombolo divenne famoso soprattutto per aver interpretato il personaggio di Venticello, ladruncolo e informatore della polizia, nella serie poliziesca dell’ispettore Nico Giraldi, in cui appare in nove degli undici film realizzati.

Il suo personaggio divenne una sorta di maschera tipica e lo rese uno degli attori più usati del cinema cult italiano degli anni settanta e ottanta, in compagnia di altri interpreti del ruolo tra cui Enzo Cannavale.

Il suo ultimo film fu quello girato insieme a Nino D’Angelo, Giuro che ti amo del 1986, dove appare visibilmente dimagrito e segnato da un terribile attacco di meningite acuta accusato pochi mesi prima, che lo aveva portato anche al coma durante il ricovero ospedaliero, al ritiro temporaneo dall’attività teatrale con la compagnia del Bagaglino oltre che da quella cinematografica, e da cui si riprenderà solo parzialmente.

Come riportato dalla sua unica biografia pubblicata nel 2014 e scritta da Ezio Cardarelli, in collaborazione con la famiglia dell’attore (“…E poi cominciatti a fà l’attore”, Edizioni: Ad Est dell’Equatore), il subentrare di un male incurabile agli inizi del 1987 lo portò a un nuovo ricovero ospedaliero e minò definitivamente il suo stato di salute già precario, costringendolo a un definitivo ritiro.

La sua ultima apparizione in scena, sul palco del Salone Margherita con la compagnia del Bagaglino, è avvenuta l’ 8 maggio 1987, quella sera fu aiutato a salire sul palcoscenico a causa della debolezza dovuta alla malattia oramai incombente.

Muore il 21 agosto 1987 all’Ospedale Forlanini di Roma in seguito ad un arresto cardiaco all’età di 56 anni.

Tomas Milian ha raccontato – nel corso di un’intervista trasmessa dalla Rai nel 2010 – che al funerale di Bombolo, il 24 agosto 1987 nella Parrocchia di Santa Maria in Vallicella, si nascose dietro una colonna affinché nessuno lo notasse e quando il feretro passò davanti a lui, gli diede un affettuoso buffetto, in ricordo di tutti gli schiaffoni che, sul grande schermo, nei panni dell’ispettore Nico Giraldi, aveva rifilato all’attore romano. Riposa nel Cimitero di Prima Porta (noto anche come Cimitero Flaminio), a Roma.

L’epitaffio sulla sua tomba riporta: “Ciao Bombolo Core de Roma”.