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Abstract Expressionism al Guggenheim di Bilbao

rotko.jpgIl Guggenheim di Bilbao fino al 4 giugno ospita una rassegna dedicata all’Espressionismo astratto. Il movimento racchiude un gruppo di artisti statunitensi che nel secondo dopo guerra hanno spostato l’attenzione dal vecchio al nuovo mondo. Da Mark Rothko a Lee Krasner passando per Jackson Pollock e Arshile Gorky, autori con un’inedita fusione fra surrealismo e astrattismo hanno influenzato le sorti dell’arte contemporanea mondiale.

Le prime sale della mostra intitolata semplicemente Abstract Expresisonism sono dedicate agli inizi del movimento e presentano in ordine cronologico i lavori dei pionieri come Arshile Gorky, Willem de Kooning e Franz Kline. Il percorso prosegue poi in ordine cronologico e tematico, a beneficiare di una grande sale è Mark Rothko, una delle figure chiave del movimento, morto suicida e in grado di proporre un tipo di pittura riflessiva e inquieta allo stesso tempo. L’esposizione è è organizzata dalla Royal Academy of Arts di Londra in collaborazione con il Guggenheim Museum .Bilbao.

La collezione dell’imperatrice Pahlavi ad aprile al Maxxi di Roma

farah-pahlaviPuò l’arte aiutare a promuovere i rapporti diplomatici? Il ministero degli esteri tedesco ha deciso di scoprirlo scommettendo sulla cultura come strumento di avvicinamento con paesi difficili, definiti “schegge impazzite” della diplomazia internazionale.
A testimonianza dell’intenzione di investire nell’arte come mezzo di cooperazione, il governo tedesco ha attivamente promosso e incoraggiato l’organizzazione di una mostra che vedrà per la prima volta fuori dall’Iran la collezione dell’ultima sovrana persiana, la moglie dello Scià di Persia. Insieme al marito, costretto ad abbandonare il trono dopo la rivoluzione islamica del ’79, l’imperatrice Farah Pahlavi era riuscita a mettere insieme opere di Pollock, Warhol, Picasso e molti altri mostri sacri dell’arte occidentale, insieme a numerosi pezzi di arte iraniana. La mostra, che ad aprile approderà al Maxxi di Roma, è un tentativo non troppo velato di normalizzare le relazioni diplomatiche con la Repubblica Islamica, sulla scia di analoghe iniziative con paesi sensibili come Ucraina, Arabia Saudita e Cuba.
I diplomatici tedeschi hanno dichiarato di essere consapevoli delle critiche che una tale collaborazione potrebbe sollevare, ma hanno deciso di perseverare con la strategia convinti che porterà i suoi frutti in futuro. Come si dice in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza.
(Giulia Testa)