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Orquín mette insieme il suo Empireo presso l’Istituto Cervantes

di Luca Ingravalle

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E’ stata inaugurata il 27 Giugno la nuova mostra di Gonzalo Orquín, artista spagnolo di fama internazionale attivo tra Europa e Stati Uniti, dal titolo “Proximo Destino: Roma”. Continue reading “Orquín mette insieme il suo Empireo presso l’Istituto Cervantes”

Torna Pablo Picasso a Roma. Tra Cubismo e Neoclassicismo

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A distanza di cento anni dal suo Gran Tour in compagnia di Cocteau e Stravinsky al seguito della compagnia dei Balletti Russi di Sergej Djaghilev, durante il quale (tra l’altro) l’artista si innamorò di Olga Kochlova, prima ballerina, che divenne la sua prima moglie, l’Italia rende omaggio a Pablo Picasso. Continue reading “Torna Pablo Picasso a Roma. Tra Cubismo e Neoclassicismo”

Il cammino verso Guerniga

Guernica-Picasso

Guernica, il capolavoro di Picasso realizzato su commissione del governo spagnolo per rappresentare il Paese all’esposizione universale di Parigi del 1937, compie 80 anni. Per l’occasione, il museo Reina Sofía di Madrid, dove l’opera è custodita, ospita dal 4 aprile al 4 settembre una grande mostra dedicata all’artista, dal titolo Il cammino verso Guernica.

Un’esposizione che raccoglie circa 150 capolavori dell’artista, provenienti dalla collezione del museo e da oltre 30 istituzioni del mondo intero, dal Museo Picasso al Centre Pompidou di Parigi, dala Tate Modern di Londra, al MoMA e al Metropolitan Museum di New York, dalla Fondation Beyeler in Svizzera a diverse collezioni private. Ovviamente il percorso include Guernica, il quadro sempre attuale che denuncia il bombardamento della città basca di Guernica da parte dell’aviazione della Germania nazista, venuta a sostenere le forze nazionaliste di Franco. Il dipinto è stato trasferito in Spagna solo nel 1981, sei anni dopo la fine della lunga dittatura di Franco.
Info: www.museoreinasofia.es

La collezione dell’imperatrice Pahlavi ad aprile al Maxxi di Roma

farah-pahlaviPuò l’arte aiutare a promuovere i rapporti diplomatici? Il ministero degli esteri tedesco ha deciso di scoprirlo scommettendo sulla cultura come strumento di avvicinamento con paesi difficili, definiti “schegge impazzite” della diplomazia internazionale.
A testimonianza dell’intenzione di investire nell’arte come mezzo di cooperazione, il governo tedesco ha attivamente promosso e incoraggiato l’organizzazione di una mostra che vedrà per la prima volta fuori dall’Iran la collezione dell’ultima sovrana persiana, la moglie dello Scià di Persia. Insieme al marito, costretto ad abbandonare il trono dopo la rivoluzione islamica del ’79, l’imperatrice Farah Pahlavi era riuscita a mettere insieme opere di Pollock, Warhol, Picasso e molti altri mostri sacri dell’arte occidentale, insieme a numerosi pezzi di arte iraniana. La mostra, che ad aprile approderà al Maxxi di Roma, è un tentativo non troppo velato di normalizzare le relazioni diplomatiche con la Repubblica Islamica, sulla scia di analoghe iniziative con paesi sensibili come Ucraina, Arabia Saudita e Cuba.
I diplomatici tedeschi hanno dichiarato di essere consapevoli delle critiche che una tale collaborazione potrebbe sollevare, ma hanno deciso di perseverare con la strategia convinti che porterà i suoi frutti in futuro. Come si dice in questi casi, ai posteri l’ardua sentenza.
(Giulia Testa)

Nascita delle Avanguardie

i-colori-delle-avanguardie-arte-in-romania-1910-1950Per la pittura e la scultura, gli anni compresi tra il 1910 e il dopoguerra rappresentano una svolta radicale e clamorosa. Le premesse già poste da quella che era stata un’operazione di rottura col passato, la pittura espressionista, si traducono in veri e propri rivolgimenti, in nuove conquiste estetiche e culturali. Se l’architettura evolve in funzione delle città e del ruolo di queste in una civiltà industriale, analoga evoluzione subisce la pittura, ma con una problematica sensibilmente diversa. Il quesito che si pone, semplificando il più possibile, è il seguente: si deve dipingere o scolpire aderendo a questo tipo di società, individuandone le contraddizioni e agendo eventualmente da “correttivo”, o si deve invece pensare ad un’arte posta al di fuori della società, non vincolata ad essa, nel tentativo di recuperare autonome energie creatrici?

Lungo queste due ipotesi ideologiche si muovono le più importanti correnti d’avanguardia:   CUBISMO…, COSTRUTTIVISMO…, DER BLAUE REITER (IL CAVALIERE AZZURRO) da un lato, DADA…, SURREALISMO…, la METAFISICA dall’altro.
Vediamo, per linee molto generali, in cosa consistono.

cezanne

Alle origini del movimento cubista vanno poste la pittura dei francesi Paul Cézanne (1839-1906, e la mostra che delle opere di questi si fece nel 1907) e Henry Rousseau (1844-1910), nonché lo studio dell’arte negra. Cézanne aveva cominciato a ritrarre gli oggetti componendoli e riproducendone sulla tela le varie parti, secondo un determinato ordine; Rousseau (detto il Doganiere) con la sua pittura “incolta”, istintiva (naïf) aveva dimostrato che era possibile realizzare capolavori pittorici prescindendo da una regola tecnica (prospettiva, rilievo, ecc.) ed estetica; la scultura negra suggeriva invece linee essenziali, pure, astratte rispetto alle forme comuni dell’ambiente.
Chi raccoglie queste esperienze e le trasforma in un’organica e rivoluzionaria proposta pittorica è il grande Pablo Picasso (1881-1973), cui si affianca Georges Braque (1882-1963). La pittura, per il cubismo (una definizione che evoca analogie con la forma geometrica del cubo) non è più riproduzione di ciò che esiste ma è di per se stessa un’azione, un avvenimento. Le domande “che cosa rappresenta?” e “chi l’ha fatto?” non hanno senso di fronte a un quadro cubista. Se pretesto di un quadro può essere un oggetto (una sedia o un volto, non importa) questo però viene riconsiderato, “disfatto”; le sue componenti vengono riproposte sulla tela non più secondo l’ordine originale, ma secondo una diversa struttura. Nel dipinto cubista non vi è senso della profondità e della prospettiva e tuttavia ciò che risulta è una sensazione tridimensionale (come se vedessimo l’oggetto contemporaneamente da diversi angoli visuali); il cubismo è pittura realistica, non nel senso della riproduzione di un oggetto reale, bensì della “presentazione”, anche provocatoria, di un oggetto.

polinesia-il-mare-1946-katarteAltrettanto innovatrice è la tecnica impiegata: si usa il colore come un intonaco, spesso frammisto a sabbia per aumentarne la corposità; si usano pezzi di stoffa o ritagli di carta (“collages”) e così via. Pittura e scultura si assimilano: Picasso e Braque sono anche scultori, e cubisti sono gli scultori Duchamp-Villon, Archipenko, Laurens e altri. Nell’ambito della pittura cubista operano numerosi e validi pittori tra i quali, anche se con una posizione autonoma e critica, i francesi Marcel Duchamp (1887-1968) Ferdinand Léger (1881-1955). Direi, a conclusione, che la carica rivoluzionaria del cubismo si attenuò nei primi anni del dopoguerra: l’esigenza di un ritorno all’ordine (così viva in letteratura) si fece sentire anche in questo campo. In Francia, tornò alla ribalta la pittura di Henry Matisse (Le Cateau, 1869-Cimiez, Nizza 1954)..

La corrente del COSTRUTTIVISMO riassume, in Russia, tutta l’esperienza dell’avanguardia dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Kasimir Malevic (1878-1935) e Wladimir Tatlin (1885-1956), che furono i massimi esponenti, partirono dall’affermazione che la pittura (e la scultura) non devono “rappresentare” qualcosa ma devono essere “costruzione”, realizzata con criteri analoghi a quelli dell’architettura. Infatti tutto ciò che potrebbe essere rappresentato non può che appartenere all’ieri, al passato, mentre la pittura deve informare su quanto oggi si sta costruendo. Il COSTRUTTIVISMO – che non ebbe poi alcun seguito in Russia – influenzò notevolmente la Bauhaus (Bauhaus è l’abbreviazione di Staatliches Bauhaus, una scuola d’arte e architettura della Germania che operò dal 1919 al 1933). Nel suo ambito lavorano e si formano artisti come Wladimir Kandinsky e Marc Chagall (1887-1985).

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Appunto Kandinsky (1866-1944) fu il fondatore e ilo massimo rappresentante del movimento detto del .CAVALIERE AZZURRO derivato da quello tedesco del PONTE In antitesi con il cubismo (cui tuttavia questa corrente si ricollega), si afferma che l’arte non ha alcun rapporto con la natura esterna, con gli oggetti e le forme della vita reale: essa muove invece da impulsi interiori dell’artista e si manifesta come armonia di colori e di linee, i cui ritmi ricordano quelli musicali. E’ quindi una pittura astratta.

A questo indirizzo informano la loro opera diversi pittori tra i quali lo svizzero Paul Klee (1879-1940).

Ho così esaminato le caratteristiche di quelle tendenze che operarono, nei modi che furono loro propri, in funzione del rapporto con la civiltà delle industrie, all’interno, cioè, della logica di questa, della sua cultura.

Di segno del tutto opposto è invece la corrente dadaista. Il nome DADA deriva da una paroletta pescata a caso nel dizionario Larousse che la riporta quale tipico suono del linguaggio infantile. Una scelta bizzarra, che sottolinea proprio il fatto che non si vuol significare nulla. La pittura dadaista non ha, programmaticamente e provocatoriamente, nulla da dire: è impensabile, sconcertante, scandalistica.

“Poiché esiste un concetto di arte ed esistono oggetti artistici e tecniche artistiche, bisogna contestare tutto questo: la vera arte sarà l’anti-arte. Un movimento artistico che neghi l’arte è un controsenso: DADA è questo controsenso. Negando l’intero sistema dei valori, nega se stessa come valore e anche come funzione… DADA non vuol produrre opere d’arte ma prodursi in interventi a catena, deliberatamente insensati, assurdi… “ (Giulio Carlo Argan, 1909-1992).

Dal movimento DADA, sorto nel 1916 a Zurigo, in Svizzera, attorno a un circolo fondato dal poeta rumeno Tristan Tzara (1896-1963), furono immediati e diretti precursori I francesi Marcel Duchamp (1887-1968) e Francis Picaba (1879-1953) e maggiore interprete il tedesco Kurt Shwitters (1887-1948). La tecnica DADA prevede l’impiego anche della fotografia e del cinema; i dadaisti intervengono con irrisione su opere “consacrate”, come fa appunto Duchamp riproducendo la Gioconda di Leonardo munita di un bel paio di baffi.

fontanaDiretta conseguenza del DADA è il SURREALISMO  le cui basi teoriche furono poste dallo scrittore francese André Breton (1896-1966) in un celebre “manifesto” apparso nel 1924. Per Breton, che era anche psichiatra e psicanalista, sede dell’arte non è la coscienza bensì l’inconscio. La “logica”, se così si può dire, che presiede l’arte è quella del sogno dove le cose appaiono legate tra loro da relazioni del tutto “illogiche”. L’artista deve dipingere, in parole povere, come se stesse sognando. Il SURREALISMO (cioè superamento del realismo) usa una tecnica spregiudicata, al pari di quella DADA, sfruttando ogni mezzo, compresa la foto-cinematografia.

Tra i più celebri pittori surrealisti ricordo il tedesco Max Ernst (1891-1976), il francese André Masson (1896-1987), gli spagnoli Joan Mirò (1893-1983) e, notissimo, Salvador Dalì (1904-1989).

Va sottolineato che al surrealismo aderì, o meglio si “alleò”, Pablo Picasso – autentico protagonista di ogni tappa del cammino della pittura moderna – che si giovò anche di queste esperienze prima di giungere ai suoi capolavori storici-politici come GUERNICA , MASSACRO IN COREA, la GUERRA e la PACE.