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Oscar, la paura fa 90!

di Quinto De Angelis

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Grande entusiasmo per la Novantesima edizione dei premi Oscar che si terranno il 4 Marzo al Dolby Theatre di Los Angeles. Dominatore delle nomination è stato The Shape of Water che ne ha guadagnate ben 13. L’acclamato Three Billboards outside Ebbing, Missouri si ferma  a 7. Dunkirk ne registra 8. Per L’Italia speranza per Guadagnino e per Querzola mentre delusione per l’esclusione di Wonder Wheel. Sorpresa Logan. Continue reading “Oscar, la paura fa 90!”

La singolare carriera di Jeremy Renner, l’attore più redditizio del 2017

di Laura Pozzi

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Per gli amanti di statistiche, classifiche e cinefumetti la notizia che Jeremy Renner sia stato decretato dalla rivista Forbes l’attore più redditizio del 2017, rappresenta la giusta consacrazione se così si può dire di un attore che ha fatto della versatilità e continuità il suo marchio di fabbrica. Continue reading “La singolare carriera di Jeremy Renner, l’attore più redditizio del 2017”

La Vita è bella compie vent’anni, un intramontabile inno alla vita

di Cristina Peretti

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È con la sua interpretazione di Guido Orefice nel film “La Vita è bella”, di cui è anche registra, che Roberto Benigni, attore, comico e sceneggiatore italiano, conquista l’Oscar al miglior attore nel 1999. Ma non finisce qua, nel corso degli anni il film riceve innumerevoli riconoscimenti: tra cui nove David di Donatello, cinque Nastri D’Argento, cinque Globi D’Oro e altri due Oscar, quello per il miglior film straniero e quello per la miglior colonna sonora, a opera del noto compositore italiano Nicola Piovani. Continue reading “La Vita è bella compie vent’anni, un intramontabile inno alla vita”

La morte corre sul fiume; il noir che condanna gli adulti e glorifica i bambini

di Gianluca Sforza

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Charles Laughton fu un attore britannico – sia di cinema che di teatro – di grande spessore, il che è testimoniato dall’Oscar che vinse nel 1934 con il film di Alexnder Korda “Le sei mogli di Enrico VIII”, ma partecipò a molti altri film (tra cui lo Spartacus di Kubrick) con ruoli spesso negativi. Continue reading “La morte corre sul fiume; il noir che condanna gli adulti e glorifica i bambini”

La melassa che uccide: Mr. Ove

di Emanuele Rauco

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C’è di che farne un caso di studio di Mr. Ove, il film di Hannes Holm tratto da un bestseller di Fredik Backman (in italiano col titolo L’uomo che metteva in ordine il mondo) che dopo i milioni di copie e lo spettacolo teatrale diventa un film da record d’incassi in Svezia candidato persino a 2 premi Oscar (film straniero e trucco) diventando un perfetto esempio di ciò che MacDonald definiva midcult. Continue reading “La melassa che uccide: Mr. Ove”

Profumo da Oscar: A ciambra

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Si è conclusa lo scorso 20 luglio la dodicesima edizione di “Bimbi belli”, l’interessante rassegna finalizzata a valorizzare i giovani esordienti del cinema italiano, ideata e condotta da Nanni Moretti che grazie al voto di una giuria popolare ha decretato come vincitore per miglior film “Mediterranea” inedito esordio passato praticamente inosservato nel 2015, firmato dal giovane  italo americano Jonas Carpignano. Continue reading “Profumo da Oscar: A ciambra”

Il capolavoro del Maestro Miyazaki: la città incantata

Traslocare può essere un’avventura, ma è certamente anche una seccatura. Figuriamoci poi per una bambina di dieci anni come Chihiro, costretta ad abbandonare la sua casa, la sua scuola, gli amici. E se calcoliamo anche che la piccola è una ragazzina piuttosto volubile e viziata, avremo un classico quadretto d’insofferenza infantile di difficile soluzione. A meno che Chihiro non sia costretta dagli avvenimenti a farsi forza e crescere, accettando i cambiamenti che la vita comporta e, addirittura, aiutando gli stessi adulti che la vedono solo come una mocciosetta. In viaggio verso la loro nuova casa, difatti, i suoi genitori sbagliano strada e finiscono per avventurarsi su un misterioso sentiero che culmina in un villaggio turistico apparentemente abbandonato.

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Ma, come si suol dire, l’apparenza inganna e la Città Incantata nella quale si trovano nasconde in realtà l’ingresso per un mondo pieno di spiriti e creature magiche, divisi tra avventori ed inservienti di uno stabilimento termale decisamente fuori dai canoni. Al fine di salvare i genitori, inconsapevolmente trasformatisi in maiali, e di riuscire a tornare nel mondo degli umani, Chihiro sarà costretta a rivedere il suo stile di vita e a lavorare sodo, rinunciando alle sue tipiche lamentele, ma non dimenticando mai chi è veramente…

Di tutta la produzione del grande Maestro Hayao Miyazaki, La Città Incantata è uno dei titoli più noti e premiati, anche in Occidente, dove l’accoglienza fu letteralmente trionfale, riservando per la prima volta ad un anime il Leone d’Oro e il Premio Oscar quale Miglior Film d’Animazione dell’anno. E meritatamente, aggiungeremmo.

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Un film assolutamente miyazakiano nella tecnica e nelle tematiche, con una particolare attenzione alle questioni relative all’identità personale, al rapporto col prossimo, all’avidità e alla propria utilità nella società. Molte metafore sono assai sottili per il pubblico infantile a cui è rivolto il film, che è uno di quelli da vedere e rivedere nel corso della crescita, per afferrare sempre più i sottotesti che si nascondono sotto ad un’avventura a tratti horror in più punti anche discretamente (e ‘sanamente’) inquietante. Alternando alla sua sensibilità ricordi personali e spunti dal romanzo Il meraviglioso paese oltre la nebbia (scritto nel 1987 da Sachiko Kashiwaba) Miyazaki confeziona un autentico gioiellino ricco di mistero, avventura e atmosfera, popolato da personaggi surreali dai tratti caratteriali distintamente affrescati tramite una variopinta tavolozza.

Zbigniew Rybczynski a ritmo di Tango

zbigniew-rybczynskiE’ fuor di ogni dubbio il fatto che Zbigniew Rybczynski sia uno dei più acuti sperimentatori nell’uso del linguaggio audiovisivo. La sua grandezza non consiste solo in un approccio denso di curiosità nei confronti dello sviluppo tecnologico ma anche, e soprattutto, nella sua capacità di piegare la perizia nell’uso di strumentazioni sempre più moderne al servizio della poesia. In tal senso, Rybczynski è un autore costantemente in avanti rispetto al lavoro dei suoi colleghi. Il suo sguardo non è mai volto all’indietro, il suo spirito creativo sempre teso verso aperture culturali ed intellettuali assolutamente innovative.
E’ dunque uno spirito libero che, nonostante il trasferimento negli Stati Uniti, non ha mai cercato, almeno fino ad oggi, una facile realizzazione professionale in una cinematografia di tipo commerciale. Ciò che interessa a questo videomaker-regista è far evolvere il proprio stile e il proprio percorso artistico in parallelo ai cambiamenti che la tecnologia gli presenta. La sua, dunque, è un’operazione che viene messa in pratica nell’ambito di un linguaggio, quello audiovisivo, che gli offre spunti creativi incredibili e che contemporaneamente si nutre delle sue invenzioni.

zbig_rybczynski-film_video-rarovideoL’arte di Zbigniew Rybczynski non è nota al di fuori del ristretto mondo degli addetti ai lavori, nonostante il suo nome sia venuto alla ribalta quando nel 1980 vinse il premio Oscar per il miglior cortometraggio con il capolavoro Tango (1982).
La pubblicazione da parte di RaroVideo del cofanetto intitolato Zbig Rybczynski Film & Video è un vero e proprio piccolo evento che forse potrebbe contribuire a far conoscere questo grande talento in maniera più consona al suo valore. L’opera è composta da due dvd nei quali sono stati inseriti dieci lavori del regista polacco e due extra di notevole interesse, tra cui spicca l’autointroduzione nella quale lo stesso cineasta spiega al fruitore il senso dei suoi esperimenti visivi. Insieme ai Dvd viene proposto un breve ma intensissimo studio critico curato da Bruno Di Marino che ripercorre in modo convincente e fruibile parte della filmografia di questo genio visionario.

zbigniew_rybczynski_tangoA Rybczynski interessa la rappresentazione di un’azione dinamica in uno spazio circoscritto, cioè l’articolazione complessa di movimenti multipli in ambienti apparentemente quasi claustrofobici. Non si tratta solo di uno sterile esercizio tecnicistico ma di una sorta di analisi delle varianti esistenziali all’interno di un luogo nel quale la vita può fluire secondo comportamenti diversi e contrastanti. Questa intenzione è visibile chiaramente in Tango, cortometraggio nel quale l’intreccio sovrabbondante e “barocco” di azioni permette di affrontare un discorso filosofico sull’esistenza, sul senso e sull’essenza della realtà, tema trattato tra l’altro anche nel bellissimo Nuovo libro (Nowa ksiazka). In questa prova, il regista suddivide lo schermo in nove piccole inquadrature collegate direttamente da un’unica azione che si sviluppa narrativamente in modo assolutamente logico.
In Steps (1987), il linguaggio audiovisivo viene scomposto e ricomposto da Rybczynski intrecciando la mitica sequenza della scalinata de La corazzata Potëmkin di Sergej Ejzeštejncon materiale girato dallo stesso autore polacco. In sostanza la storia codificata del linguaggio cinematografico viene ampliata sfruttando i nuovi strumenti messi a disposizione del moderno cineasta.
Nel secondo Dvd sono presenti due opere significative come The Fourth Dimension (1988), nella quale il corpo umano viene reso dinamico da movimenti impossibili, e The Orchestra (1990), film in alta definizione basato sulla elaborazione visiva di sei importanti brani di musica classica.

Tra cinema d’animazione, videoarte, sperimentazione visionaria, ed echi di stampo surrealista l’universo poetico di Rybczynski è molto ben raccolto nel cofanetto di RaroVideo, autentico strumento di approfondimento utile non solo agli appassionati ma anche agli studiosi sempre in cerca di nuovi testi e di documenti audiovisivi sui quali teorizzare.