Black Mirror, la distopia tecnologica

di Gianluca Sforza

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La fantascienza è un genere strano; gli scrittori Fruttero e Lucentini, che se ne intendevano avendola portata in Italia creando la rivista Urania, la paragonavano al jazz, ossia “un genere di origini popolari ma di nobili ascendenze” a causa della natura speculativa o estrapolativa di alcune sue opere (pensiamo soprattutto ai nobili e colti romanzi distopici politici europei della prima parte del secolo scorso come 1984, Il mondo nuovo, Noi, La guerra della salamandre in ordine sparso), ma fino agli anni 60 la maggior parte della produzione non ha trovato dignità nelle librerie Continua a leggere “Black Mirror, la distopia tecnologica”