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La Johannesburg Art Gallery approda a Monza

Gustave-Courbet-La-scogliera-a-Etretat-1869-olio-su-tela-cm-63-x-76-e1490989848418Villa Reale ospita dal 30 marzo al 2 luglio la mostra Da Monet a Bacon. Capolavori della Johannesburg Art Gallery, una rassegna a cura di Simona Bartolena che espone una sessantina di opere negli appartamenti Principe di Napoli e Duchessa di Genova. Olii, acquerelli e grafiche provenienti dalla prestigiosa pinacoteca sudafricana, in grado di ripercorrere ben oltre un secolo di storia dell’arte internazionale, dalla metà del XIX secolo fino al secondo Novecento, attraverso i suoi maggiori interpreti, da Courbet a Corot, da Monet a Degas, da Rossetti a Millais, da Picasso a Bacon, da Lichtenstein a Warhol a molti altri.

Un percorso narrativo che inizia con l’Ottocento inglese, segue con i Preraffaelliti, arrivando a illustrare gli esiti della pittura di fine Ottocento. La generazione impressionista viene rappresentata da Edgar Degas, Claude Monet e Alfred Sisley. Nel Novecento s’incontrano le opere dei maestri più celebrati del secolo: Henri Matisse e Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, per concludere con Francis Bacon e Henry Moore, e i due protagonisti della pop art americana Robert Lichtenstein e Andy Warhol, con il trittico dedicato a Joseph Beuys. Chiude idealmente la mostra la sezione sull’arte sviluppata in Sudafrica nel Novecento.

Palazzo Pretorio di Padova ospita Munari

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Aria, terra è il titolo della mostra dedicata a Bruno Munari ospitata a Palazzo Pretorio a Cittadella fino al 5 novembre. Curata da Guido Bartorelli l’esposizione si completa anche con un catalogo pubblicato da Corraini editore che presenta la figura dell’artista. Autore imprescindibile dell’arte contemporanea italiana, Munari ha segnato con il suo percorso i cinquant’anni più turbolenti dell’ultimo secolo. È diventato quasi un simbolo di un tipo di arte che vuole separarsi dallo snobbismo per aprirsi a chiunque ne abbia la curiosità come lui stesso ha scritto spesso nella sua numerosa attività editoriale: ”L’arte che un tempo era privilegio di pochi uomini sta diventando una espressione possibile a ciascuno di noi? Si sta riducendo positivamente la distanza tra l’artista e l’uomo normale?”

La mostra si propone come scopo proprio quello di analizzare la dualità di Munari nella sua doppia veste priva di contrasti fra artista e colui che innesca l’arte. Nel percorso infatti si ha la possibilità sia di vedere i lavori dell’autore sia di provare le opere da lui stesso pensate per insegnare ad apprendere l’arte senza retorica. Lo spettatore così da osservatore diventa attore e scopre la dinamica del fare necessaria a ogni operazione artistica. Una mostra come poche che mette in linea le due anime di Munari sottolineate, e non è un caso, fin dal titolo.

Bosch a Palazzo Ducale

boschRimane aperta fino al 4 giugno la mostra ospitata a Palazzo Ducale di Venezia e dedicata a uno dei più misteriosi pittori di sempre, Jheronimus Bosch. Anche l’Italia dopo la gigantesca mostra di Madrid si accoda alle celebrazioni dei 500 anni dalla nascita del grande pittore fiammingo.

A rendere particolare l’esposizione è la ricercata fusione con la città lagunare dove infatti il pittore ha soggiornato e dove alcune sue opere sono state acquistate. Due trittici e quattro tavole sono stati i lavori comprati dal cardinale e letterato veneziano Domenico Grimani, pitture che oggi sono esposte all’interno del percorso espositivo contornate da altri esponenti della pittura fiamminga del periodo, compresi alcuni bulini di Durer. Sono infatti una cinquantina di opere che aiutano il visitatore a ricostruire il panorama artistico nel quale Bosch si trovava a operare. La mostra curata da Bernard Aikema con il coordinamento scientifico di Gabriella Belli e Paola Marini si conclude con un’immersione digitale dell’Inferno e nelle luci del Paradiso grazie alla tecnologia Oculus rifts.

Ancora in mostra Elena Mazzi. Notes on Complexity

mazziL’Ex Elettrofonica ospita dal 25 gennaio fino al 17 marzo Notes on Complexity, la personale di Elena Mazzi finalista del Talent Prize 2016 , partecipante alla 16esima Quadriennale di Roma. La poetica di Elena Mazzi indaga il rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, nel quale vive e con il quale si confronta ogni giorno. Una ricerca per lo più legata a un approccio di tipo antropologico, volto ad analizzare un’identità personale e collettiva.

Notes on Complexity si presenta come una collezione di documenti e rielaborazioni del più vasto A Fragmented World, progetto che l’artista, insieme alla filmmaker Sara Tirelli, formula dalla Teoria delle fratture analizzata dal fisico Bruno Giorgini. Il lavoro utilizza il complesso paradigma della dinamica delle fratture, insieme ad alcuni risultati di uno specifico case study, riguardanti la morfogenesi e la morfodinamica nel paesaggio vulcanico dell’Etna. La stratificazione geografica del vulcano siciliano, infatti, cambia continuamente la sua geografia e morfologia a causa delle molte e diverse eruzioni. Lo scopo del lavoro è mettere in dialogo immagini preesistenti, acquisite attraverso arcGIS (un sistema utilizzato per la creazione ed analisi di mappe e gestione delle informazioni geografiche) con nuove immagini in movimento, al fine di catturare e comparare il cambiamento del paesaggio. In mostra verranno presentati un video e una serie di foto incisioni ricavate dalle fratture laviche del vulcano, che indagano texture, strutture, campiture del materiale nei diversi strati, utilizzando un nuovo colore ricavato dalla stessa polvere lavica. Qui la nostra intervista all’artista.

Cosimo, alla RvB ARTS di Roma

Sempre però sapendo che per essere con gli altri veramente, la sola via era d’essere separato dagli altri, d’imporre testardamente a sè e agli altri quella sua incomoda singolarità e solitudine in tutte le ore e in tutti i momenti della sua vita, così come è vocazione del poeta, dell’esploratore, del rivoluzionario.

(Italo Calvino parlando di Cosimo, protagonista del suo romanzo Il Barone rampante)

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Cosimo è una mostra che celebra il mondo leggero ma profondo creato da Italo Calvino nel suo indimenticabile romanzo Il Barone rampante (1957).

Due artiste romane, Alessandra Carloni e Giulia Spernazza, hanno voluto omaggiare Cosimo Piovasco di Rondò, il giovane barone ribelle che dopo un litigio con suo padre per un piatto di viscide lumache, si rifugia sugli alberi e decide di non scendere più. Senza mai mettere i piedi a terra, Cosimo trascorre la sua vita non come figura isolata, ma a stretto contatto con le storie e i protagonisti del suo tempo, una vita piena di avventure, amore e libertà, segnata della determinazione e il coraggio di tener fede alle proprie idee.

Questa costante tensione tra solitudine e slancio vitale è presente nei dipinti di Alessandra Carloni, dove i suoi personaggi, immersi in contesti di straordinaria immaginazione, si trovano a ristabilire un contatto con la natura e la parte più intima del loro essere. La natura è anche il filo conduttore e costitutivo delle sculture di Giulia Spernazza, dove rami e sabbia creano l’anima delle sue lievi ed esili figure e ci riportano al giovane barone e a Viola, suo amore evanescente.

light_RvB Arts_Alessandra Carloni_La fine dei giochi_80 x 80 cm_olio su tela, 2017 copy.jpgAlessandra Carloni nasce nel 1984 a Roma dove vive e lavora. Dopo essersi diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2008 si è anche laureata in Storia dell’Arte Contemporanea. Dal 2009 partecipa a mostre personali e collettive in tutta Italia vincendo nel 2013 il premio per la pittura Basilio Cascella. Parallelamente si dedica alla pratica dei murales aggiudicandosi attraverso concorsi la realizzazione di interventi sui muri in diverse città.

RvB Arts_Giulia Spernazza_In attesa..._rami, legno e cera_40x67x40cm.JPGGiulia  Spernazza nasce a Roma nel 1979. Nel 2008 consegue con il massimo dei voti il Diploma Accademico in decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Espone in diverse mostre personali e collettive in gallerie e presso luoghi istituzionali. Nel 2014 vince il Primo Premio Adrenalina 3.0 nella categoria Installazioni e nel 2011 ottiene la mansione speciale della giuria al concorso Roma Restyle per la sua opera Essere Umano.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

RvB Arts con la sua politica di Accessible Art inaugura a Roma

COSIMO

con le opere di

ALESSANDRA CARLONI

GIULIA SPERNAZZA

Vernissage e cocktail: giovedì 23 febbraio e venerdì 24 febbraio 2017

dalle 18:00 alle 22:00 

via della Zoccolette 28, 00186 Roma

la mostra resterà aperta fino a sabato 11 marzo

orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts

Testo critico: Viviana Quattrini

info 06.6869505  |  3351633518

www.rvbarts.com

Il Lapidarium di Gustavo Aceves

gustavo-aceves-in-mostra-a-romaDa venerdì 16 settembre fino all’8 gennaio 2017, i Mercati di Traiano ospiteranno “Lapidarium” curata da Francesco Buranelli è promossa da Roma Capitale, l’assessorato alla Cultura e l’ambasciata del Messico in Italia con il supporto del Ministero dei beni culturali, delle attività culturali e del turismo e con la partecipazione della Sopraintendenza speciale per i beni archeologici di Roma.

Questo progetto artistico nasce dall’idea dall’artista messicano Gustavo Aceves che in occasione del 70esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale ha dato inizio a questa mostra itinerante che nel 2014 è stato presentato in anteprima a Pietrasanta fino all’inaugurazione nel 2015 a Berlino, alla Porta di Brandeburgo; fin ad ora sono 28 le sculture, lunghe dai 3 agli 8 metri, che saranno ospitate ai Mercati di Traiano mentre due verranno “installate” nell’area del Colosseo ma l’obiettivo del percorso si concluderà quando saranno 100 queste sculture.

Lapidarium, il viaggio di Gustavo Aceves approda a RomaSarà possibile visitare la mostra dalle 9.30 alle 19.30, tutti i giorni, con la biglietteria che come di consueto chiude un’ora prima della fine del tempo per le visite; come per altre iniziative in altri musei o poli culturali della capitale la prima domenica del mese l’ingresso al museo è totalmente gratuito, mentre il resto dei giorni costerà 14€ il biglietto intero e 12€ quello ridotto (per i residenti a Roma costeranno rispettivamente 2€ di meno entrambi i biglietti).

“Piacere, Ettore Scola”, in mostra al Museo Bilotti di Roma

ettore-scolaLa lettera dei fratelli Capone in Totò, Peppino e la malafemmena, che il regista aveva contribuito a scrivere, la sua sedia sul set di Che strano chiamarsi Federico, un telex di solidarietà a Martin Scorsese, il macinacaffè di Una giornata particolare, il costume di Troisi in Il viaggio di Capitan Fracassa. Sono alcuni fra gli oggetti, che insieme a centinaia di foto, lettere, dischi, sceneggiature, disegni, premi, tracciano il percorso di ‘Piacere, Ettore Scola’, la mostra omaggio al cineasta, aperta dal 17/9 al’8/1 al Museo Carlo Bilotti di Roma. Un’esposizione promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai beni Culturali, prodotta da Show Eventi con Cityfest (Fondazione Cinema per Roma), per la quale il regista, scomparso a gennaio, aveva aperto ai giovani curatori, Marco Dionisi e Nevio de Pascalis, i suoi archivi in occasione del primo allestimento, nella sua terra natale, l’Irpinia, nel 2014. Dopo Roma, è stata chiesta da Milano e Parigi.

Luogo

Museo Carlo Bilotti

Orario

dal 17 settembre 2016 all’ 8 gennaio 2017
secondo i seguenti orari:
dal 17 al 30 settembre 2016
da martedì a venerdì ore 13.00 – 19.00
(ingresso fino alle 18.30)
Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00
(ingresso consentito fino alle 18.30)
dal 1 ottobre all’8 gennaio 2017
da martedì a venerdì ore 10.00 – 16.00
(ingresso consentito fino alle 15.30)
Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00
(ingresso consentito fino alle 18.30)
24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00
Chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio

Ingresso gratuito

Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

Promotori
Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Show Eventi Arte
Fondazione Cinema per Roma/Cityfest

Mostra a cura di
Marco Dionisi e Nevio De Pascalis

Project manager
Leopoldo Chizoniti

Con la collaborazione di
MasterCard Priceless Rome

Servizi Museali
Zètema Progetto Cultura