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L’identità, un passo a due di equivoci

di Claudia Didio

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Ciascuno è libero di dissolvere la propria individualità nel pentolone della moltitudine provando o un senso di sconfitta o un senso di euforia.” Tra fraintendimenti e incomunicabilità, Milan Kundera dà forma a quelli che sono i timori più profondi che incombono in una coppia, mettendo a nudo le vulnerabilità dei due protagonisti. Continue reading “L’identità, un passo a due di equivoci”

L’arte di sopravvivere. Soffocare

di Quinto De Angelis

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Vi siete mai sentiti in uno stato emotivo tale da ripensare a scelte compiute nella propria vita? Quando una sorta di tristezza ti assale e ripensi se hai fatto bene a lasciare quella ragazza solo perché era logorroica e gelosa? Oppure se dovevi continuare gli studi e magari non fermarti alla ragioneria ma puntare ad una laurea per far felici i tuoi genitori? Continue reading “L’arte di sopravvivere. Soffocare”

Pause, non detto e silenzio di immaginazione. L’amante, di Marguerite Duras

durasLa prima sensazione è di meraviglia. Tre paragrafi nella sola prima pagina. La seconda è di spaesamento, che cede il passo al dubbio ma anche al fascino di una scrittura che fin dal principio si manifesta come protagonista del testo.

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Il sortilegio eretico di Q

qUna storia di eresie e di roghi, in cui un uomo dalle mille identità, un ex-studente di teologia che a volte si fa chiamare Gert Dal Pozzo, riesce a sopravvivere alle stragi di eretici e a condurre la sua battaglia contro il traditore Qoélet, occhio e spia del Grande Inquisitore e futuro papa Giovanni Pietro Carafa. Chi comincia a leggere Q si ritrova prigioniero di un sortilegio. Continue reading “Il sortilegio eretico di Q”

Il secondo giro di giostra, di Maria Elena Ferro

ilsecondogirodigiostraApri questo libro e sei investito dalla tensione crescente di un certo erotismo femminile – finora ignoto a me, e immagino alla moltitudine del genere maschile”, scrive Vittorio Feltri nella prefazione del romanzo. Ed è proprio questo il punto. L’erotismo femminile ignoto agli uomini. E, poiché sconosciuto, è demonizzato e condannato, quasi per allontanare da sé la colpa del più grande fallimento maschile: quello di non capire le donne.

Nel romanzo c’è una lei, dedita anima e cuore alla casa e alla famiglia, un lui, grassoccio con pancia, e una proposta indecente. Sullo sfondo: un bar, un caffè, una camera d’albergo, speranze e delusioni. Un’immagine ben lontana dal paradiso, ma piuttosto un malinconico limbo in cui le fantasie represse possono rivivere.

Quale ragione può portare una donna matura e seria, come Margherita, a elemosinare le attenzioni di un uomo mediocre? Ciascuna di noi vuole essere amata, prima dai genitori, che rappresentano il primo amore, poi da un uomo con cui vivere felici e contente. Finivano così le favole che ci raccontavano quando eravamo piccole e che poi abbiamo raccontato ai nostri figli.

Ma c’è una differenza tra amore e passione. L’amore è dedizione, generosità, rispetto, stima, mutuo soccorso. Insomma, una dolce melodia che ci accompagna ogni giorno della nostra vita. La passione invece deflagra, tormenta, consuma e finisce inesorabilmente. Chi sta vivendo una passione non è mai vincente, perché è dominato da essa e non può scegliere. Accetta tutto e giustifica l’impossibile. La passione è sorda a ogni ipotesi di razionalità. Tanto che perfino una proposta indecente si trasforma in un’opportunità irripetibile. In verità, è l’inizio di una serie di “sì”, sempre più dolorosi, che diventano inevitabili anche di fronte a un’offerta che si fa sempre più umiliante.

La storia di Margherita è comune a molte donne che, ricercando l’amore rubato, inteso come un bene promesso e mai avuto, si abbandonano a passioni sfrenate e totalizzanti. La prosa del romanzo è senza pudore ma letterariamente seducente. La chiave comica fa sorridere il lettore fino all’ultima pagina. Più misteriosa è l’autrice di cui si conosce solo lo pseudonimo, Maria Elena Ferro, una giovane sessantenne di successo, che finge di parlare alle donne per attrarre il lettore maschio.

Se non ci sono riusciti i preti con i loro sermoni, sicuramente ci riuscirà l’autrice segreta a tener lontano le lettrici dai rapporti di sola passione, perché perdere la libertà e rendersi ridicole è più facile di quel che sembra. Il popolo dei “lui” è invitato alla lettura, se vuole comprendere che le donne cercano il sentimento insieme al sesso. Qualcuno obietterà: non è così per tutte. È vero. Ci sono infatti delle eccezioni, ma si tratta di donne che si sono adattate al “maschio arido” per sopravvivere. Altre invece hanno preferito la morte: Madame Bovary e Anna Karénina sono state due grandi esempi.

(Cristina Bellon)

Il voyerismo minimalista de Il Delta di Venere di Anais Nin

ildeltadivenerePer la nostra rubrica di Letteratura al Femminile, questa settimana (ri)scopriamo un testo ricco di immagine e suggestioni: Il Delta di Venere, di Anais Nin. Ci sono due modi di leggere questo libro, e – per l’amor del cielo – non condanniamo nessuno dei due.

Il primo è tutto fisico e risponde alle esigenze del corpo: non si può negare che alcuni dei racconti erotici che compongono questa antologia di Anais Nin facciano ribollire il sangue come un pentolino di acqua calda pronta per la tisana di mezzanotte. Pur con lessico e sintassi ricercati e persino eleganti, narrazioni esplicite ed atmosfere calienti contribuiscono a suscitare sensazioni che – ahinoi – la pellicola tristemente tratta da questo testo, non si avvicina neppure a stimolare.

Il secondo è un piano decisamente più mentale, che finisce per dichiarare all’universo letterario intero una solida verità: è complicato immaginare come un uomo possa produrre letteratura erotica meglio di una donna, od anche solo avvicinarsi alla sincerità priva di pudicizia eppure mai volgare di una scrittrice che punta decisamente la sua attenzione sulle Emozioni. Si fa sesso, naturalmente, ma più precisamente ci si fonde nel corpo amato – per una vita o per una notte intensa – e non vi sono limiti alla passione. Persino disturbante, in alcuni tratti, in cui pare che la Nin veni di sarcasmo le richieste sempre più pressanti del “Collezionista” committente dei racconti, di dedicarsi al solo sesso, tralasciando atmosfere e sensazioni.

Dall’adolescente alla matura, dalla scoperta alla prostituta avvezza ad ogni richiesta, le protagoniste sono sempre – e non poteva essere altrimenti – le donne: un vero invito per noi pene-dotati ad indagare un mondo di percorsi al femminile, struggenti ed intriganti insieme, e forse mai del tutto compresi fino in fondo.