Ultimo piano (o porno totale)

ULTIMO_PIANO_

Francesco D’Isa è l’autore di “Ultimo piano (o porno totale), Imprimatur edizioni 2015.

Narrazione atipica nel senso migliore del significato è la sua che tratteggia a mestiere, da artista totale e senza transfert manieristici, personaggi liquidi e chirurgicamente carnali che popolano una microsocietà stipata in piani, degna del miglior pessimismo alla Baumann fino a raggiungere la vetta, l’ultimo piano del potere temporale dove si consuma l’orgasmo totale, intensissimo e virale. Continua a leggere “Ultimo piano (o porno totale)”

L’altra verità. Diario di una diversa, di Alda Merini

alda meriniIl “Diario” è stato pubblicato la prima volta nel 1986. Nel libro la scansione temporale non è rispettata e più che una descrizione di vicende quotidiane, il “Diario” è un viaggio sentimentale, dominato da una forte componente emotiva che si sviluppa attraverso una delicata lirica in prosa. Continua a leggere “L’altra verità. Diario di una diversa, di Alda Merini”

L’animalesco totalitarismo di Orwell e della sua fattoria

la-fattoria-degli-animali.jpgSatira, allegoria, distopia. Chiamatelo un po’ come vi pare, ma il genere di questo bellissimo romanzo di Orwell è davvero unico. Ambientato in una fattoria, racconta la rivolta degli animali stanchi di essere sfruttati dall’uomo.

All’inizio i principi marxisti su cui si basa la nuova gestione (che nel libro sono rappresentanti dagli insegnamenti del Vecchio Maggiore e dall’animalismo, leggi comunismo) sembrano far prosperare la fattoria, ma poi i maiali si impossessano di tutto ed è di nuovo la rovina. Si tratta di una metafora perfetta del totalitarismo sovietico di epoca staliniana, dove gli stessi fautori della rivoluzione poi si sono messi a comandare. Nel caso del libro, i maiali diventano addirittura antropomorficamente simili agli uomini. E danno agli altri dei comandamenti (tra parentesi le frasi aggiunte dai maiali, a giustificare le loro azioni):

“Qualunque cosa cammini su due zampe è un nemico.
Qualunque cosa cammini su quattro zampe o abbia le ali è un amico.
Nessun animale deve indossare vestiti.
Nessun animale deve dormire in un letto. (con le lenzuola)
Nessun animale deve bere alcol. (in eccesso)
Nessun animale deve uccidere un altro animale. (senza motivo)
Tutti gli animali sono uguali. (ma alcuni sono più uguali degli altri)”

Eventi e personaggi richiamano alla mente episodi realmente accaduti durante la Rivoluzione russa, non lasciando quindi spazio a dubbi. Il messaggio, o la morale, della favola, però, ben si adatta a tutte quelle rivoluzioni che poi hanno dato vita a un regime dittatoriale o totalitario.

È un libro davvero unico, nel suo genere, e non a caso per i chiari riferimenti a cose e fatti reali è stato spesso criticato e messo al bando. Come tutti i libri di Orwell, però, è un vero capolavoro. Consigliatissimo!

Il sesso primordiale di Henry Miller

henry-miller-tropico-dello-scandalo-verona.jpg«Il libro più tremendo, più sordido, più veritiero che abbia mai letto; al suo confronto l’Ulisse di Joyce sa di limonata», così Jack Kahane definisce Tropico del Cancro, primo romanzo di Henry Miller (New York, 26 dicembre 1891 – Pacific Palisades, 7 giugno 1980) dato alla stampa. Uno scrittore spregiudicato, fuori da tutti gli schemi letterari della propria epoca, e probabilmente proprio per questo uno di quei grandi classici poco letti, Miller fu anche saggista, pittore e reporter di viaggio. Continua a leggere “Il sesso primordiale di Henry Miller”

Simona Sparaco e la sua Equazione di un amore

equazione di un amore.jpgCon Simona Sparaco si va abbastanza sul sicuro. Finalista al Premio Strega del 2013 con Nessuno sa di noi e 2° classificata al Bancarella del 2015 con Se chiudo gli occhi, i suoi romanzi, uno più bello dell’altro e hanno sempre qualcosa che ti lascia senza fiato. L’ultimo in ordine di uscita, Equazione di un amore, è la storia di Lea e Giacomo, due vite agli antipodi – non solo geograficamente parlando – che però, come due particelle quantiche “una volta entrati in contatto restano legati per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili”. La fisica fa da trait d’union in questo libro, intenso e passionale, con un finale davvero imprevedibile.

C’è tutta la forza di un passato che travolge, di un uomo che sa ferire solo con lo sguardo, di un amore che non trova sbocchi ma solo sofferenza e rancore, in questa citazione. Lea conosce Giacomo ai tempi della scuola, per caso, e ne è attratta come un magnete alla calamita. Non riuscirà ad allontanarsi da lui, con il cuore e con la mente, pur vivendo a Singapore e avendo iniziato una nuova vita con Vittorio. E il destino giocherà a suo favore, quando la riporterà a Roma, proprio da lui.
Avvolto in un alone di mistero, Giacomo non si lascerà scoprire fino alla fine, ma saprà riportare a sé Lea con le armi della seduzione. Spesso è proprio quel “non detto” che ci attira alle persone, quello che non riusciamo a vedere con gli occhi ma che sentiamo con il cuore. Lei, nonostante i consigli dell’amica Bianca, non si lascerà scappare l’occasione di scoprire cosa c’è sotto la scorza dell’amante passionale e sarà disposta ad abbandonare tutto e tutti per lui. Ma si sa, “il destino ha molta più fantasia di noi” e la Sparaco ce lo dimostra, con un finale inaspettato che però sembra allo stesso tempo non chiudere definitivamente la porta a una storia d’amore destinata a non finire mai.
E quel titolo? Si rifà all’equazione di Dirac, nota appunto come “equazione dell’amore”: (δ + m) Ψ = 0. Essa descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico e afferma: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.

Riparare i viventi, di Maylis De Kerengal

riparareiviventi.jpgRiparare i viventi di Maylis De Kerangal è uno dei libri più belli che io abbia letto in questi ultimi mesi. Lo so, dovrebbe stare nella rubrica del “libro del mese” ma è arrivato inaspettatamente sul comodino e non mi ha nemmeno dato il tempo di realizzare dove fossi. L’ho letto in poche ore e mi ha talmente colpita al cuore (un organo non scelto a caso) che non avevo voglia di aspettare la fine del mese per raccontarvelo.

Edito nel 2015, ha vinto molti premi e riconoscimenti letterari, a testimonianza della bravura di questa scrittrice – che ammetto non conoscevo – e sarà presto sul grande schermo, in un film diretto da Katel Quillévéré (pane per la mia rubrica “Film da libri”).

Di cosa parla? Di un trapianto di cuore. Simon, un giovane ragazzo vittima di un incidente stradale, è il donatore e dall’altra parte c’è il ricevente. Una persona in attesa di poter vivere grazie alla morte di un’altra. Quello della donazione degli organi è un tema molto delicato, che mi fa sempre molto riflettere. È un atto di altruismo e generosità senza limiti, raccontato qui magistralmente dalla penna di questa scrittrice francese così diretta. Un libro commovente, su cui versare qualche lacrima, che racconta le 24 ore che passano dalla morte alla vita.

Dare senza ricevere nulla in cambio: quanti di noi sarebbero disposti a tanto? È un tema davvero delicato, che De Keragal ha affrontato meravigliosamente in queste pagine, descrivendo quello che non é un semplice intervento chirurgico su un corpo che non connette più, ma un gesto che riconnette il singolo alla comunità.

E in queste 24 ore si intrecciano più vite, più storie, come quella tra Sean e Marianne, due genitori che hanno perso un figlio e che vedono le loro esistenze stravolgersi in pochi minuti, che sono loro a dover prendere una decisione tanto importante, che sono loro a dover scegliere. In questo breve passo si coglie tutta la bellezza della narrazione della De Keragal, fatta di frasi interminabili, con pochissimi punti, che trascinano con sé ogni pensiero come un’onda che parte dal centro del mare e cresce, cresce, cresce prima di infrangersi sulla battigia.

Il romanzo, edito da Feltrinelli, è stato tradotto da Maria Baiocchi e Alessia Piovanello. A loro, anche, va il merito di aver trasferito nella nostra lingua il senso di tutta la storia.