“Io non ti lascio solo”: la storia di un’amicizia nel nuovo romanzo di Ginaluca Antoni

Questo romanzo, edito da Salani nella collana Le Stanze, è l’esordio per Gianluca Antoni psicologo e psicoterapeuta di Senigallia, già autore di racconti brevi.

Gianluca Antoni

È una storia di amicizia, un romanzo di formazione che racconta l’avventura di due giovani ragazzi ricco di colpi di scena e che non lascia da parte le emozioni.

“L’amicizia è affrontare insieme la paura. Lo sanno bene Filo e Rullo, due ragazzini diversissimi eppure inseparabili, che decidono di scappare da casa e di avventurarsi tra i boschi, alla ricerca del cane di Filo, perso durante un temporale. Per ritrovarlo si spingono fino alla cascina di Guelfo Tabacci, uno schivo montanaro di cui si mormora che anni prima abbia ucciso suo figlio. Così, l’ingenuità della loro fuga lascia il posto ai terribili segreti del mondo degli adulti. Molto tempo dopo, nella cantina di quello stesso casolare vengono ritrovati due diari. Sono stati proprio i due amici a scriverli, consegnando a quelle pagine ingiallite la soluzione del mistero e il racconto, insieme crudo e poetico, di un’estate destinata a cambiare per sempre le loro vite.”

Un viaggio, un’avventura, il racconto di un’amicizia e lo scontro tra generazioni, ma anche la perdita dell’innocenza. Io non ti lascio solo è tutto questo, e mescola il romanzo di formazione con il giallo.

Con una prosa raccontata in prima persona, Antoni svela il mondo visto dagli occhi di un bambino affrontando tematiche che rimangono ancora oggi di un’attualità incredibile, e che riescono ad arrivare alla mente e al cuore di tutti.

Io non ti lascio solo ha già conquistato pubblico e critica vincendo il torneo letterario Io scrittore, il premio Romics e l’Holmes Awards.

Il libro ha già venduto i diritti cinematografici, così ben presto ci si aspetterà di vedere un film basato su questo romanzo.

Credit: Gianluca Antoni; Il Giornale

Chiara Volponi

Andreose e la sua “Voglia di libri”, un elegante affresco dell’editoria italiana

Dopo il successo di Uomini e libri (2015) Mario Andreose torna nelle librerie con Voglia di libri, un ritratto unico quanto personale dell’età dell’oro dell’industria editoriale, da lui vissuta in prima persona. Dall’alto dei suoi “sessant’anni d’incantato apprentissage”, come lui stesso definisce la lunga e inimitabile carriera di figure del calibro di Umberto Eco, Andreose ci accompagna con sublime raffinatezza in un mondo ormai dimenticato, che ci appare distante anni luce.

Stanley Kubrick e quella lettera a Pasternak: storia di un capolavoro mancato

Quando si parla de Il dottor Živago, la memoria corre al 1965 e al film diretto da David Lean. Vincitrice di due David di Donatello, ben cinque Golden Globe e altrettanti Oscar, la celebre pellicola è tratta dall’omonimo romanzo (1957) di Boris Pasternak, al quale garantì l’anno successivo la conquista di un Nobel per la Letteratura, da lui stesso rifiutato. Quello che però in pochi sanno, è che proprio Stanley Kubrick fece il possibile per acquistarne i diritti cinematografici già alla fine degli anni ‘50.

Renè Rilke: “Ti seguo anche oltre l’ultimo dei sogni”

di Annalea Vallesi

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Rilke è uno scrittore che nella sua carriera ha spaziato in vari generi letterari: è stato un poeta ma anche drammaturgo. È considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo. Autore di opere sia in prosa che in poesia, è famoso soprattutto per le Elegie duinesi (iniziate durante un soggiorno a Duino), i Sonetti a Orfeo e I quaderni di Malte Laurids Brigge.

Marina Ivanovna Cvetaeva : “Il libro dell’eternità sulle labbra umane”

di Annalea Vallesi

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Marina I. Cvetaeva, oggi considerata al livello di Majakovskij, di Pasternak e dell’Achmatova, ossia dei nomi più importanti della poesia russa, nasce a Mosca nel 1892, dove suo padre è insegnante alla facoltà di filosofia. Nel 1922 emigra all’estero per avversione al nuovo regime politico comunista e per raggiungere il marito Sergej Efron, che aveva combattuto contro i rossi nelle armate bianche di Denikin e di Vrangel e si era poi rifugiato a Praga.