L’altra verità. Diario di una diversa, di Alda Merini

alda meriniIl “Diario” è stato pubblicato la prima volta nel 1986. Nel libro la scansione temporale non è rispettata e più che una descrizione di vicende quotidiane, il “Diario” è un viaggio sentimentale, dominato da una forte componente emotiva che si sviluppa attraverso una delicata lirica in prosa. Continua a leggere “L’altra verità. Diario di una diversa, di Alda Merini”

Il secondo giro di giostra, di Maria Elena Ferro

ilsecondogirodigiostraApri questo libro e sei investito dalla tensione crescente di un certo erotismo femminile – finora ignoto a me, e immagino alla moltitudine del genere maschile”, scrive Vittorio Feltri nella prefazione del romanzo. Ed è proprio questo il punto. L’erotismo femminile ignoto agli uomini. E, poiché sconosciuto, è demonizzato e condannato, quasi per allontanare da sé la colpa del più grande fallimento maschile: quello di non capire le donne.

Nel romanzo c’è una lei, dedita anima e cuore alla casa e alla famiglia, un lui, grassoccio con pancia, e una proposta indecente. Sullo sfondo: un bar, un caffè, una camera d’albergo, speranze e delusioni. Un’immagine ben lontana dal paradiso, ma piuttosto un malinconico limbo in cui le fantasie represse possono rivivere.

Quale ragione può portare una donna matura e seria, come Margherita, a elemosinare le attenzioni di un uomo mediocre? Ciascuna di noi vuole essere amata, prima dai genitori, che rappresentano il primo amore, poi da un uomo con cui vivere felici e contente. Finivano così le favole che ci raccontavano quando eravamo piccole e che poi abbiamo raccontato ai nostri figli.

Ma c’è una differenza tra amore e passione. L’amore è dedizione, generosità, rispetto, stima, mutuo soccorso. Insomma, una dolce melodia che ci accompagna ogni giorno della nostra vita. La passione invece deflagra, tormenta, consuma e finisce inesorabilmente. Chi sta vivendo una passione non è mai vincente, perché è dominato da essa e non può scegliere. Accetta tutto e giustifica l’impossibile. La passione è sorda a ogni ipotesi di razionalità. Tanto che perfino una proposta indecente si trasforma in un’opportunità irripetibile. In verità, è l’inizio di una serie di “sì”, sempre più dolorosi, che diventano inevitabili anche di fronte a un’offerta che si fa sempre più umiliante.

La storia di Margherita è comune a molte donne che, ricercando l’amore rubato, inteso come un bene promesso e mai avuto, si abbandonano a passioni sfrenate e totalizzanti. La prosa del romanzo è senza pudore ma letterariamente seducente. La chiave comica fa sorridere il lettore fino all’ultima pagina. Più misteriosa è l’autrice di cui si conosce solo lo pseudonimo, Maria Elena Ferro, una giovane sessantenne di successo, che finge di parlare alle donne per attrarre il lettore maschio.

Se non ci sono riusciti i preti con i loro sermoni, sicuramente ci riuscirà l’autrice segreta a tener lontano le lettrici dai rapporti di sola passione, perché perdere la libertà e rendersi ridicole è più facile di quel che sembra. Il popolo dei “lui” è invitato alla lettura, se vuole comprendere che le donne cercano il sentimento insieme al sesso. Qualcuno obietterà: non è così per tutte. È vero. Ci sono infatti delle eccezioni, ma si tratta di donne che si sono adattate al “maschio arido” per sopravvivere. Altre invece hanno preferito la morte: Madame Bovary e Anna Karénina sono state due grandi esempi.

(Cristina Bellon)

Il voyerismo minimalista de Il Delta di Venere di Anais Nin

ildeltadivenerePer la nostra rubrica di Letteratura al Femminile, questa settimana (ri)scopriamo un testo ricco di immagine e suggestioni: Il Delta di Venere, di Anais Nin. Ci sono due modi di leggere questo libro, e – per l’amor del cielo – non condanniamo nessuno dei due.

Il primo è tutto fisico e risponde alle esigenze del corpo: non si può negare che alcuni dei racconti erotici che compongono questa antologia di Anais Nin facciano ribollire il sangue come un pentolino di acqua calda pronta per la tisana di mezzanotte. Pur con lessico e sintassi ricercati e persino eleganti, narrazioni esplicite ed atmosfere calienti contribuiscono a suscitare sensazioni che – ahinoi – la pellicola tristemente tratta da questo testo, non si avvicina neppure a stimolare.

Il secondo è un piano decisamente più mentale, che finisce per dichiarare all’universo letterario intero una solida verità: è complicato immaginare come un uomo possa produrre letteratura erotica meglio di una donna, od anche solo avvicinarsi alla sincerità priva di pudicizia eppure mai volgare di una scrittrice che punta decisamente la sua attenzione sulle Emozioni. Si fa sesso, naturalmente, ma più precisamente ci si fonde nel corpo amato – per una vita o per una notte intensa – e non vi sono limiti alla passione. Persino disturbante, in alcuni tratti, in cui pare che la Nin veni di sarcasmo le richieste sempre più pressanti del “Collezionista” committente dei racconti, di dedicarsi al solo sesso, tralasciando atmosfere e sensazioni.

Dall’adolescente alla matura, dalla scoperta alla prostituta avvezza ad ogni richiesta, le protagoniste sono sempre – e non poteva essere altrimenti – le donne: un vero invito per noi pene-dotati ad indagare un mondo di percorsi al femminile, struggenti ed intriganti insieme, e forse mai del tutto compresi fino in fondo.

Simona Sparaco e la sua Equazione di un amore

equazione di un amore.jpgCon Simona Sparaco si va abbastanza sul sicuro. Finalista al Premio Strega del 2013 con Nessuno sa di noi e 2° classificata al Bancarella del 2015 con Se chiudo gli occhi, i suoi romanzi, uno più bello dell’altro e hanno sempre qualcosa che ti lascia senza fiato. L’ultimo in ordine di uscita, Equazione di un amore, è la storia di Lea e Giacomo, due vite agli antipodi – non solo geograficamente parlando – che però, come due particelle quantiche “una volta entrati in contatto restano legati per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili”. La fisica fa da trait d’union in questo libro, intenso e passionale, con un finale davvero imprevedibile.

C’è tutta la forza di un passato che travolge, di un uomo che sa ferire solo con lo sguardo, di un amore che non trova sbocchi ma solo sofferenza e rancore, in questa citazione. Lea conosce Giacomo ai tempi della scuola, per caso, e ne è attratta come un magnete alla calamita. Non riuscirà ad allontanarsi da lui, con il cuore e con la mente, pur vivendo a Singapore e avendo iniziato una nuova vita con Vittorio. E il destino giocherà a suo favore, quando la riporterà a Roma, proprio da lui.
Avvolto in un alone di mistero, Giacomo non si lascerà scoprire fino alla fine, ma saprà riportare a sé Lea con le armi della seduzione. Spesso è proprio quel “non detto” che ci attira alle persone, quello che non riusciamo a vedere con gli occhi ma che sentiamo con il cuore. Lei, nonostante i consigli dell’amica Bianca, non si lascerà scappare l’occasione di scoprire cosa c’è sotto la scorza dell’amante passionale e sarà disposta ad abbandonare tutto e tutti per lui. Ma si sa, “il destino ha molta più fantasia di noi” e la Sparaco ce lo dimostra, con un finale inaspettato che però sembra allo stesso tempo non chiudere definitivamente la porta a una storia d’amore destinata a non finire mai.
E quel titolo? Si rifà all’equazione di Dirac, nota appunto come “equazione dell’amore”: (δ + m) Ψ = 0. Essa descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico e afferma: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.