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Shining, la paura che dura nel tempo

di Beatrice Andreani

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“Fare un gran film è un miracolo”. Certamente Kubrick è riuscito nel miracolo. E a varie riprese. Trentasette anni dopo la sua uscita, torna nelle sale in tre date (31 ottobre, 1 e 2 novembre) The Shining. Continue reading “Shining, la paura che dura nel tempo”

La luccicanza paranormale di Shining

Prosegue la nostra rubrica sull’horror e oggi parliamo di uno dei più bei film mai realizzati: Shining di Kubrick, tratto dall’omonimo capolavoro di Stephen King.

Quando Shining uscì nei cinema nel 1980, Stephen King polemizzò con Stanley Kubrick dicendo che il film non gli è piaciuto molto perché si distacca troppo dal libro, senza considerare che l’enorme successo del film diede una bella spintarella anche alla sua fama. Kubrick rispose: “Non era poi un gran capolavoro.”

Ma al di là delle polemiche, Shining è l’esempio perfetto che dimostra come ogni storia può essere interpretata in modo completamente diverso a seconda del mezzo espressivo e di quello che si vuole dire. La storia di per sé è abbastanza semplice: uno scrittore in crisi creativa, Jack Torrance, decide di fare il custode invernale dell’Overlook Hotel per avere la pace e la calma di cui ha bisogno per scrivere un nuovo romanzo. Si porta dietro la moglie Wendy e il figlio Danny. Jack, influenzato dall’aura negativa dell’Hotel, viene spinto a macellare entrambi.

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Il libro di King non è altro che una riproposizione del topos della casa infestata riproposta sotto forma di albergo. È un thriller paranormale con fantasmi, presenze e tutti i cliché del genere. Il film di Kubrick, invece, è un viaggio nella mente umana e nell’influenza dell’ambiente circostante su di essa.

Fin dalle prime sequenze, la ripresa aerea della macchina dei Torrance che raggiungono l’albergo, si ha la netta sensazione che i protagonisti non siano né soli né abbiano la libertà di agire per conto loro, ma che ci sia una specie di essere superiore che guida le loro azioni, o che comunque controlli quello che fanno.

Per tutto il film sembra che ogni loro mossa sembra controllata da qualcuno. Kubrick usa la macchina da presa per seguire i protagonisti da dietro, o anticipare le loro mosse frontalmente. L’ansia e il disagio che permeano i corridoi e le stanze dell’albergo è quasi palpabile e trascina lo spettatore nella discesa della follia di Jack.

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È tutta una metafora della mente umana, un labirinto insondabile i cui processi cognitivi sono misteriosi e facilmente forzabili. Un uomo senza punti di riferimenti è perso, ovunque egli sia.

Il tempo è scandito attraverso al suddivisione in capitoli del film, ma non c’è un’unità di misura precisa come potrebbe essere un calendario, ma è, anzi, una scansione temporale aleatoria, sempre più ravvicinata, come se gli eventi messi in moto all’inizio accelerassero, precipitassero fino ad arrivare ad un’implosione finale: Il colloquioChiusura invernaleUn mese dopoMartedìSabatoLunedìMercoledì, Ore 16.
Nella versione originale americana del film i capitoli sono di più e accentuano questa corsa: Il colloquioChiusura invernaleUn mese dopoMartedìGiovedìSabatoLunedìMercoledì, Ore 8, Ore 16.

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In Shining tutto è geometrico e speculare, come i disegni della moquette che ricopre i pavimenti dei corridoi dell’hotel, il labirinto di siepi, oppure la parola pronunciata da Danny: Redrum, che in inglese significa Stanza Rossa, ma che è l’anagramma di Murder, Omicidio, rivelato solo alla fine del film quando ci è concesso di guardare dentro lo specchio posto di fronte alla scritta che fa Danny sulla porta. Fino alla conclusione in cui la telecamera gira per l’Hotel e si ferma davanti ad una foto di una festa degli anni ’20 in cui è ritratto jack, come se lui fosse sempre stato parte dell’albergo e quindi predestinato a tornarci.

A differenza del romanzo, nel film non è mai chiaro se i fantasmi e gli spiriti siano reali o solo un parto della mente dei protagonisti. Certo lasciano segni, sul collo di Danny, ma non si vede come se li procura veramente, potrebbe essere stato davvero Jack.
Anche la scena in cui Mr. Chreddy Grady libera Jack dal magazzino, non è certo che sia davvero il fantasma dell’ex custode a sbloccare la porta, potrebbe essere che Jack abbia dei poteri e la apra telecineticamente, d’altronde se suo figlio Danny ha la Luccicanza, lo Shining, anche il padre potrebbe avere dei poteri.

Quando vidi per la prima volta Shining, ovviamente ero piccolo, solo e totalmente impreparato al film, sempre per la regola che mi ero inventato che se c’è un bambino in un film non può far paura, rimasi shockato da diverse scene.

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La prima è quella degli ascensori con l’inondazione di sangue, gli incontri di Danny con le gemelline Grady e quella brutale in cui Jack abbatte le porte a colpi di ascia.
Ma soprattutto fu l’ansia che mi scatenò il film a farmelo amare. Era forse la prima volta che provavo una sensazione così forte vedendo un film.

La produzione fu molto tormentata, come per ogni film di Kubrick. Lui, durante tutte le riprese, continuava a cambiare la sceneggiatura, spesso scrivendola al momento, tanto che Jack Nicholson si studiava solo i fogli che gli davano prima delle riprese.
Shelley Duvall, Wendy, ebbe un rapporto molto tormentato con Kubrick, lui arrivò a dirle che stava solo sprecando tempo con lei.

Shining venne girato in ordine cronologico di sceneggiatura e ci vollero 200 giorni per finirlo. La scena ripetuta più volte, ben 148, è quella quando Scatman CrothersDick Hallorann, spiega a Danny Lloyd, Danny, cos’è lo Shining.

Tra l’altro fu proprio di Danny Lloyd l’idea di usare il Dito Tony durante il provino, cosa che probabilmente l’ha fatto scegliere per la parte su 5000 ragazzini.

Shining è stato il film che ha consacrato l’uso della Steady Cam, usata direttamente dal suo creatore Garrett Brown. La scelta di usare quella telecamera non è stata solo una questione tecnica ed estetica, ma è stato un uso “artistico” per le riprese di inseguimento sia di Danny sul triciclo, che nell’inseguimento finale dentro il labirinto, riprese durate un mese e con un sacco di gente della troupe persa che chiedeva aiuto con il walkie talkie.

Nonostante il piglio maniacale di Stanley Kubrick, Shining presenta alcuni errori, anche se di poco conto. L’albergo utilizzato per gli esterni, perché gli interni erano tutti ricostruiti in studio, è il Timberline Lodge in Oregon che, come si vede nel film dalla ripresa aerea, non ha alcun labirinto di siepi all’esterno. Il labirinto, tra le altre cose, non potrebbe esistere perché l’Overlook Hotel si trova a oltre 2000 metri d’altezza, altitudine in cui quel tipo di piante non riesce a vivere.

Le Gemelline Grady furono ispirate alla foto Identical Twins della fotografa Diane Arbus, morta suicida nel 1971 per massiccia assunzione di barbiturici e, per essere sicura, taglio delle vene nella vasca da bagno. Pare che Kubrick l’ha omaggiata proprio con la scena della stanza 237, quando Jack ha un incontro con la donna morta che esce dalla vasca da bagno.

Infine, la durata originale del film era 143 minuti, ma, dopo soli 16 giorni di programmazione nei cinema americani, Kubrick decise di tagliare 3 minuti di finale in cui si vedevano Wendy e Danny in ospedale e il direttore dell’Hotel diceva loro che il corpo di Jack non era stato trovato. La versione europea, invece, è ancora più corta: 120 minuti. Kubrick decise di tagliare altri 23 minuti di dialoghi e scene varie per il mercato europeo.

In compenso girò la scena di Wendy che trova il dattiloscritto di Jack, All work and no play makes Jack a dull boy, in tutte le lingue in cui il film sarebbe stato doppiato. A noi toccò: Il mattino ha l’oro in bocca.

Il simbolismo di Shining: tra genocidio e setta

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Shining è la terza variazione sul tema delle possibili trasformazioni dell’individuo, dopo le premesse generali poste da 2001. Jack Torrance si colloca in posizione intermedia tra Alex e Redmond: del primo possiede la predisposizione alla violenza, un “talento” che l’Overlook provvede a potenziare oltre ogni ragionevole limite; del secondo possiede invece l’ambizione “evolutiva”, vuole diventare “qualcuno”, uno scrittore famoso ma, come per Redmond, a tale desiderio non si affianca una capacita’ corrispondente. D’altro canto Shining si distacca dalle due “divagazioni europee” precedenti (divagazioni tuttavia in qualche modo correlate con la nascita e con l’avvenire del sistema USA, come si e’ detto a suo tempo) per inaugurare una trilogia (l’ultima) americana (insieme con Full Metal Jacket e Eyes Wide Shut) che si configura come una riflessione sul Potere della nazione “guida” del pianeta, trilogia che raddoppia quella altrettanto americana degli anni sessanta (Lolita, Strangelove e 2001), centrata quest’ultima pero’ maggiormente sull’analisi del carattere violento, aggressivo e competitivo del sistema USA. Si ricordi che nell’apparentemente “neutro” 2001, la segretezza della missione sulla Luna e il viaggio verso Giove si inserivano in uno scenario militare antirusso, tipico della guerra fredda.

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Con il film spaziale, Shining condivide molte caratteristiche. Anche la famiglia Torrance intraprende un viaggio verso l’ignoto; la sua “astronave” e’ l’Overlook; la sua meta apparirà gradualmente nel venire a contatto con una setta spettrale, simbolica dello spietato potere americano. Agli extraterrestri di 2001 si sostituiscono i terrestri ancora gaudenti sebbene morti, che controllano l’imponente hotel, il quale finisce con il sembrare un’estensione grandiosa della stanza settecentesca che concludeva 2001. Tutta la prima parte di Shining (The Interview e The Closing Day) evoca i preparativi per un viaggio spaziale (si controllano le dispense, le caldaie, si visitano tutti gli ambienti) durante il quale, infatti, i rapporti con la “terra” sono affidati ad un’unica radio, rotta la quale l’ “equipaggio” dell’Overlook si incammina verso la catastrofe finale e l’apparizione definitiva dei pericolosi “alieni”. Infine l’elemento più appariscente che lega Shining a 2001 e’ costituito dalla scelta delle musiche (ricompare Ligeti accanto a composizioni simili di Penderecki e soprattutto al terzo movimento, adagio, della Musica per strumenti a corde, percussione e celesta, 1936, di Bartok, vero leitmotiv dell’atmosfera stregata, suadente e “altra” che domina l’Overlook; quasi ogni riferimento alla setta e’ commentato da sinistri glissati degli archi e dal loro infrangersi sugli inattesi colpi delle percussioni), fasce sonore informali, bisbigli, sussurri e sataniche litanie salmodianti che materializzano le emanazioni malvage della potente “confraternita” nei confronti della vittima designata, emanazioni percepite pero’ anche da Danny, grazie al suo potere di shining. In molte sequenze Jack sembra divenire una specie di “antenna ricevente”: come la scimmia di 2001 egli si trova in costante contatto con il monolito-Overlook e si trasforma inesorabilmente in uno dei suoi misteriosi abitanti. Danny, al contrario, bambino mite, simbolo dell’innocenza infantile nonché di una categoria di individui sensibili e impotenti, si limita a percepire questa energia negativa e a soffrirne, fino quasi a rimanerne annichilito (ciò è evidente nella versione lunga del film, mentre il commovente stato catatonico di cui e’ vittima nell’intera parte finale del film si perde nella versione corta).

shining3.pngL’ultima trilogia “americana” analizza il potere totalizzante assunto dal mondo anglosassone e la stretta cerchia che lo gestisce. Shining ne restituisce una versione fortemente simbolico-allusiva e generale, occupandosi soprattutto della sua fondazione sanguinosa attraverso i molteplici riferimenti al genocidio indiano e allo schiavismo, nonché della sua prima era di incontrastato splendore, gli anni venti; Full Metal Jacket restringe l’analisi all’attività bellica che sostiene quel potere, indagando gli anni sessanta e il Vietnam; Eyes Wide Shut esamina il presente: ambientato nella città chiave del potere USA, New York, il film risulta una versione “realistica” della favola nera di Shining: anche qui un nucleo familiare di tre persone; un pericoloso venire a contatto con l’oligarchia del potere, ora vivente e bene “in carne”; anche qui una festa, palese continuazione di quelle della Gold Room dell’Overlook e una setta dedita a libere, amorali attività sessuali.

Tornando a Shining analizziamo ora con ordine gli elementi simbolici del film. L’Overlook rappresenta gli USA. Nella sequenza del colloquio notiamo la presenza di una bandiera americana, come nella stazione radio con cui dialogano Wendy e Hallorann. L’hotel e’ stato costruito tra il 1907 e il 1909: K riprende le date dal romanzo di King ma poi aggiunge le significative affermazioni che esso e’ stato edificato sui resti di un antico cimitero indiano e che gli indiani attaccarono i bianchi ancora durante la costruzione del medesimo. Quest’ultima affermazione, inventata da K, appare azzardata quanto a realtà storica (nel Novecento la questione indiana e’ ormai chiusa: nei primi due decenni in particolare vengono attivate legislazioni volte ad assimilare le minoranze indiane sopravvissute) ma emblematica di un sistema storico-politico che si e’ costituito sulla profanazione e sulla distruzione globale di un’altra cultura, precedente e piu’ debole. In tal senso anche il dialogo in auto intorno all’episodio di cannibalismo avvenuto nei dintorni dell’Overlook rafforza l’idea kubrickiana di un universo nato nella disgrazia e nel sangue, frutto di una competione che si spinge fino al cannibalismo. Shining racconta, a suo modo, la persecuzione e l’annichilimento delle minoranze deboli nel mondo a stelle e strisce; cosi’ 1) Wendy possiede i tratti “esotici” di una squaw indiana; 2) Hallorann è l’erede dell’età dello schiavismo e viene indicato con spregio dal “guardiano” Grady come “negro” e “cuoco”, guardiano che, con quelle parole, evidentemente allude a una razza inferiore (pur essendo anche lui un modesto servitore della casta dominante); 3) nell’abbigliamento di Wendy e Danny prevalgono (anzi risultano quasi esclusivi) i colori del blu, del rosso e del bianco, ovvero i colori della bandiera USA (su una maglietta di Danny compaiono anche le stelle, proprio allorché percepisce l’immagine del mare di sangue); il dialogo funereo e truce tra Grady e Jack avviene in un bagno le cui pareti alternano il rosso del sangue e il bianco mentre Jack indossa dei vestiti blu; l’intera sequenza conclusiva nel labirinto di neve mostra, sul fondale bianco, Jack in jeans blu e maglia rosso scura; 4) la festa evocata nella misteriosa fotografia conclusiva porta la data del 4 luglio, festa dell’indipendenza americana, data di nascita degli Stati Uniti.

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Il rosso del sangue è la prima immagine che lo shining di Danny evoca in relazione all’Overlook: nell’immagine simbolica e ricorrente del mare di sangue che si riversa dalle pareti della costruzione nella stanza fino a raggiungere l’obiettivo (l’occhio dello spettatore) annebbiandolo c’e’ tutto il senso di un sistema costruito sul genocidio indiano e perpetuato sulla spietata persecuzione dei deboli. Il giovane Danny è colpevole proprio di questa sua estrema sensibilità; egli possiede un talento extra-ordinario che disturba i potenti dell’Overlook poiché percepisce la loro presenza nefasta fin dall’inizio, prima ancora di entrare nell’albergo, laddove Jack prende coscienza di tale sistema di forze piuùtardi e più come oggetto del loro interesse che non come soggetto di una libera riflessione. Il “negro” Hallorann pure possiede lo shining, ma sembra non averne mai fatto un uso serio in passato, accontentandosi di fare il “cuoco” all’Overlook. Quando interverrà direttamente a favore di Danny, Jack, ormai ridotto a una bestia ringhiante, completamente soggiogato dalle potenze dell’ “albergo”, lo eliminerà. In effetti dall’apparizione di Lloyd, il primo “messaggero” della setta, Jack non è più Jack: sta trasformandosi nel fedele servitore dei potenti, marionetta plasmata senza difficoltà (e infine sacrificata) dai “superiori sconosciuti”, e presto ridotta a una macchina da guerra, una sorta di marine del sistema. In fondo Full Metal Jacket riprende il discorso interrotto e lo sviluppa su un terreno più realistico, esaminando proprio la capacità del sistema USA di creare “animali” “born to kill“, cancellando in loro ogni residuo di cultura umanistica. Joker diverrà progressivamente simile a Jack (simile e’ anche il loro nome) ed anzi “migliore” di lui; anch’egli verrà posto di fronte a una prova decisiva e, a differenza di Jack, la supererà, uccidendo freddamente la donna-cecchino vietcong.

shining2.jpgAncora sangue e corpi squarciati sono al centro delle visioni di Danny, durante il suo percorrere in triciclo i meandri labirintici dell’albergo. Così le due gemelle, figlie di Grady, appaiono in un lago di sangue insieme all’accetta che utilizzerà in seguito il furioso Jack: si intuisce che il precedente “guardiano” ha percorso il medesimo calvario di Jack dieci anni prima, ed ora fa il cameriere dei potenti alle loro superbe feste. Il sistema dimostra di sapere soggiogare completamente i suoi servi, spogliandoli perfino dell’innato legame di affetto che unisce un padre ai propri figli e manovrandoli in una direzione “antinaturale”. Esso, ovvero l’“albergo” misterioso, agisce secondo una progressione “dettata dagli astri”: di martedì, il giorno di Marte e della guerra, scatena i primi attriti tra Jack e Wendy, allorché il primo intima alla seconda di non disturbarlo più mentre sta scrivendo; in realtà sapremo in seguito che non sta affatto creando un romanzo, bensì sta costantemente ricevendo i messaggi dell’albergo i quali lo stanno trasformando nel “dull boy” della frase ossessivamente ripetuta con la sua macchina da scrivere (“All work and no play make Jack a dull boy“). Il termine boy ribadisce che in Jack è in corso un progressivo offuscamento delle qualità intellettive e una regressione animalesca e infantile, durante la quale ogni principio di realtà scompare (pur con qualche sofferenza; a Lloyd dirà: “è il senso del dovere che ci frega”, alludendo ai sentimenti naturali che ancora ostacolano in lui la furia assassina scatenata dalla setta) per lasciare il posto a una violenta onnipotenza infantile, secondo uno schema caratteriale che abbiamo riscontrato in tanto cinema di K, a partire dalla maschera del rapinatore di The Killing. Le filastrocche e le citazioni fiabesche, durante la finale aggressione a Wendy, giungono dunque tutt’altro che inattese, come il suo morire ringhiando, ridotto a una replica della scimmia assassina di 2001. L’odissea di Jack lo riporta all'”alba dell’uomo” mentre la sua ultima immagine nel labirinto di neve rimanda all’immagine conclusiva dell’odissea di Humbert, in preda anch’egli a una furia incontrollata allorché, nella clinica, scopre di essere stato giocato dal demoniaco Quilty. Jack e Humbert si rivelano personaggi deboli e stregati dalle figure simboliche di un sistema malvagio: l’uno si trascina ferito e claudicante, l’altro, malato e febbricitante, delira.

Di giovedì (indicazione presente nella prima versione lunga di 144 min. ed eliminata nella successiva e più nota versione corta di 120 min.), giorno di Giove e della forza, vediamo la breve immagine di Jack ridotto ad “antenna ricevente” delle emanazioni del potente monolito-Overlook. Di sabato, giorno del sabba, a Danny appaiono i corpi squartati delle gemelline. Di lunedì’, giorno degli affetti e delle oscillazioni lunari, compare l’ultimo dialogo “umano” tra padre e figlio, l’ultima incertezza affettuosa; ma appare chiaro che Jack mente e dice il contrario di quello che ormai la sua mente e’ indotta a pensare. In questa suggestiva sequenza cogliamo gli ultimi barlumi del vero Jack. Infine, allorché il nuovo “guardiano” è sufficientemente “pronto”, isolato e nemico del proprio nucleo familiare, ecco dipanarsi il lungo mercoledì, il giorno di Mercurio e dei tre messaggeri, ovvero il barista Lloyd, la donna della stanza 237 e il cameriere Grady. La setta dialoga con il suo servo attraverso dei servi; nessuno dei “signori” della festa parla con Jack (di fronte alla richiesta del protagonista di sapere “chi glieli offre quei drinks”, Lloyd risponderà con disprezzo appena celato, ricollocando il servo al suo posto di pedina alla quale non e’ consentito domandare e tanto meno capire). Il primo messaggero trascina Jack nel suo antico vizio, l’alcolismo, vizio che aveva superato con fatica anni prima. Il “barista” scopre le carte: i superiori sconosciuti vogliono che elimini la sua famiglia. Nella stanza 237 appare il secondo emissario dei potenti, una magnifica donna nuda che, muovendosi lentamente come in un’astronave (il riferimento e’ nuovamente a 2001), tenta Jack e ottenuto ciò che voleva, si trasforma in un’orribile vecchia in putrefazione. Il distacco dalla famiglia inizia con l’acconsentire del protagonista al tradimento coniugale, atteggiamento relativamente “facile” da ottenere; appena Jack cede, la setta lo deride, trasformando la statuaria bellezza in orribile e premonitrice immagine di morte. Compare ora anche l’elemento satanico, basato sul rovesciamento e sulla derisione: la gioventù si capovolge in vecchiaia e Satana, secondo un’antica tradizione demoniaca, deride il suo servitore. Il terzo messaggero, Grady, ribadirà la richiesta di morte (proprio mentre è in corso la festa dei potenti; ma il posto assegnato alla discussione dei due “guardiani” è significativamente il bagno con i ben noti colori del bianco/rosso/blu), rafforzandola con il suo racconto truculento. La figura del duello, marginale in Shining, si ritrova tuttavia nello scontro tra padre e figlio, tra l’Overlook e lo shining, tra la setta e la vittima designata.

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Dopo l’apparizione dei tre messaggeri e il distacco di ogni contatto con la stazione radio esterna, ci si avvia alla catastrofe. Danny è come intontito dalle emanazioni dell’Overlook: egli continua a ripetere (e poi a scrivere) ossessivamente la parola redrum ovvero egli percepisce, senza potersi difendere, l’ossessivo messaggio satanico (in quanto rovesciato; ovviamente il significato è murder) di morte che il monolito/albergo invia a Jack e torna ad essere se stesso solo dopo che Wendy lo ha spinto fuori dall’edificio, attraverso la finestrella del bagno (purtroppo tale evoluzione del carattere del bambino si perde nella “mutilata” versione corta, sostituita da K alla prima e  più soddisfacente stesura  per semplici preoccupazioni intorno all’esito commerciale del film). Allora trova le forze per fuggire e per giocare il sempre più stupido (dull) padre all’interno del labirinto. Jack muore e viene “assunto in cielo”: la setta riconosce i suoi sforzi e lo unisce a se’ come aveva già fatto con Grady; ora anche Jack “vive in eterno” all’Overlook come dimostra l’enigmatica fotografia finale nella quale finalmente, per la prima volta, il protagonista sorride completamente felice. In tale immagine il sistema celebra se stesso (in un dialogo della versione lunga Ullman, il direttore dell’albergo dice che l’hotel ha ospitato il jetset della società americana, nonché molti presidenti), la sua data di nascita (il 4 luglio) mentre la scelta del 1921 indica l’inizio di un decennio di prosperità crescente (gli storici parlano di “eta’ dorata”) e di conservatorismo politico inaugurato dall’ascesa alla presidenza dei repubblicani con Warren Harding (proprio nel 1921), presidenza che manterranno per tre mandati (a Harding, morto nel 1923, seguiranno Calvin Coolidge e Herbert Hoover), fino al 1933: vinta la prima guerra mondiale mediante il loro risolutivo intervento finale, gli USA si avviano a sostituire la Gran Bretagna quale potenza dominante il pianeta; Wall Street soppianta Londra, divenendo la piazza finanziaria di riferimento; le oligarchie finanziarie spostano i loro interessi dalla City al continente nordamericano (si veda la lucida analisi del fenomeno ne Il secolo americano di Geminello Alvi, 1996); l’Europa, lacerata da guerre intestine, si avvia verso il suo irreparabile declino che si compirà definitivamente con il 1945. Perfino nella stessa Russia comunista (Urss dal 1922) Lenin, inaugurando nel 1921 la nuova politica economica (NEP) in un paese allo sbando, in realtà segretamente apre una necessaria e segreta collaborazione con il capitalismo USA (si veda la autobiografia Hammer, 1987, del misterioso avventuriero, industriale e filantropo Armand Hammer, amico di Lenin e di Roosevelt, di Breznev, di Gorbaciov e di Reagan). In tal senso e’ probabilmente da leggere l’immagine simbolica del “servile” uomo-orso impegnato in un coito orale con uno dei potenti dell’Overlook: la Russia (la figura dell’orso, noto emblema russo) come segreta colonia degli USA. In definitiva 1921 e’ la data cardine: con gli anni venti inizia l’incontrastato predominio mondiale degli Stati Uniti, predominio che la seconda guerra mondiale sancirà come definitivo.

Alla Redrum di Danny fa riscontro la Gold Room dei potenti: le due “rooms” non sono prive di relazione poiché l’una, la stanza d’oro, tempio della forza e del benessere dei dominatori, si basa sull’altra, la stanza rossa; l’oro e il sangue si completano, l’appropriarsi dell’uno, ovvero della forza e del benessere che esso comporta, implica la crudeltà che produce il secondo, cosi’ come lo sguardo divertito e l’unica battuta sarcastica (rivolta alla terrorizzata Wendy) pronunciata da uno dei potenti non sono disgiunti dal sangue che attraversa la sua fronte spaccata a metà. Il potere dell’oro implica la disumanità secondo una visione disillusa, memore del celebre Ring wagneriano (l’anello del nibelungo dona potere assoluto a chi lo possiede a patto che costui rinunci all’amore). Inoltre la forza e la crudeltà sono connesse nell’immaginario di K con il completo soddisfacimento delle proprie pulsioni sessuali. La razza superiore dei dominatori non conosce morale o meglio sa che la morale e’ uno strumento del potere per imbrigliare e reprimere le classi governate, un’invenzione culturale. La libertà sessuale caratterizza tutti i personaggi kubrickiani simbolici dell’aristocrazia USA, da Quilty al gen. Turgidson, da Strangelove a Ziegler ai partecipanti dell’orgia in Eyes; l’immagine del fantastico coito orale tra una figura travestita da orso e un uomo in smoking, la prima apparizione della setta alla vagamente ottusa Wendy, si inserisce in tale visione ideale. Più sottile da cogliere, ma non meno importante, e’ l’emergere nel furioso Jack di atteggiamenti di una sessualità volgare: nella magnifica sequenza della scalinata, subito prima di essere abbattuto dal colpo di Wendy, Jack si rivolge alla moglie/preda accennando con la lingua smorfie degne di uno stupratore. L’Overlook, insieme con gli istinti assassini, potenzia nel suo servitore anche le pulsioni sessuali.

shiing7.jpgEsiste in Shining una coerente tematica satanica. La sinistra sequenza iniziale disegna un’enigmatica croce: mentre i titoli del film corrono in senso verticale (caso unico nella filmografia kubrickina), la mdp disegna riprese aeree in cui prevale lo scorrimento orizzontale; il sonoro commenta la strana croce con il Dies Irae, apocalittica sequenza medievale che preannuncia la fine del mondo e il giorno del giudizio. Il piccolo maggiolino dei Torrance compare, schiacciato e confinato ai margini di uno spaventoso paesaggio roccioso, rievocando la piccola capsula di Bowman in viaggio oltre l’infinito. In questo grandioso contesto, gli umani appaiono poca cosa così come l’astronauta guidato verso l’infinito da forze oscure. Vale la pena di ricordare allora che tra le molte possibili interpretazioni di 2001 c’è anche quella satanica: il nero monolito come segno del potere demoniaco; la storia umana determinata da poteri sconosciuti; l’individuo come marionetta destinata a evolversi nel fango e nel sangue, attraverso la guerra degli uomini contro gli uomini. Negli USA, dove le chiese sataniche sono numerose (figurano sulle pagine gialle, tra le organizzazioni religiose), una delle più note, il Tempio di Set di Aquino, nato nel 1975 come “chiesa” dissidente/scismatica rispetto alla chiesa di Satana di LaVey, concepisce la storia umana come prodotto dell’intelligenza generata nell’uomo dalla scintilla di Dio-Satana e indica in 2001 il film che ha meglio raccontato tutto ciò. Non e’ secondario ricordare che LaVey, fondatore della Chiesa di Satana (S. Francisco, 1966), ha ispirato il romanzo (Levin, 1967) e il film Rosemary’s Baby (Polansky, 1968), comparendo di persona tra gli adoratori del “bimbo” sulfureo. Al film di Polanski indubbiamente si collegano le litanie infernali che accompagnano la festa finale (in corrispondenza della scoperta da parte di Wendy, delle sinistre presenze): salmodie pseudo religiose, sorta di innodia infernale, caricatura del più puro canto gregoriano, segnano entrambi i finali dei due film. Nel primo si celebra la venuta di Satana, ovvero l’anno uno (1966, numero che contiene i tre sei della Bestia); nel secondo invece, seppure non detto, si festeggia con il sangue dei deboli il Signore delle Tenebre. Shining si configura quindi come esegesi satanica di 2001, esplicitarsi dei suoi significati più riposti e progressivo apparire del mondo come prodotto di un Dio beffardo. Forse l’intimorito Hal non sbagliava nel rifiutarsi di proseguire verso l’ignoto, mentre l’ansia di conoscenza di Bowman lo riduceva a marionetta pronta a incarnare per alieni infernali una caricatura dell’ultima cena, della morte e della trasfigurazione del Cristo, caricatura che sfociava nel misterioso Bambino delle stelle.

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Altri indizi satanici in Shining appaiono nell’insistita caricatura del simbolo della croce: Jack, solo e tormentato, lancia la palla contro il muro (linea orizzontale) mentre sul fondo la nota scalinata disegna una linea verticale, quasi una croce rovesciata. Del carattere demoniaco della sequenza nella stanza 237 e della parola redrum si è già detto. La colonna sonora, fatta di sussurri, bisbigli e pulsazioni dipinge l’Overlook come una malefica creatura vivente: in questa efficace pittura sonora di una Haunted House K può aver imparato qualcosa dall’efficace Suspiria (1977) di Argento, indimenticabile affresco fiabesco e satanico, ambientato in una scuola di danza di Friburgo. Inoltre, da un’ottica più complessiva, le richieste della setta a Grady prima, a Jack poi, configurano veri e propri sacrifici di sangue; in tal senso l’intera vicenda e’ allora paragonabile a una prolungata, estenuante messa nera culminante nella festa finale, mentre le presenze assumono caratteristiche vampiresche: Danny, dopo l’immersione nella stanza 237, ricompare inebetito, proprio con oscuri segni sul collo, mentre il lungo inseguimento nel labirinto è enfatizzato a tratti dalla citata salmodia satanica, ovvero da sonorità che alludono a un solenne rituale di sangue dedicato alle potenze infere. L’inquietante tema del sacrificio umano, qui accennato, troverà uno sviluppo di tipo realistico nella sequenza centrale di Eyes. Infatti, questa visione “al nero”, cuore segreto di Shining, si prolungherà in Full Metal Jacket (ad esempio nella scelta della demoniaca Paint It Black degli Stones) e trionferà nella sequenza della “cerimonia” di Eyes, introdotta dalle medesime litanie infernali. K sembra indicare, nel corso della sua lunga opera, una segreta complicità tra le cerchie più esclusive del potere americano e il culto satanico inteso come amore nietzschano per la forza e per la pienezza amorale della vita.

Infine la tematica massonica. Nei film precedenti K aveva fatto alcuni velati accenni agli ideali della liberomuratoria, accenni connessi a feroci critiche intorno a una presunta insincerità o se si preferisce utopismo dell’Ordine (si veda quanto detto per A Clockwork Orange e Barry Lyndon). Ora i riferimenti si fanno più precisi, pur rimanendo in un ambito simbolico, come il resto della pellicola. La repubblica america è una repubblica massonica fin dalla sua fondazione; George Washington apparteneva all’Ordine ed è tuttora sepolto in un imponente tempio massonico (George Washington National Masonic Memorial costruito tra il 1922 e il 1932) ad Alexandria, città confinante con la capitale USA; la bandiera americana ripropone il simbolo massonico della stella su fondo blu, come nelle volte “stellate” delle logge mentre sul biglietto da un dollaro chiunque può osservare il tipico triangolo, emblema principale delle logge. Anche la setta dell’Overlook si ammanta di alcuni significati massonici, soprattutto in riferimento alle figure dei due “sorveglianti” (Grady e Jack), due figure sempre presenti nei rituali delle logge (presenti perfino nel Zauberflote mozartiano) e che ritroveremo, accanto al presunto gran maestro, nella misteriosa sequenza centrale di Eyes, il film che aggredisce con più decisione l’argomento. In Shining il velato riferimento alla Massoneria, connessa al mondo del Potere, conferma una volta di più l’Overlook quale emblema del sistema USA e sembra voler dar credito all’eterno dibattito, tipico degli ambienti cattolici, sui rapporti tra Massoneria e satanismo (Leone XIII, nella nota enciclica Humanus Genus [1884] scriveva: “nella Massoneria c’è una rabbia anticristiana che è satanica. Nella Massoneria domina il demonio”).

shining9.jpgDue ultime curiosità. K torna sulla questione lunare in un paio di modi. Nel giorno della luna, lunedì, Jack mente al figlio; dunque luna e menzogna vengono connessi. Inoltre Danny indossa una maglietta con raffigurato proprio l’Apollo 11 mentre si spalanca per lui la stanza 237, stanza del rovesciamento satanico, della seduzione ingannevole e della derisione; la missione Apollo fu anch’essa un esercizio di seduzione ingannevole?
Infine un appunto al “maestro”, autore di tanti capolavori tra i quali ovviamente Shining: si trovava così a malpartito da dover inserire la propaganda di una marca di sigarette (un pacchetto è sempre presente accanto alla macchina da scrivere di Jack) come nel più triviale dei film?; e il tanto celebrato, rigoroso controllo su ogni elemento dell’immagine? oppure si tratta di una “beffa” rivolta dall’artista ai suoi numerosi, incantati “adoratori”?

(Giuseppe Rausa)