Anche l’Italia ebbe la sua Hollywood

Ci fu un tempo, tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, in cui tutti i riflettori puntavano sugli stabilimenti Pisorno, studi cinematografici più importanti d’Italia, più di Cinecittà. Costruiti durante il fascismo, ospitarono alcuni tra i più importanti attori e registi dell’epoca.  

La sindrome di Stendhal: la sindrome dell’arte

di Serena Valente

sindrome di Stendhal 1.jpg

Capita, da turista, di visitare luoghi celebri e colmi d’arte, e di sentirsi pervasi ed affascinati davanti a tanta bellezza. Per alcuni, però, le sensazioni che suscita la maestosità dell’arte sono differenti: tachicardia, giramenti di testa e vertigini sono alcuni dei sintomi della sindrome di Stendhal.

Natale a 5 stelle, dalla sala a Netflix: il mood dei cinepanettoni non cambia

di Serena Valente

Natale-a-5-Stelle-0.jpg

Natale che viene, cinepanettone che va. Una nuova commedia natalizia firmata Netflix quella di Vanzina, che sarà disponibile ai 160 paesi usufruenti del servizio dal 7 dicembre.

Santiago, Italia: il documentario politico di Nanni Moretti

di Lorenzo Bagnato

Santiago Italia - outoutmagazine 1.jpg

Dopo tre anni di assenza dal grande schermo, il regista italiano Nanni Moretti; noto per pellicole ormai anziane come Caro Diario, Ecce Bombo e Bianca, ritorna in sala con un documentario; caso unico nella sua lunga carriera cinematografica.

Buon viaggio, Carlo!

carlo vanzina-2.jpeg

È morto a Roma il regista Carlo Vanzina. Aveva 67 anni e sin da giovane si era dedicato al cinema. A dare la notizia la moglie Lisa e il fratello Enrico. “Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge in una nota diffusa dalla famiglia – ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”.

Dal 7 febbraio all’Ambra Jovinelli arriva “456”di Mattia Torre

456.jpg

Sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli – dal 7 al 12 febbraio, 456 scritto e diretto da Mattia Torre. Protagonisti: Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino,  Carlo De Ruggieri e con Michele Nani. 456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto.  Ma la tregua non durerà.

456 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.

Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini (attualmente disponibile su YouTube), e il libro “4 5 6 – Morte alla famiglia”, edito da Dalai.

La Direttrice Artistica del Teatro Ambra Jovinelli, Fabrizia Pompilio e la Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo – nella stagione 2016/2017 hanno deciso di dedicare una monografia a Mattia Torre – uno degli autori più apprezzati del nostro paese. 456 è il terzo ed ultimo spettacolo di Torre, presente nel cartellone dell’Ambra Jovinelli. I primi due sono stati Migliore e Qui e Ora.

La monografia dedicata a Mattia Torre è solo l’inizio di una collaborazione tra l’autore, il Teatro Ambra Jovinelli e la Nuovo Teatro. Sarà presentato infatti il prossimo anno un progetto speciale, completamente nuovo, che vedrà Mattia Torre protagonista. Sarà un progetto trasversale che unirà televisione, editoria e teatro.

 

 

Mattia Torre, sceneggiatore, autore teatrale e regista italiano. Insieme a Giacomo Ciarrapico è autore, negli anni Novanta, delle prime commedie teatrali Io non c’entro, Tutto a posto, Piccole anime e L’ufficio. Nel 2000 pubblica il libro Faleminderit Aprile ‘99 in Albania durante la guerra. È co-sceneggiatore del film Piovono Mucche di Luca Vendruscolo. Nel 2003 il suo monologo In mezzo al mare con Valerio Aprea vince al Teatro Valle di Roma la rassegna Attori in cerca d’autore. Nel 2005 scrive e dirige il monologo teatrale Migliore, con Valerio Mastandrea. È autore del monologo breve Gola e dei corti teatrali Il figurante e Sopra di noi. È tra gli autori del programma Parla con me di Serena Dandini. Con Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie TV Buttafuori e, dal 2007, la prima, la seconda e la terza stagione di Boris per Fox Italia. Della seconda è anche co-regista. Con gli stessi autori, scrive e dirige Boris – il film. Nel 2011 scrive e mette in scena lo spettacolo teatrale 456 di cui realizza anche il sequel TV per La7. Per Dalai editore ha pubblicato la raccolta di monologhi In mezzo al mare (2012). È autore e regista dello spettacolo teatrale Qui e ora con Valerio Mastandrea e Valerio Aprea. Nel 2014, insieme a Ciarrapico e Vendruscolo scrive e dirige il film per il cinema Ogni maledetto Natale. Nel 2015 scrive con Corrado Guzzanti la serie TV dal titolo Dov’è Mario? per Sky.