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Buon viaggio, Carlo!

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È morto a Roma il regista Carlo Vanzina. Aveva 67 anni e sin da giovane si era dedicato al cinema. A dare la notizia la moglie Lisa e il fratello Enrico. “Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge in una nota diffusa dalla famiglia – ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”. Continue reading “Buon viaggio, Carlo!”

Dal 7 febbraio all’Ambra Jovinelli arriva “456”di Mattia Torre

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Sarà in scena al Teatro Ambra Jovinelli – dal 7 al 12 febbraio, 456 scritto e diretto da Mattia Torre. Protagonisti: Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino,  Carlo De Ruggieri e con Michele Nani. 456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto.  Ma la tregua non durerà.

456 nasce dall’idea che l’Italia non è un paese, ma una convenzione. Che non avendo un’unità culturale, morale, politica, l’Italia rappresenti oggi una comunità di individui che sono semplicemente gli uni contro gli altri: per precarietà, incertezza, diffidenza e paura; per mancanza di comuni aspirazioni. 4 5 6 è una commedia che racconta come proprio all’interno della famiglia – che pure dovrebbe essere il nucleo aggregante, di difesa dell’individuo – nascano i germi di questo conflitto: la famiglia sente ostile la società che gli sta intorno ma finisce per incarnarne i valori più deteriori, incoraggiando la diffidenza, l’ostilità, il cinismo, la paura. 4 5 6 racconta la famiglia come avamposto della nostra arretratezza culturale.

Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo sequel televisivo, prodotto da Inteatro e andato in onda su La7 all’interno del programma “The show must go off” di Serena Dandini (attualmente disponibile su YouTube), e il libro “4 5 6 – Morte alla famiglia”, edito da Dalai.

La Direttrice Artistica del Teatro Ambra Jovinelli, Fabrizia Pompilio e la Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo – nella stagione 2016/2017 hanno deciso di dedicare una monografia a Mattia Torre – uno degli autori più apprezzati del nostro paese. 456 è il terzo ed ultimo spettacolo di Torre, presente nel cartellone dell’Ambra Jovinelli. I primi due sono stati Migliore e Qui e Ora.

La monografia dedicata a Mattia Torre è solo l’inizio di una collaborazione tra l’autore, il Teatro Ambra Jovinelli e la Nuovo Teatro. Sarà presentato infatti il prossimo anno un progetto speciale, completamente nuovo, che vedrà Mattia Torre protagonista. Sarà un progetto trasversale che unirà televisione, editoria e teatro.

 

 

Mattia Torre, sceneggiatore, autore teatrale e regista italiano. Insieme a Giacomo Ciarrapico è autore, negli anni Novanta, delle prime commedie teatrali Io non c’entro, Tutto a posto, Piccole anime e L’ufficio. Nel 2000 pubblica il libro Faleminderit Aprile ‘99 in Albania durante la guerra. È co-sceneggiatore del film Piovono Mucche di Luca Vendruscolo. Nel 2003 il suo monologo In mezzo al mare con Valerio Aprea vince al Teatro Valle di Roma la rassegna Attori in cerca d’autore. Nel 2005 scrive e dirige il monologo teatrale Migliore, con Valerio Mastandrea. È autore del monologo breve Gola e dei corti teatrali Il figurante e Sopra di noi. È tra gli autori del programma Parla con me di Serena Dandini. Con Ciarrapico e Vendruscolo scrive la serie TV Buttafuori e, dal 2007, la prima, la seconda e la terza stagione di Boris per Fox Italia. Della seconda è anche co-regista. Con gli stessi autori, scrive e dirige Boris – il film. Nel 2011 scrive e mette in scena lo spettacolo teatrale 456 di cui realizza anche il sequel TV per La7. Per Dalai editore ha pubblicato la raccolta di monologhi In mezzo al mare (2012). È autore e regista dello spettacolo teatrale Qui e ora con Valerio Mastandrea e Valerio Aprea. Nel 2014, insieme a Ciarrapico e Vendruscolo scrive e dirige il film per il cinema Ogni maledetto Natale. Nel 2015 scrive con Corrado Guzzanti la serie TV dal titolo Dov’è Mario? per Sky.

La linea del Pasubio


la-linea-del-pasubioRai Storia
La Guerra che devastò l’Europa
 La Linea del Pasubio
regia di Matteo Raffaelli
di Michele Pellegrini, Matteo Raffaelli e Jacopo Cannas
Da un’idea dell’artista Marco Nereo Rotelli per le Valli del Pasubio
Con Peppe Servillo, le voci e le lettere dei combattenti della guerra più logorante della nostra storia, quella combattuta sul Pasubio, nella struggente cornice del museo diffuso più emozionante d’Italia
21 dicembre alle 22:00 su Rai Storia
guerra-del-pasubioC’è un capitolo della storia d’Italia che è diventato metafora e simbolo stesso di una guerra che ha visto morire milioni di connazionali ed europei: è la guerra del Pasubio (al confine tra le province di Vicenza e Trento), oggi emozionante luogo storico, ma che 100 anni fa diventò teatro della più aspra battaglia che si sia mai combattuta in montagna e che vide la costruzione, a opera dell’esercito e dei minatori italiani – di una delle opere riconosciute come tra le più complesse del genio militare, le 52 gallerie.
Sul Pasubio oggi c’è uno straordinario museo diffuso, fatto di molti chilometri di gallerie e reperti bellici che si sviluppa tra le montagne. La linea del Pasubio era anche l’antico confine tra l’Italia e l’Austria, la linea delle trincee dei due eserciti, la linea di tiro delle artiglierie e la linea del combattimento segnata con il sangue dei soldati – spesso giovanissimi e per gran numero del sud Italia.
Un paradosso unico: la bellezza ineffabile del panorama che diventa scenario straziante di guerra. Trailer: https://vimeo.com/167623800
guerra-del-pasubio-2È questo il capitolo raccontato con perizia e poesia da “La linea del Pasubio”, in onda il 21 dicembre alle 22:00 su RAI STORIA, documentario di creazione scritto da
Michele Pellegrini, Matteo Raffaelli e Jacopo Cannas e diretto da Matteo Raffaelli con la partecipazione straordinaria di Peppe Servillo.
Un film che non è una ricostruzione storica tout court delle vicende della guerra sul monte Pasubio, ma è piuttosto il racconto dei luoghi simbolo di una delle più aspre battaglie del fronte tridentino.
Nella narrazione trovano spazio le opere di Marco Nereo Rotelli e le letture di Peppe Servillo, che ripercorrendo la strada delle 52 gallerie, dà voce ai pensieri dei soldati attraverso le loro stesse missive, proprio nei luoghi dove infuriava la battaglia.
Paura, speranza, disperazione, rabbia: tutto è magistralmente raccontato da uno dei più grandi attori italiani, in un percorso emozionante che trasforma il documentario in un’occasione in cui immergersi completamente per ripercorrere e conoscere da vicino i luoghi del primo grande conflitto mondiale e le emozioni che provarono gli uomini che furono costretti a vivere l’esperienza brutale della guerra di trincea, del combattimento corpo a corpo, della guerra di posizione.
Il film “La linea del Pasubio” non è solo l’espressione di una ricorrenza, (quella dei cento anni dalla Grande Guerra) ma vuole essere il segno, la scia di luce, la speranza, che non tutto fu perduto in quei giorni di battaglia. Un modo per restituire umanità ai fatti, oltre la retorica fascista che vide questi ragazzi solo ed esclusivamente eroi, oltre la sofferenza e il vissuto.
Il docufilm nasce dal progetto “Via Pasubio” di Marco Nereo Rotelli nell’ambito del progetto VA.PO.RE (diretto dall’architetto Carlo Costa) di recupero e mantenimento dell’aspetto paesaggistico-ambientale dei Comuni di Valli del Pasubio, Posina e Rocoaro.
Durata: 50′
Regia: Matteo Raffaelli
Prodotto da: Marco Nereo Rotelli e Elena Lombardi per Art Project
Da un’idea dell’artista Marco Nereo Rotelli per le Valli del Pasubio
Interpreti: Peppe Servillo
Sceneggiatura: Michele Pellegrini, Matteo Raffaelli e Jacopo Cannas
Musiche originali: Roberto Procaccini
Montaggio: Domenico Zazzara
Operatore: Marco Petrucci
Contributo Storico: Mauro Passarin
Contributo militare e scientifico: Giuseppe Magrin
Distribuito da: Istituto Luce-Cinecittà