Tag: erotismo

Quando la cultura è erotismo

di Agostino Casaretto

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La prima regola per diffondere la cultura, secondo il noto psicanalista-scrittore Massimo Recalcati, è erotizzare la parola nell’insegnamento. Gli insegnanti devono vaccinare i ragazzi contro l’ignoranza con la cultura, aiutarli a salvarsi dalle varie forme di dipendenza psicologica legata alla schiavitù della moda, degli oggetti, del cellulare. Continue reading “Quando la cultura è erotismo”

La suggestione totale di Pink Narcissus

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Uscito nel 1971, Pink Narcissus è diventato uno dei film che godono della più autentica definizione di cult assoluto, conosciuto anche (più di nome che per essere stato visto) per l’aura di mistero su chi fosse il suo vero realizzatore. Il film infatti, di cui si impadronì forzatamente la casa di produzione Sherpix, fu “distribuito” come anonimo in seguito alla decisione del regista di non far comparire il suo nome, dato che ancora dopo sette anni non era arrivato ad una versione che lo soddisfacesse, esasperando appunto la suddetta Sherpix. Continue reading “La suggestione totale di Pink Narcissus”

La passione oltre le lenti di Ang Lee, Lussuria

lussuria4Se c’è una cosa che non manca di certo ad Ang Lee è la volontà di rischiare, di provare a stupire e spiazzare ogni volta con un film sempre nuovo, nel quale emozioni e sentimenti non sono mai uguali a quanto già detto in precedenza. Continue reading “La passione oltre le lenti di Ang Lee, Lussuria”

Alla scoperta della sessualità in Y tu mamá también

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Si definiscono due Charolastras – una sorta di cowboys spaziali – i due protagonisti di quest’avventura, Julio e Tenoch, due diciassettenni molto legati tra loro, appartenenti a due diverse realtà sociali e che vivono la loro adolescenza in modo spontaneo, tra l’impazienza di diventare uomini e la voglia di giocare e divertirsi. Continue reading “Alla scoperta della sessualità in Y tu mamá también”

Oltre gli schemi di Légami, di Pedro Almodovar

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Ricky ha ventitré anni e cinquantamila pesetas in tasca ma, soprattutto, è solo al mondo. È appena uscito da un centro psichiatrico e spera di trovare un lavoro, una donna e avere dei figli. Ha già scelto quale sarà la sua compagna: Marina, una pornostar tossicodipendente, conosciuta un anno prima e mai dimenticata. Il problema è che Marina non condivide i suoi piani e il suo entusiasmo, e per questo Ricky è costretto a rapirla e a legarla al letto, in modo che, con il tempo, lei impari a conoscerlo e a volergli bene. Il piano sembra piuttosto folle, invece, al di là di ogni pronostico, la tattica comincia a dare i suoi frutti.

Légami! è, quindi, un inno alla normalità, la riscoperta dei valori semplici e sani del lavoro e della famiglia? Assolutamente no, perché per una persona come Ricky, che non ha mai avuto nulla, la normalità, al contrario di com’è generalmente concepita, diventa qualcosa di unico, speciale, fuori dagli schemi, da conquistare anche con la forza, se necessario. Ed è proprio questa una domanda che sorge spontanea durante la visione del film: l’amore può essere costretto? Sì, secondo Pedro Almodóvar, anche se poi devono subentrare altri elementi: la forzatura può essere iniziale, quando ci si scopre innamorati e si fa di tutto per conquistare l’oggetto del nostro desiderio, svelando la nostra natura e i nostri più intimi pensieri, ma la successiva decisione di portare avanti una storia dev’essere libera da imposizioni. Dopo i tre giorni di sequestro, Marina riesce a fuggire: per tutto il tempo Ricky le ha parlato della sua infanzia, degli ultimi anni all’ospedale, dei suoi progetti per il futuro. Ora, la donna può scegliere di tornare da lui e iniziare una nuova vita insieme, oppure di allontanarsi in modo definitivo.

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Légami! è senza dubbio una delle più interessanti pellicole proposte al pubblico dal regista spagnolo, che mette in scena una vicenda a tratti comica e un po’ surreale: come cantano i cultori del “bolero”, è difficile vivere senza amore quando se n’è avuta esperienza, e quella tra Ricky e Marina è senza dubbio una storia d’amore, forse non convenzionale, ma d’amore. In una scena, Ricky e Lola, la sorella di Marina, intonano Resistiré, brano del Dúo Dinámico che parla di resistenza alle delusioni e frustrazioni della quotidianità. Mentre i due cantano, Marina inizia a piangere silenziosamente, conscia che la sua storia con Ricky segue le stesse leggi implacabili della vita, bella ma anche ricca di imprevisti, alcuni negativi, dai quali non ci si può comunque sottrarre.

(Elena Spadiliero)

Pause, non detto e silenzio di immaginazione. L’amante, di Marguerite Duras

durasLa prima sensazione è di meraviglia. Tre paragrafi nella sola prima pagina. La seconda è di spaesamento, che cede il passo al dubbio ma anche al fascino di una scrittura che fin dal principio si manifesta come protagonista del testo.

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