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Un culo da Louvre, quando l’arte non si mette da parte

di Claudio Miani

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Un’opera d’artre che potrebbe essere tranquillamente collocata affianco alla Gioconda di Leonardo o a La Zattera della Medusa di Géricault e suscitare nello spettatore il medesimo sguardo sospeso della Statua di Ebih-Il (avete presente quel grazioso sovrintendente della città di Mari dagli occhi pallati quasi avesse visto un culo – lato b, oggigiorno – bello al punto da lasciar cadere a terra mandibola e ammennicoli annessi?). Continue reading “Un culo da Louvre, quando l’arte non si mette da parte”

Anelante, gente! Anelante

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Ultimo capitolo delle Civiltà Numeriche della coppia Rezza/Mastrella e ancora una volta la stravaganza e l’irriverenza dei due segna gli astanti senza possibilità di resa.

Divertente, coinvolgente, impegnato, sarcastico. Rezza elude ogni regola formale e trasforma il palco del Vascello in un container di situazioni surreali che colpiscono i presenti con la consueta forza dirompente. Fa ridere, Antonio, tra le parole e i prolungati silenzi (!) che promette ma non mantiene. Colpisce i genitori, la chiesa (fosse una novità), i dogmi sociali e le istituzioni. Gioca con i numeri partendo dal G20 e finendo al G5 (per carenza di interpreti). Fa parlare i grandi della politica, porgendo al pubblico il loro lato migliore, ossia il culo.

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Uno splendido dialogo surreale portato avanti da cinque culi che affacciati alle finestre ideate da Flavia, parlano un linguaggio loro, finché Antonio non irrompe bastonando con un manganello i poveri malcapitati. Ma il culo resiste, perché al Culo ci si affida, almeno fin quando non ci si rende conto di non averne più e allora si inizia a pregare, perché d’altronde “Dio altro non è che un surrogato del culo” .

Le risate sono garantite, naturali, veritiere e di pancia, come purtroppo sempre meno capita nelle sale teatrali. Almeno questo per il 99,9% dei presenti. Sì, perché il meglio si è consumato alla fine, quando uno, e solo uno spettatore, ha pensato bene di non applaudire, indispettito, a suo dire, dallo spettacolo visto. Antonio ha risposto come solo lui sa fare: “Se tutti ridono e solo tu stai zitto, il problema è il tuo!” L’uomo ha ribattuto con un insulto gratuito, lasciato correre da Antonio ma non dal resto del pubblico che ha rumoreggiato a ragione contro l’individuo in questione.

Forse aveva ragione Brecht: “Se la gente vuole vedere solo le cose che può capire, non dovrebbe andare a teatro; dovrebbe andare in bagno”.

(Claudio Miani)