M.A.F.

LOGO M.A.F.Restituire la libertà privata con l’arte tout court è il fine che persegue questa Prima Edizione del M.A.F. – Montefiascone Art Festival (dal 7 al 15 settembre 2017), promosso dalla Società Sportiva Lazio in affiancamento all’Officina d’Arte OutOut e patrocinato dal Comune di Montefiascone, Assessorato allo Sviluppo del Territorio e Eventi, e che intende raccontare e rivivere reclusioni forzate e costrittive, figlie di errori giudiziari, che a partire da fine ‘800 e giungendo sino ai nostri giorni, hanno lasciato tracce indelebili nella storia di tutti. Da Oscar Wilde ad Alda Merini, passando per Sacco e Vanzetti, Fabrizo De André, Aldo Moro, Enzo Tortora, e molti altri. Il tutto raccontato attraverso l’Arte, quella da sempre promossa dall’Officina d’Arte OutOut, in grado di abbracciare differenti forme espressive: teatro, cinema, danza, materie plastiche e pittoriche. Intento del nostro Progetto è quello di raccontare la prigionia attraverso la cultura. Fare di uno spazio recluso un mezzo di vita e di comunicazione. Uno spazio “ridisegnato” da giovani artisti (attori, danzatrici, film-makers, pittori, scultori) per raccontare storie, vicende e persone che con il loro agire hanno lasciato segni e moniti per le generazioni a venire.

Un Festival come progetto “culturale vivo”, dove non si vuole solo intendere la cultura nella quale viviamo, ma a raggio più ampio, tutte quelle culture, le loro memorie, tradizioni e utopie, che nell’accezione positiva di globalizzazione vanno ad interscambiarsi in nuove relazioni sociali. Si tratta quindi di interpretare vite del passato dando loro nuova forma, percependone contenuti e aspirazioni per manifestarli e comunicarli attraverso monologhi, interpretazioni di danza, proiezioni, pittura e manipolazioni materiche. Una ricerca densa di stimoli e spunti, di nuove composizioni linguistiche ed orizzonti simbolici, che al meglio si esprimono in una diegesi visiva, narrativa e strutturata, in grado di offrire nuove prospettive di realtà.

Contaminazione è la parola che contiene sufficientemente e con chiarezza l’importanza che il M.A.F. riserba, in questa prima edizione e in quelle a venire, all’incontro tra le differenti forme artistiche e lo spazio neutrale nel quale si presenta. L’Ex Carcere di Montefiascone si fa terra libera, sovvertendo la propria originale destinazione d’uso per lasciare ai visitatori orme di storia e di società. Le celle divengono occhi vivi, quelli degli artisti, che dal loro interno, attraverso la propria espressione d’arte, racconteranno vita e accadimenti di alcune tra le persone più importanti della nostra storia.

Il M.A.F. si presenta come un naturale container di cultura dove i visitatori/fruitori non saranno passivi spettatori di accadimenti, ma indosseranno i panni dell’Individuo-Soggetto e il rapporto di quest’ultimo con le storie raccontate attraverso monologhi, video, danza, pittura, costituirà quel tema chiave della cultura e filosofia moderna dove il Soggetto, per l’appunto, si configura progressivamente come Individuo autonomo, fulcro del sistema socio-culturale (John Locke, Saggio sull’intelletto umano, 1694). L’individuo plasma e si autoplasma scolpendo se stesso, e la propria libertà personale diventa così valore fondamentale de “La società degli individui” (Norbert Elias, 1987).

In tal modo il M.A.F. sarà contaminato, contagiato e contagioso, intrecciato e meticcio. Si tratta di un Festival d’Arte ampio che come un palinsesto di più eventi vuole esprimere, in questa edizione e nelle successive, la complessità di uno spazio-mondo rivolgendosi ad una eterogeneità di pubblici, che se da una parte sono distaccati da stilemi e dottrine, dall’altra mirano proprio a fondersi in una sorta di correlazione tra mondi differenti.

Un Festival come un insieme di eventi, di relazioni ed esperienze, appartenenze e identità. Nella comunicazione, così come nelle relazioni, cresce il bisogno di interattività. Nell’esperienza come performance, nell’incontro e nel cambiamento come necessità, nella scoperta di realtà distanti dalla nostra abitudinarietà: l’Evento è fatto di narrazione, presenza fisica e scambio. Sostenere che le nostre esistenze siano un percorso lungo un’immateriale pellicola che chiamiamo Vita, significa immortalare ogni singolo attimo del nostro vissuto per interscambiarlo con quello di altre milioni di persone, condividendo idee, progetti ed esperienze, senza sfaldarci dalla nostra storia, ma riscoprendone i valori e la libertà.

In questa prima edizione ogni singola cella verrà trasformata in una storia, raccontandone dall’interno le linee portanti. Si avrà così la cella dedicata ad Alda Merini, quella a Richard Dadd, Aldo Moro, Sacco e Vanzetti e via via tutti gli altri. Ciascuna storia verrà consegnata nelle mani di un artista, il quale attraverso la propria arte, sia essa teatrale, filmica, performatica o figurativa, la trasformerà riconsegnandola ai visitatori, offrendo loro spunti di conoscenza e formazione. Vi saranno così celle, all’interno delle quali si avranno dei monologhi teatrali, altre celle dove, grazie alla presenza di proiettori, si avranno racconti filmici, celle che vedranno storie raccontate attraverso la danza e infine celle dove pittori e scultori useranno i colori e la materia per raccontare.
Lo spazio destinato all’ora d’aria vedrà la messa in scena di La ballata del carcere di reading (Oscar Wilde), dove la reclusione giudiziaria sarà rappresentata dalle sedie poste in cerchio sulle quali si accomoderanno i visitatori, mentre l’attore, costretto nello spazio centrale, racconterà con ritmo popolare le crudeltà del carcere.

Diverse sono le figure di spicco interessate dal presente Progetto: Antonio Veneziani, poeta e saggista, autore della “Scuola Romana” (assieme a Pier Paolo Pasolini, Dario Bellezza, Amelia Rosselli, Renzo Paris, etc.), curatore di molteplici progetti culturali e di antologie per le più importanti Case Editrici italiane, sarà il supervisore alla trascrizione testuale delle singole storie e allo studio linguistico della messa in scena; il M.° Abdayem Aziz Moussa, professore d’Accademia e incisore d’adozione romana, il solo artista italiano ad aver collaborato con Joan Mirò, sarà il responsabile della sezione pittorica e scultorea, selezionando i singoli artisti che prenderanno parte a questa prima edizione; Claudio Miani, studioso di cinema, teatro e letteratura, nonché direttore della testata OutOutMagazine e curatore di differenti progetti realizzati sul nostro territorio (C.A.F.F. – Centro America Film Festival – vincitore del Bando della Regione Lazio, 2007; Lazio: Saturnia Tellus – Vincitore del Bando ARSIAL e Regione Lazio, 2016, etc.), assieme a Mauro Malgrande, scenografo teatrale e cinematografico, saranno i Direttori Artistici del M.A.F., curando la selezione degli eventi e le manifestazioni presenti in questa prima edizione e nelle successive; Maria Concetta Borgese, danzatrice e coreografa, selezionerà le danzatrici e studierà la linguistica della rappresentazione.

Questa Prima Edizione del M.A.F. sarà così articolata:

Venerdì 16 giugno 2017 – ore 18.00 – Presso l’Enoteca Provinciale della Tuscia si terrà la Conferenza Stampa di presentazione del M.A.F. – Montefiascone Art Festival;

Giorni 9/10/15/16/17 Settembre 2017 – A partire dalle ore 17.00 esposizioni e rappresentazioni teatrali e di danza presso le Ex Carceri Papaline;

Venerdì 15 dicembre 2017 – Proiezione presso la Sala Innocenzo III della Rocca di Montefiascone del Documentario Storie dalle Carceri – ieri, oggi, domani che verrà realizzato da uno dei registi di Report, Raffaele Manco, come veicolo culturale/informativo/promozionale per il territorio di Montefiascone e che verrà donato al Signor Sindaco, a titolo di cortesia per la gentilezza mostrata nei confronti della nostra Officina d’Arte.