A cento anni dalla nascita il ricordo di Leonardo Sciascia

L’8 gennaio 1921 nasceva a Racalmuto, in provincia di Agrigento, Leonardo Sciascia. Scrittore dalla carriera letteraria ampia e variegata, giornalista, animato da un forte impegno civile e politico, viene ancora ricordato come una delle voci più autorevoli del panorama culturale contemporaneo.  

Bergman: l’altro lato del regista – Tre autobiografie che raccontano la sua vita

Ingmar Bergman. Solo il nome basta per richiamare alla memoria di tutti alcuni dei più grandi capolavori della storia del cinema: Il settimo sigillo (1957); Il posto delle fragole (1957); Persona (1966) e moltissimi altri…

Ma prima di essere un regista, Bergman nacque come scrittore, ed in particolare come scrittore teatrale.

La sua produzione iniziale conta ben 12 drammi teatrali.

La scrittura fin dall’inizio ha segnato per Bergman un punto cardine nel suo lavoro come regista. Scrittura come mezzo per esorcizzare il rigore della sua vita, ed in particolare la durezza della sua infanzia dovuta all’educazione del padre, Erik, pastore luterano che impartiva al giovane Ingmar, a suo fratello maggiore e sua sorella minore degli insegnamenti molto severi, dettati da un rigore assoluto.

Il padre di Ingmar Bergman, Erik Bergman.

Nati di domenica (1993), Con le migliori intenzioni (1994), Conversazioni private (1996) sono tre libri scritti da Bergman dopo che aveva abbandonato la carriera di regista per dedicarsi a quella di scrittura, teatrale e non. Editi da Garzanti, questi tre libri sono uniti da un filo rosso che è quello autobiografico della vita di Bergman.

Tre romanzi, una sola tematica, quella della famiglia. Per ciascuno di questi libri Bergman segmenta e scardina la sua vita privata e quella dei suoi genitori, portando alla luce sentimenti, ricordi, passioni, dolore e trasformando i ricordi privati di una singola persona in argomenti universali.

Nati di domenica (titolo originale: Söndagsbarn; Garzanti, 1993, collana I Coriandoli, trad. Carmen Giorgetti Cima) è un libro autobiografico che racconta l’infanzia di Bergman. Ma all’interno del racconto della sua vita, delle sue origini, confluiscono un insieme di principi che rendono la storia importante non soltanto per Bergman stesso, ma per tutti. Il regista infatti riesce, attraverso l’abilità della sua scrittura, a rendere un racconto privato, come la sua vita, denso di valori che non sono soltanto quelli personali dell’autore, ma hanno un’apertura molto più vasta e riescono a parlare al lettore, rivelando non soltanto dei meri fatti sulla sua vita privata, ma rispondono anche a domande che sono frequenti all’interno del lavoro di Bergman: la divisione fra realtà ed immaginazione, l’importanza dell’infanzia nella vita complessiva di una persona, la comprensione del mistero della vita e della morte.

Fondamentale qui è il rapporto che il giovane Pu – vezzeggiativo che viene usato per chiamare il giovane Bergman, proprio come erano soliti chiamarlo i suoi familiari – ha con il padre, rigoroso pastore protestante luterano. Il libro si snoda attorno al legame che si forma durante la gita che Pu compie con il padre nel piccolo paese di Grånäs, dove Erik Bergman è stato invitato a recitare la messa domenicale.
Il libro prende il nome da una leggenda nordica che la domestica di Pu gli racconta il giorno prima della partenza con il padre: le persone nate di domenica nel giorno della festa della Trasfigurazione di Cristo – che è proprio il giorno della partenza con il padre – se si recano all’alba sul luogo di una persona che si è tolta la vita, possono apprendere molti segreti sul mistero della morte e della vita.
E così prosegue il racconto, colto dagli occhi sensibili del piccolo protagonista, che è il filtro stesso degli occhi del lettore, capace di cogliere il significato di ogni singola azione nel racconto, la quale, grazie alla scrittura di Bergman, si riempie di significato.

Con le migliori intenzioni (Den goda viljan, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, Garzanti, 1994) può essere definito un romanzo storico che Bergman ha realizzato raccogliendo alcuni album fotografici nei quali si raccontava la storia dei suoi genitori e dei suoi avi. Il libro diventa un romanzo quasi epico sulla Svezia del periodo, nel quale si racconta la passione dei due genitori dello scrittore, Henrik e Anna. Lo stile fortemente sceneggiativo del romanzo ha permesso che Con le migliori intenzioni diventasse un film, nel 1992, diretto da Bille August, allievo di Bergman.

Conversazioni private (Enskilda samtal) è il racconto di un adulterio, quello di Anna, madre di Ingmar, che tradisce il marito Henrik (il nome del padre di Bergman nel romanzo) con Tomas, un giovane studente di teologia. L’amore per Tomas risveglierà in Anna la passione che si era ormai assopita con il matrimonio. Cinque sono le conversazioni private che Anna svolge con la madre, col marito, con l’amante, con il confessore e con l’amica. Ma prima di tutto sono conversazioni con sé stessa. Un dramma diviso in cinque atti che rovesceranno la stabilità di un rapporto. Anche questo libro ha dato alla vita l’omonimo film, diretto da Liv Ullmann, presentato nella sezione Un Certain Regard al 50º Festival di Cannes.

Chiara Volponi

La “folle fede” che aiuta l’uomo

«Come il concetto di fede, anche quello di scandalo è una categoria specificamente cristiana che si rapporta alla fede (…). Lo scandalo si riferisce essenzialmente alla sintesi di Dio e uomo, ossia all’Uomo-Dio (in Cristo)». Secondo Kierkegaard la fede è incomprensibile… può qualcosa di sconosciuto aiutare l’uomo?

Biancaneve e i sette nani: ecco la nuova attrazione di Disneyland

Proprio qualche settimana fa, alle porte del Natale, Disney ha svelato la sua nuova attrazione: la versione aggiornata di Biancaneve e i sette nani, Snow White’s Enchanted Wish (il desiderio incantato di Biancaneve). Come sappiamo, tutti i parchi a tema sono stati temporaneamente chiusi a causa del Coronavirus, ma Disney ha annunciato che non appena i visitatori potranno tornare a Disneyland avranno l’occasione di trovare questa nuovissima attrazione. Insomma, Disney non è stata con le mani in mano durante questo periodo difficile, ma ha deciso di dare una spolverata ai propri parchi a tema.

L’annuncio della nuova attrazione è stato dato il 21 dicembre, il giorno dell’ottantatreesimo anniversario dalla première in America del cartone animato, che avvenne al Carthay Circle Theatre a Los Angeles, nel 1937.

Una nuova identità: la precedente attrazione si chiamava Snow White’s Scary Adventures (le spaventose avventure di Biancaneve) e aveva a che fare con tutte le oscurità che nel cartone Biancaneve doveva affrontare – il bosco, il cacciatore, la strega – mentre l’attuale nome sembra avere l’intenzione di concentrarsi più sull’aspetto positivo e magico del lungometraggio.

I creatori di Disneyland hanno riconosciuto il potenziale di questa attrazione e hanno deciso di dargli nuovo lustro. Il cartone animato è stato il primo film di animazione ad essere prodotto negli Stati Uniti, il primo ad essere girato completamente a colori ed il primo lungometraggio ad essere prodotto dalla Walt Disney Productions, e ciò lo rende di fatto il primo vero “classico Disney”. Inoltre, l’attrazione nel parco di Biancaneve e i sette nani è stata una delle prime originali ad essere costruite all’interno di Fantasyland – una delle terre a tema presenti nel parco – nel 1955.

Chiara Volponi

Chiude l’Azzurro Scipioni. Silvano Agosti: “Non fatene l’ennesimo supermercato”

Un altro tempio della cultura non resiste alla crisi. Dopo aver trasmesso per quarant’anni le migliori pellicole di sempre, le storiche sale Chaplin e Lumiere dell’Azzurro Scipioni sono ora costrette a chiudere i battenti. Se in un primo luogo la pandemia da coronavirus aveva fatto temere il peggio, la decisione da parte dei proprietari dell’immobile di aumentare l’affitto non ha lasciato più alcuna speranza.