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10 fumetti per l’estate

Una mini guida per districarsi nell’intricato mondo dei fumetti, a caccia di qualcosa da leggere sotto l’ombrellone, in treno, al lavoro, in alta quota, magari a casa durante le ore più calde, o perché no, la sera prima d’andare a dormire. 

I titoli di seguito elencati non rappresentano certo il meglio della produzione fumettistica di sempre, ma una lista di titoli recenti che, nel caso vi fossero sfuggiti, varrebbe invece la pena recuperare.

  • Monsters di Barry Windsor-Smith

Dopo oltre 35 anni d’assenza dall’industria del fumetto, l’autore di Arma X torna nelle librerie con un incredibile thriller-horror sulle sperimentazioni genetiche. Composto da circa 360 pagine, Monsters racconta di una recluta dell’esercito degli Stati Uniti coinvolta in un esperimento militare avviato dai Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Un’opera inedita del grande Windsor-Smith, apparentemente ideata a metà degli anni’80 e pazientemente portata avanti sino a oggi.

  • Palepoli di Usamaru Furuya

Scritta da Usamaru Furuya e apparsa per la prima volta nel 1996 sulla rivista di manga alternativo Garo, Palepoli è una raccolta di micro-fumetti di sole quattro vignette (meglio noti in Giappone come yonkoma). Minimalista, anticonformista ed enigmatica, l’opera d’esordio di Furuya è un intruglio artistico di gag con temi ricorrenti, ma soprattutto un’esperienza visiva. Un ossessivo flusso di coscienza permeato da black humor, misticismo, sesso e violenza, in grado di sovvertire con la sua estetica tutti i simboli della cultura giapponese e occidentale.

  • Annihilator – Patto con il diavolo di Grant Morrison e Frazer Irving

Il solo nome di Grant Morrison dovrebbe bastare a farvi correre a comprarlo. Annihilator – Patto con il diavolo è un’opera complessa (come la maggior parte dei suoi lavori), costituita da molteplici piani di lettura. La narrazione, un pretesto per interrogarsi sul senso dell’esistenza, sul processo creativo, e persino sull’incapacità umana di accettare una realtà forse priva di senso. Optando per un impianto horror-fantascientifico infarcito di riflessioni gnostiche e nichiliste, Morrison ci accompagna ancora una volta in un psichedelico viaggio all’interno della magia. Un capolavoro dell’arte sequenziale contemporanea in bilico tra dramma e parodia.

  • Strange Adventures di Tom King e Mitch Gerads

Creato da Julius Schwartz e Murphy Anderson nel 1958 per la DC Comics, il personaggio di Adam Strange è certamente poco noto ai lettori. Membro minore della Justice League,Strange è stato scelto da Tom King come protagonista della nuova serie di 12 albi dedicata alle sue avventure. Alternando flashback a flashforward, l’autore di Batman, Mister Miracle e Sheriff of Babylon riscrive la storia di Adam Strange destrutturandola nel profondo. Un’operazione riuscitissima, capace di dare nuova linfa a un personaggio fortemente legato alla silver age del fumetto americano.

  • Electric State di Simon Stålenhag

Terzo artbook narrativo di Simon Stålenhag, talentuoso artista svedese noto soprattutto per le sue ucronie retro-futuristiche, precedentemente ammirate in Loop (2014), da cui è stata tratta nel 2014 la serie tv creata da Nathaniel Halpern per Prime Video (Tales From the Loop), e Things From the Flood (2016).

1997. Una ragazza fuggita di casa e il suo piccolo robot giallo sono in viaggio verso Occidente attraverso un insolito paesaggio statunitense. Le rovine di giganteschi droni da battaglia sono disseminate per le campagne, ammucchiate insieme ai resti abbandonati di una civiltà ipertecnologica e consumistica, ormai in declino. A mano a mano che la loro auto si avvicina all’estremità del continente, il mondo fuori dai finestrini sembra disfarsi sempre più velocemente, come se, da qualche parte oltre l’orizzonte, il cuore vuoto della civiltà stesse infine per collassare.

  • I am a hero di Kengo Hanazawa

Composta da 22 volumi, inizialmente editi da GP e successivamente portati a termine dalla JPop, I am a hero appartiene al filone degli zombie, ma limitarsi a questa etichetta sarebbe un grave errore. La serie riesce infatti a districarsi con originalità nello sviluppo di un genere alquanto inflazionato. Affidandosi a un umorismo convincente e a colpi di scena inaspettati, il manga dipinge in modo geniale una quotidianità tanto realistica quanto spaventosa. Senza scadere in eccessivi cliché, Hanazawa ci proietta infatti in un futuro non troppo distante, raccontando intelligentemente un’epidemia di isterismi e giorni bui. Un profetica sguardo sul concetto di civiltà moderna.

  • In principio. Storie crudeli della Bibbia di Alan Moore, Neil Gaiman e Dave Gibbons

Originariamente pubblicate negli anni Ottanta all’interno dei due volumi Outrageous Tales From The Old Testament e Seven Deadly Sins, le 21 storie dell’antologia illustrano in chiave farsesca, grottesca e violenta diversi episodi del Vecchio Testamento e i Sette peccati capitali. Dal panorama del fumetto underground inglese di inizio anni ’80 brillano i talenti di Neil Gaiman, Alan Moore, Dave McKean e molti altri autori che hanno fatto la storia dei comics degli ultimi trent’anni.

  • Discesa all’inferno di Garth Ennis

Il genio di Garth Ennis alle prese con un thriller sovrannaturale dalle forti tinte weird. Giocando sulla suspense e sulla costruzione di atmosfere inquietanti, Discesa all’inferno sembra partire con insolita lentezza. Via via però, la sensazione d’attesa ripaga il lettore trascinandolo in un baratro orrorifico. Suggerendo la violenza anziché mostrandola, Ennis si diverte a spostare le tessere del puzzle, tralasciando con maturità alcuni elementi che da sempre contraddistinguono la propria produzione. L’autore di Preacher confeziona così un prodotto interessante, a tratti persino sorprendente, capace di evocare incubi a occhi aperti.

  • Sweet tooth di Jeff Lemire

La fine del mondo secondo uno dei più grandi fumettisti degli ultimi vent’anni. Sweet Tooth è un horror apocalittico classicheggiante e dalla struttura narrativa lineare. Eppure la forza di quest’opera sta proprio nella gestione del ritmo, in quel tratto incerto e grottesco che ha reso unico lo stile di Lemire. La familiarità del soggetto e delle sue tematiche è stranamente piacevole, rassicurante, così come la veridicità dei dialoghi e delle scelte compiute dai personaggi. Un’opera drammatica estremamente coinvolgente. Non è certo un caso se Netflix ne ha fatto una serie televisiva di successo.

  • Labirinti di Charles Burns

Anche in questo caso, un nome una garanzia. Charles Burns, l’autore di Black Hole, Big Baby, e la trilogia Last Look (X’ed Out, The Hive e Sugar Skull) torna a indagare l’adolescenza e l’interiorità umana, soffermandosi proprio sull’intricato dedalo di connessioni mentali che caratterizza ciascuno di noi. Mettendo in risalto ossessioni, desideri, voglie e necessità, Burns accompagna il lettore in un viaggio perturbante alla scoperta del rapporto tra l’inconscio e la sua rappresentazione. Il primo visionario capitolo di una nuova allucinata trilogia.

Niccolò Ratto

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