La caduta del re. Ecco il profondo Nord di Jensen

Il 21 Gennaio esce finalmente, per la prima volta in italiano, La caduta del re, uno dei capolavori del Premio Nobel per la Letteratura (1944), Johannes Jensen.

Considerato il primo grande poeta e scrittore danese del XX secolo, Johannes Vilhelm Jensen attinse sempre dalle proprie esperienze di vita per la stesura dei suoi scritti.

Se Storie dell’Himmerland (1898-1910) era palesemente influenzato dal senso d’amore e di rispetto che nutriva per l’antica terra dei Cimbri (la regione in cui era nato), le Novelle esotiche (1907-17) traevano invece ispirazione dai numerosi viaggi compiuti in veste di giornalista.
Di notevole interesse risultano anche l’imponente Il lungo viaggio (1908-22), un’opera magna composta di sei libri e incentrata sull’evoluzionismo darwiniano, e la sua celebre raccolta di Poesie (1906), dove Jensen, fortemente influenzato da Walt Whitman (1819 – 1892), abbandona la lirica tradizionale in cerca di sperimentazione.

Nonostante l’importanza della sua produzione letteraria, oggi è praticamente impossibile imbattersi nei suoi scritti, se non nei mercati dell’usato, e a sola eccezione di qualche vecchia antologia.

A risolvere il problema, seppur parzialmente, ci ha però pensato Carbonio Editore. A partire da questo 21 Gennaio sarà infatti pubblicata, per la prima volta in italiano, La caduta del re (1900-01), un ardito lavoro giovanile ambientato durante il regno di Cristiano II di Danimarca. La trilogia di Jensen ripercorre le vicende di Mikkel Thøgersen, uno studente svogliato e sognatore, il cui destino lo costringerà a diventare prima un mercenario, poi un pellegrino e infine il compagno di prigionia del re Cristiano II.
Data la struttura lirico-simbolica, l’opera non deve essere considerata come un saggio a carattere biografico, ma piuttosto un romanzo immortale capace di affrontare lo splendore e la decadenza, ma soprattutto il concetto stesso di vita e morte.

Un tassello immancabile per gli appassionati di letteratura.

Niccolò Ratto

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