Nice, che dice? Massimo De Angelis e il suo libro su Nietzsche

Serve ancora Dio? La vita di Nietzsche oltre il nichilismo. Non è una domanda, bensì il titolo del libro di Massimo De Angelis (Castelvecchi, 2020).

Un libro su Friedrich Nietzsche non è mai una passeggiata, ma De Angelis, da cultore della filosofia, scrittore e giornalista, è riuscito a illustrare la profonda relazione tra immanenza e trascendenza che uno degli spiriti maggiormente critici della cultura di ogni tempo aveva evidenziato nelle sue riflessioni. La musica che lo dirigeva, a detta di Wagner in una lettera a lui rivolta nel 1870: l’io lirico intrinseco dell’essere umano, la musica che è natura e che si fonde con l’inconscio.

L’autore ha colto una forma di speranza e di luce nelle considerazioni del filosofo che aveva analizzato tra le altre cose nel terzo libro de La gaia scienza (1882), il caos creatosi dalla consapevolezza della morte di Dio come essere umano. Un caos dovuto al crollo delle certezze, al rifugiarsi in altri credo e religioni: Nietzsche aveva teorizzato invece che, non esistendo più la divinità, l’unica scelta possibile fosse l’ateismo e non la ricerca di un placebo, di una fiducia in un aldilà e l’adorazione di falsi miti. Ogni capitolo del libro è scandito da movimenti musicali e Massimo De Angelis regala, autorevolmente, al lettore un’immagine più poetica e illuminante del filosofo rispetto a quella accademica e grave.

Roberta Maciocci

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