La “folle fede” che aiuta l’uomo

«Come il concetto di fede, anche quello di scandalo è una categoria specificamente cristiana che si rapporta alla fede (…). Lo scandalo si riferisce essenzialmente alla sintesi di Dio e uomo, ossia all’Uomo-Dio (in Cristo)». Secondo Kierkegaard la fede è incomprensibile… può qualcosa di sconosciuto aiutare l’uomo?

Sin dalla nascita dell’umanità, abbiamo avuto bisogno di credere in qualcosa di superiore: dagli antichi Greci con i loro miti, alla nascita delle religioni moderne, l’uomo è per natura speranzoso, nessuno escluso.

Aggrapparsi a qualcosa, una vita dopo la morte, un nuovo inizio, è forse un modo di deresponsabilizzarsi. Se ci pensiamo, improntare la nostra vita sul perdono non di una persona che conosciamo ma bensì di un Dio, che non abbiamo mai visto ma che può donarci la salvezza eterna, sembra una cosa assurda. La fede è un salto nel buio, una strada percorsa con gli occhi bendati… tuttavia ad oggi solo un fede cieca può essere efficace.

Anche se la filosofia e la religione tendono spesso a scontrarsi, nessun filosofo che si rispetti si è mai risparmiato sull’argomento. Secondo Kierkegaard- XIX secolo- c’è solo un modo per “illuminare” il nostro oscuro percorso: l’angoscia.

Paradossalmente, l’angoscia sembra infatti la soluzione, anch’essa accompagna da sempre la condizione umana e viene forse compensata dalla fede. «Distrugge tutte le finitezze scoprendo tutte le loro illusioni. E nessun grande inquisitorie tiene pronte torture così terribili come l’angoscia; nessuna spia sa attaccare con tanta astuzia la persona sospetta, proprio nel momento in cui è più debole, né sa preparare così bene i lacci per accalappiarli, come sa l’angoscia; nessun giudice, per sottile che sia, sa esaminare così a fondo l’accusato come l’angoscia che non se lo lascia mai sfuggire, né nel divertimento, né nel chiasso, né sotto il lavoro, né di giorno, né di notte».

L’angoscia è per il filosofo danese l’unico modo di scacciare i pensieri finti e grezzi, «Solo chi ha provato la disperazione capisce in fondo la Redenzione, perché ne sente il bisogno» ed «È -solo- con l’aiuto dell’angoscia che Dio scende in caccia dell’uomo».

di Marta Frugoni

Un pensiero riguardo “La “folle fede” che aiuta l’uomo

  1. L’ontologia degli affetti è forse uno degli aspetti più affascinanti del pensiero di Kierkegaard… trovo anche che chiunque si possa rivedere nell’atto dell’apertura al mondo attraverso l’angoscia. Bellissimo articolo 🥰

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