Chiude l’Azzurro Scipioni. Silvano Agosti: “Non fatene l’ennesimo supermercato”

Un altro tempio della cultura non resiste alla crisi. Dopo aver trasmesso per quarant’anni le migliori pellicole di sempre, le storiche sale Chaplin e Lumiere dell’Azzurro Scipioni sono ora costrette a chiudere i battenti. Se in un primo luogo la pandemia da coronavirus aveva fatto temere il peggio, la decisione da parte dei proprietari dell’immobile di aumentare l’affitto non ha lasciato più alcuna speranza.

Per conoscere l’Azzurro Scipioni non serve certo essere di Roma, tantomeno essersi seduti su quelle iconiche poltroncine blu. L’aura leggendaria che avvolge quel “piccolo Louvre” (così è stato definito), non dipende esclusivamente dal fatto che abbia ospitato personaggi del calibro di Antonioni, Bertolucci, Fellini e Morricone, ma dall’idea rivoluzionaria di cinema introdotta dal suo fondatore, nonché gestore.

Stiamo ovviamente parlando di Silvano Agosti, uno dei più grandi artisti italiani della nostra epoca, capace d’insegnare al suo pubblico come andare al cinema non significhi semplicemente sedersi a guardare un film, quanto entrare in un luogo di culto per apprezzare e acquistare arte. Ecco perché l’Azzurro Scipioni è diventato negli anni uno spazio magico, unico nel suo genere. Un piccolo museo aperto solo due giorni a settimana, dove poter discutere di cinema e ammirare i più grandi capolavori mondiali della settima arte (360 pellicole per l’esattezza).

Come è ovvio le difficoltà non sono mai mancate e questa pandemia ha fatto del suo meglio per metterle alla luce, finendo così per portarsi via un altro pezzetto di storia italiana, in un paese dove la cultura sembra essere diventata solo un di più.

Nel tentativo di ottenere l’attenzione del Comune di Roma e degli organi competenti, Silvano Agosti ha provocatoriamente messo all’asta sedie proiettore e schermo.
Un post amaro quello pubblicato su Facebook, in grado di fare il giro del Web in pochissime ore e guadagnarsi almeno il sostegno dei molti estimatori, che si sono immediatamente schierati contro la chiusura del cinema.

Purtroppo, le speranze di Agosti sembrano piuttosto scarse. Qui di seguito alcune sue parole in merito.

Mi vedo costretto affinché venga rispettata almeno la memoria di questo cinema. Per questo mi conviene chiuderlo in un momento in cui tutte le forze sono concentrate contro questo tipo di realtà. I cinema chiusi sono una assurdità, soprattutto quelli così piccoli, perché sono sicuri, solo che la grande arte interessa a pochi nonostante sia l’unica che arricchisce l’animo umano. (…) L’unica soluzione è che lo Stato o il Comune o un magnate, acquistino questo spazio e lo attribuiscano al cinema Azzurro Scipioni, pagando un affitto, ma non come un supermercato, per renderlo un luogo da riconsegnare agli esseri umani“.

Niccolò Ratto

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