LETTURE PER UN NATALE TINTO DI GIALLO: DELITTI AL THRILLER CAFÈ

In concomitanza con la pubblicazione dell’antologia DELITTI AL THRILLER CAFÈ abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giuseppe Pastore, barista del cafè virtuale più noir d’Italia.

DELITTI AL THRILLER CAFÈ VOL. II È l’antologia dei racconti premiati e segnalati del 2° premio letterario Thriller café organizzato da Giuseppe Pastore, anima di Thriller Café, sito internet specializzato in letteratura di genere noir, thriller, giallo.

Ciao Giuseppe, iniziamo scoprendo qualcosa su di te. Da dove arriva la tua passione per il giallo?

Mi sono avvicinato al giallo quando ero ancora un ragazzino. Erano i tempi delle scuole medie e un’estate provai Poirot a Styles Court di Agatha Christie. Mi piacque e rapidamente lessi tutti i gialli della biblioteca comunale del mio paese. Il thriller è venuto un po’ dopo. Sempre in estate, ero al mare, comprai Morte innaturale di Patricia Cornwell in un’edicola per passare il tempo sotto l’ombrellone, e da lì ho spostato l’interesse dal giallo deduttivo a sottogeneri più moderni.

Come descriveresti Thriller Café ad un possibile avventore?

Thriller Café (www.thrillercafe.it) è “il locale virtuale in cui si degustano aperitivi gialli e neri e rosso sangue”. Più semplicemente vuole essere un posto di ritrovo in cui gli avventori possono chiedere consiglio al Barman e agli aiuti-Barman e scoprire buone letture col brivido. È un posto noir, da fuori un po’ losco, devi trovare la stradina giusta per arrivarci e non ha insegne luminose. Dentro pure c’è poca luce, il Barman è schivo, ma il servizio e la qualità sono impeccabili (speriamo!).

Ma andiamo al dunque, cos’è il Premio Delitti al Thriller Café?

Il concorso ha visto da poco chiusi i lavori relativi all’edizione II e stiamo lavorando per la prossima. Vuole essere un premio letterario che valorizza scrittori emergenti e che raccoglie il buono dell’underground, essendo un concorso che nasce dal web. C’è una quota di iscrizione che principalmente serve a incentivare alla partecipazione con impegno (se si paga, di solito non si manda un racconto “tanto per”) e a sovvenzionare le attività di promozione dello stesso e in generale del sito. La selezione dei racconti è affidata in prima fase a collaboratori di Thriller Café e de I Buoni Cugini Editori (che ringrazio per essere partner eccezionale per questa avventura), e in seconda battuta a una super giuria composta da scrittori professionisti. Finora abbiamo avuto Romano De Marco, Marilù Oliva e Piergiorgio Pulixi nella prima edizione, e Remo Bassini, Diego Lama, Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini (purtroppo da poco scomparso) nella seconda. Una volta che la selezione dei racconti e la comunicazione dei vincitori si sono concluse, Thriller Café lascia gli autori nelle ottime mani dell’editore che coordina le operazioni di editing, se necessario, e le relazioni coi disegnatori. Ogni racconto infatti è accompagnato da un disegno originale creato appositamente da un illustratore emergente.

Organizzare il concorso è un impegno notevole, e la prima edizione ha avuto dei tempi onestamente un po’ lunghi; abbiamo migliorato il flusso e la seconda si è conclusa in tempi molto veloci.

Sicuramente è faticoso, ma è anche una grande soddisfazione toccare con mano quanti bravi autori decidano di mettersi in gioco nel nostro concorso e il percepito di qualità e valore che c’è attorno a esso e alle pubblicazioni successive.

Parlaci dell’antologia “DELITTI AL THRILLER CAFè VOL. II”, cos’è che ti rende più fiero di questo volume?

La qualità del libro la fanno i racconti degli autori e la cura editoriale di Ivo Ginevra e I Buoni Cugini Editori, che davvero hanno curato ogni minimo dettaglio; c’è anche una bella prefazione di Diego Lama che ringrazio per avercene fatto omaggio. Personalmente non ho molti meriti, se non quello di aver fatto convergere belle realtà. La cosa che tuttavia mi rende molto contento sono i primi riscontri di chi ha già ricevuto il volume e si dice soddisfatto del prodotto. Spero arrivi a quanti più lettori possibili e aiuti a far conoscere i bravi scrittori che sono presenti.

Su che livelli si attesta la produzione dei giallisti italiani esordienti che hanno partecipato al concorso in termini di qualità?

Credo molto buona. Molti dei partecipanti hanno vinto in passato altri concorsi per gialli, anche importanti come il Gran Giallo di Cattolica, e diversi hanno già pubblicato romanzi e antologie personali. Questo fa sì che non sia facile vincere il concorso letterario di Thriller Café, per cui onore e congratulazioni a chi l’ha spuntata quest’anno.

Noti un filo conduttore nelle opere che hanno partecipato al concorso? Delle tematiche privilegiate dagli autori?

C’è stata grande diversità negli scritti, sia in termini stilistici che di temi. Trattandosi di gialli, forse il commissario protagonista può essere un tratto comune per molti racconti, ma le opere erano ben assortite e anche la super giuria ha avuto preferenze molto diverse.

Cos’è cambiato dalla scorsa edizione in termini di partecipazione, temi trattati, qualità dei racconti?

Nella seconda edizione abbiamo introdotto due sezioni: una per racconti brevissimi (fino a 8.000 battute) e una per scritti più lunghi (fino a 20.000 battute). Sicuramente la forma più breve è difficile da padroneggiare e mediamente gli scritti più lunghi sono risultati più curati.

Vista la numerosa partecipazione al concorso ti sei sicuramente fatto un’idea sullo “stato di salute” del genere giallo in Italia, come ti sembra?

Direi molto in salute, almeno per quel che riguarda l’interesse degli scrittori.

Se dovessi dare un consiglio agli esordienti italiani quale sarebbe?

Non che possa dare molti consigli, ma mi è capitato di leggere spesso storie traballanti per via di ambientazioni americane stereotipate e non credibili. Meglio storie ambientate in un paesino da duecento anime che conoscete bene, che in una location estera che avete visto solo in una serie tv. Semplicemente – mi includo – scriviamo di quel che conosciamo.

Cosa secondo ci deve essere e cosa non ci può essere in un buon giallo?

Direi che – citando anche il nome della collana in cui l’antologia è pubblicata – Almeno un morto. Ci sono tanti ottimi libri su rapine, complotti e crimini vari, ma sono della vecchia scuola per cui un giallo ha bisogno di un omicidio. Proprio no invece a eventi soprannaturali o non spiegabili (almeno con le attuali conoscenze scientifiche).

Trovi che il giallo riesca ad esprimersi pienamente nella forma del racconto?

Anche in origine il giallo ha avuto una collocazione in magazine con storie brevi e credo che la differenza la faccia lo scrittore. Certamente in poco spazio è difficile creare dei plot molto complicati, inserire red herring, colpi di scena e semmai anche personaggi caratterizzati. Scrivere buoni racconti gialli “classici” non banali è difficile. Se parliamo invece di thriller o noir, penso il compito sia più semplice.

Quali sono i prossimi appuntamenti con Thriller Café?

Stiamo già lavorando alla terza edizione del concorso con l’obiettivo di chiudere le iscrizioni in primavera 2021. Speriamo di poter dare news su questo a inizio anno. Nel frattempo suggerisco a tutti gli aspiranti scrittori di seguire il sito quotidianamente, volendo anche tramite canali social o newsletter, così da non perdersi nuove iniziative (oltre alle giornaliere recensioni e segnalazioni di nuovi libri giallo/thriller, perché – come insegnano tanti scrittori professionisti – per scrivere bene bisogna anche leggere tanto).

Grazie Giuseppe, alla prossima!

Il sito di Thriller Café: Libri thriller e gialli 2020: tutti su Thriller Cafe

Il sito di Buoni Cugini Editori in cui è possibile acquistare DELITTI AL THRILLER CAFÈ VOL.II: AA.VV: Delitti al Thriller Café volume 2 – I BUONI CUGINI EDITORI

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