M9 il museo del ‘900: viaggio attraverso l’identità italiana

Il museo del Novecento di Mestre è finalmente pronto a ripartire. Dopo mesi di riflessione dovuti all’emergenza Covid-19, l’M9 non aspetta altro che mostrare i grandi cambiamenti avvenuti in questo difficile periodo. Ad attendere il pubblico, un importante taglio sui prezzi dei biglietti e una nuova identità museale tutta da scoprire.

Nato il primo dicembre del 2018, l’M9 ha deciso di cambiare faccia e trasformarsi in un grande laboratorio del contemporaneo sempre più indirizzato verso il territorio, e soprattutto i giovanissimi, senza ovviamente dimenticare le fasce più fragili. La voglia è quella di rilanciarsi, specie dopo una partenza non ottimale, complice anche la pandemia. Per il 2021 i progetti sono davvero molti, ma l’idea portante dietro un simile rinnovamento è assai chiara: avvicinarsi ai bambini, tramite percorsi didattici ben strutturati. A tal proposito nascerà M9 Edu, che proporrà contenuti specifici per le scuole, con una serie di laboratori centrati sulla formazione della cittadinanza attiva, sulla storia del Novecento ma anche su temi contemporanei, come l’agenda 2030 dell’Onu sull’ambiente.

Eppure le attività non si limitano solo all’anno nuovo. A partire da sabato 12 dicembre, per tutti i weekend del mese, M9 CHILDREN riapre infatti le porte alle famiglie. Nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, i bambini e i ragazzi di età compresa tra i 4 e i 13 anni potranno partecipare a laboratori di scienza, robotica, logica e creatività. Ad arricchire l’offerta, la nuova edizione del Winter Camp, in programma dal 28 al 31 dicembre.

Così si espresso Michele Bugliesi, presidente della Fondazione Venezia, circa l’attuale periodo:

In questi mesi di stop abbiamo rivisto dalle fondamenta scopi, articolazioni e attività, e modello di gestione di M9, ora siamo pronti. Vogliamo che sia una casa aperta per tutta la città. Per questo sono stati preparati grandi investimenti per conquistare giovani e adulti attraverso nuovi laboratori e per riuscire a intercettare anche le comunità straniere presenti in Italia”.

M9 appartiene a una nuova generazione di musei, nati per far rivivere la storia in un modo del tutto nuovo. Per la prima volta potremo avvicinarci al Novecento e calarci in un secolo di grandi trasformazioni, attraverso anche i gesti più semplici e quotidiani. M9 si prefigge lo scopo di raccontarne luci e ombre passando dalla vita quotidiana ai grandi cambiamenti sociali, economici, ambientali e culturali che lo hanno contraddistinto. Tecnologie avanzate e installazioni immersive sono al servizio della narrazione per far conoscere il passato, comprendere il presente e immaginare il futuro.

Ecco l’intervento di Luca Molinari, nuovo direttore scientifico di M9, sui reali obiettivi del museo:

La nostra è una mostra impegnativa a livello di attenzione, ma aiuta a capire meglio chi siamo. Cosa determina la nostra identità? Ciò che mangiamo, ciò che facciamo, ciò che produciamo, ma anche ciò che roviniamo, come il paesaggio. M9 non è solo un museo di storia del Novecento, ma è anche un laboratorio del contemporaneo. Questo per me è centrale. Abbiamo bisogno d’immergere il museo nell’attualità; ovvero usare la storia del passato prossimo per raccogliere le sfide di un tempo che sta vivendo una trasformazione potente e drammatica. (…) La mostra sul ‘900 verrà attraversata da un’attenzione molto forte in termini di potenziamento per coinvolgere i bambini e le persone con fragilità. Quello che vogliamo fare nei prossimi anni è generare un museo a misura di bambini e fragilità”.

Una rinascita che punterà sui giovani, sulla mostra permanente e su alcune esposizioni satellite, come la monografica dedicata agli architetti berlinesi Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, che hanno progettato lo stesso museo.

Niccolò Ratto

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