Le surreali Avventure di Luigi Malerba tornano a Italo Svevo Editore

I diritti delle “Avventure” di Luigi Malerba (Il Mulino, 1997) sono tornati in mano all’editore Italo Svevo che ne ha rilasciato una nuova versione.

Pseudonimo di Luigi Bonardi, Luigi Malerba è stato uno scrittore e sceneggiatore italiano facente parte della neoavanguardia sperimentalista “Gruppo 63”. Nato a Pietramogolana (frazione di Berceto in provincia di Parma) l’11 novembre 1927, consegue la laurea in giurisprudenza a Roma, dove in seguito lavora come giornalista, scrivendo opere di narrativa, perlopiù racconti, e allo stesso tempo collaborando alla scrittura di alcune sceneggiature cinematografiche e televisive in cui si fa subito notare per la sua passione per storia, dialetti e le lingue dimenticate,  cinema e pubblicità.

Disse di lui Paolo Mauri: “Malerba si muoveva nell’ambito della neoavanguardia: gli piaceva l’idea che qualcuno rovesciasse i tavoli delle vecchie discussioni e azzardasse prove nuove, sperimentali. Così con i romanzi Il serpente e Salto mortale cominciò a giocare sul filo del paradosso, con indagini che non portano a nulla, eroi partoriti dalla mente dello scrittore e fatti vivere sulla pagina salvo poi svelare il trucco e un linguaggio nuovo, assolutamente originale. Avrebbe poi continuato, di romanzo in romanzo, rinnovandosi continuamente nei temi e nei modi”.

Tra i suoi romanzi più noti si ricordano: La scoperta dell’alfabeto, Il serpente, Salto mortale, Dopo il pescecane, Testa d’argento, Il fuoco greco, Le pietre volanti e Itaca per sempre. È inoltre autore insieme a Tonino Guerra di brevi racconti per l’infanzia.

Avventure si snoda in tredici prose celebri personaggi letterari abbandonano le opere che hanno dato loro la notorietà e vanno in cerca di nuove avventure. Prendiamo Sancho Panza, ad esempio. Chi può impedirgli di fare un bel viaggio dalla Spagna del Cinquecento alla Russia dell’Ottocento per cercare di sedurre Anna Karenina? Frankenstein incontra Don abbondio, l’Innominato invece l’uomo invisibile, mentre l’Otello verdiano si trova faccia a faccia con l’Othello di Shakespeare in un libro che ancora oggi è innovativo e originale.

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