“Via Gemito” di Domenico Starnone torna nelle librerie in una nuova edizione Einaudi

Vincitore del Premio Strega nel 2001, a distanza di 20 anni il romanzo semi autobiografico dello scrittore napoletano è riletto alla luce della contemporaneità e del momento difficile che il mondo intero si trova ad affrontare. L’attualità del personaggio di Federì è forte oggi come allora. 

Nel 2001 Domenico Starnone scrive “Via Gemito” e vince nello stesso anno il Premio Strega. Il titolo del libro si rifà alla strada del Vomero che collega via Cilea e Piazza Quattro Giornate, luogo in cui ha vissuto la famiglia dell’autore. Si, perché “Via Gemito” è quello che già 20 anni fa era definibile come autofiction, aveva dei tratti autobiografici al suo interno forse non così facilmente ravvisabili ad una prima lettura. Il voler mescolare biografia, autobiografia e finzione non era ancora così comune in un romanzo e ciò che diede fastidio ai lettori quando il libro uscì è l’aver palesato questa intenzione dopo oltre 100 pagine. In un’intervista a Linkiesta Starnone afferma: “L’obiezione, ridotta all’osso, era: se sei riuscito a coinvolgere il lettore fin qui, perché gli vuoi disturbare la lettura? Naturalmente l’ultima cosa che avevo in mente era disturbare la lettura. […] Il problema per me era lo stesso che se avessi scritto fantascienza: cercare di reinventare i fatti miei in modo da cavarne una storia che non riguardasse solo me.” 

Domenico Starnone e la copertina della prima edizione di “Via Gemito”, edito da Feltrinelli

“Via Gemito” ha per protagonista Federì, un’artista costretto a fare il ferroviere per sopravvivere. Il non poter esprimere la sua arte e creatività lo porta alla frustrazione e a sfogarsi in modo aggressivo e violento contro tutte le persone che lo circondano, in particolare la moglie e i figli. La voce narrante della storia è quella del suo primogenito che ricostruisce l’intera vita del padre segnata dal rancore.  

La nuova edizione Einaudi di “Via Gemito”

Il personaggio di Federì è attuale oggi come allora. Quanti di noi ardono dal desiderio di volersi realizzare e seguire i propri sogni e le proprie ambizioni? E quanti devono rinunciarvi perché il sistema impone dettami e regole che non si addicono di certo a chi non vuole accontentarsi e aspira al meglio per sé stesso? A tal proposito, Starnone sempre su Linkiesta, ha detto: “Questo bisogno di eccezionalità l’ha stimolato innanzitutto la scuola, poi la televisione, che ci hanno spinti a una scoperta tanto vera e importante quanto ovvia: nessun essere umano è privo di un suo talento, di una sua sensibilità, di una sua inventiva, di una sua creatività, e dunque chiunque ha il diritto di mettersi alla prova.”  La vitalità di Federì, tratto distintivo del suo personaggio, è propria di chi sa di avere un talento che nessun’altro possiede, ma anche di colui che sa di dover andare avanti con questo peso dato da una società troppo meschina per credere in lui.  

E a proposito della situazione attuale data dalla pandemia da Covid-19, nell’intervista sopra citata, non manca di esprimere la sua opinione da scrittore e intelletuale quale è sul tema scuola (citata sopra) e didattica a distanza: “Ritengo la scuola pubblica fondamentale e la didattica in presenza irrinunciabile.  Ma le carte in tavola sono cambiate a tal punto, con la pandemia, che ci siamo tutti dimenticati di quanto eravamo scontenti del funzionamento della scuola prima del Covid […] Ci si dovrà lavorare sopra, dopo il Covid, come su tante altre cose. Intanto meglio la didattica a distanza, che il dilagare del contagio.”  

Tiziana Panettieri  

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