Nuovi corpi umani ritrovati a Pompei

L’ultimo ritrovamento nel Parco Archeologico di Pompei risale al 2018, quando vennero alla luce i resti di tre cavalli. All’interno dello stesso complesso, ovvero la villa suburbana di Civita Giuliana o “Villa del Sauro Bardato” in onore dei precedenti ritrovamenti, sono stati recentemente rinvenuti due resti umani.

L’ormai iconica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. è ancora fonte di incredibili scoperte ed emozioni. Nella tenuta nobiliare affacciata al mare, sono state ritrovate due nuove vittime dello scoppio vulcanico, morti a causa dei vapori bollenti. Gli studiosi li hanno identificati come “un quarantenne avvolto in un caldo mantello di lana e il suo giovane schiavo”, come riportato da Ansa.

La scoperta è fonte di particolare interesse anche grazie alle tecniche usate per rinvenire tali corpi. Il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna ha spiegato come siano stati usati gli stessi metodi delle prime scoperte sul sito, risalenti ad oltre 150 anni fa. La tecnica, ideata da Giuseppe Fiorelli, consiste nel colare il gesso all’interno delle cavità lasciate dal materiale vulcanico, creando così un calco semi-perfetto del corpo all’interno. L’ultima volta che si era provato ad utilizzare tale metodo era negli anni ’90, ma il tentativo fallì.

Tecniche moderne sono invece state usate per identificare quali oggetti avessero con se al momento della loro morte.

Pompei, per la prima volta realizzato il calco intero di un cavallo: era un esemplare da parata. Scoperta eccezionale. Questa volta in corso di scavo Ë una grande villa che sorgeva subito fuori la cinta muraria di Pompei, nella zona nord, oltre Porta di Nola. Operazione congiunta dei Carabinieri del Nucleo Protezione Patrimonio Culturale e soprintendenza archeologica di Pompei, che ha consentito la scoperta di nuovi reperti, lontani dall’area archeologica conosciuta, e di protezione dei nuovi reperti, Napoli, 10 maggio 2018. ANSA/CESARE ABBATE/

Il sito archeologico della Villa Giuliana, circa 700 metri a nord ovest di Pompei, fu inaugurato nel 1907. L’allora proprietario del terreno, il Marchese Giovanni Imperiali, guidò i primi lavori, ma fece nuovamente re-interrare le rovine della villa senza documentare ciò che aveva trovato. Recentemente il lavoro di scavi è stato ripreso per evitare saccheggi dei tombaroli. Osanna spiega ad Ansa: “Abbiamo avuto anche fortuna perché il vano nel quale abbiamo ritrovato i corpi dei due uomini era sfuggito sia agli scavi dei primi del Novecento, sia ai tombaroli: una trincea realizzata dai tombaroli passava praticamente accanto ai piedi di una delle due vittime.”

Al momento sono in corso scavi attorno al criptoportico della villa.

Di Lorenzo Bagnato.

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