Edoardo Nesi sulla pandemia: “Ci sarà un mondo da rifare”

Sul futuro dell’economia, Edoardo Nesi non ha più alcun dubbio: dopo il lockdown l’unica cosa da fare sarà rimboccarsi le maniche e “ricostruire il tessuto sociale”.

“Economia Sentimentale”, di questo parla lo scrittore pratese nel suo nuovo saggio La Nave di Teseo, in cui esprime tutti i dubbi sul proprio futuro e sul futuro della nostra società. Vincitore del premio strega nel 2011 per Storia della mia Gente, Edoardo Nesi sa bene cosa voglia dire credere nell’illusione di un benessere diffuso in Italia.

Per ben 15 anni, ha diretto la ditta tessile di famiglia, a Prato, investendo soldi ed energie in progetto che si è interrotto nel 2004, a causa di una cresi economico-finanziaria che ha purtroppo coinvolto gran parte delle aziende nostro paese. Tutto questo lo racconta nel sopracitato Storia della mia gente (2010), a metà tra il saggio e il romanzo storico. Nel 2009 diventa Assessore alla Cultura ed allo Sviluppo Economico della Provincia di Prato, decidendo in questo modo di aiutare la sua gente, gente che ha sempre lavorato e che anche in questo sfortunato 2020 continua a subire delle forti perdite.

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Già dalla scorsa primavera, aveva rilasciato alcune dichiarazioni in cui chiariva che la ripresa economica del nostro paese è qualcosa che dipende solo da noi: «In questi giorni sospesi l’economia mi appare sempre più una scienza viva e umanissima, certamente la più adatta di tutte le discipline a raccontare la sostanza delle nostre vite e il fervore dei nostri sogni e la miseria delle nostre paure, una stupefacente generatrice di storie e di speranze, lontana anni luce dal gelo tagliente dei numeri coi quali si usa raccontarla».

L’economia è sicuramente uno dei fattori più a rischio in quest’epoca di Covid ed Edoardo Nesi si batte perché questo non prevalichi i sacrifici compiuti soprattutto dalle persone come lui, che hanno donato la loro vita all’inseguimento di obbiettivi ora più lontani che mai.

“Sogni, speranze e sconfitte. Le scelte economiche delle persone sono un atto di fede, preghiere al loro Dio.”

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