Stanley Kubrick e quella lettera a Pasternak: storia di un capolavoro mancato

Quando si parla de Il dottor Živago, la memoria corre al 1965 e al film diretto da David Lean. Vincitrice di due David di Donatello, ben cinque Golden Globe e altrettanti Oscar, la celebre pellicola è tratta dall’omonimo romanzo (1957) di Boris Pasternak, al quale garantì l’anno successivo la conquista di un Nobel per la Letteratura, da lui stesso rifiutato. Quello che però in pochi sanno, è che proprio Stanley Kubrick fece il possibile per acquistarne i diritti cinematografici già alla fine degli anni ‘50.

La storia della pubblicazione de Il dottor Živago è di per sé già molto articolata, ricca d’intrighi e di misteri, come nella migliore tradizione di quelle opere destinate a diventare grandi classici. Vietato nella ormai disciolta Urss, il manoscritto giunse infatti tra mille stratagemmi nelle mani dell’editore Giangiacomo Feltrinelli, il quale, riconosciutane la straordinaria urgenza, lo pubblicò immediatamente battendo la concorrenza di Francia e Germania. 

Il resto è ormai entrato di diritto nella cronaca: il carattere schivo e sovversivo di uno dei più grandi poeti del Novecento, il suo visionario ritratto di una madre Russia contaminata da una profonda sensibilità artistica e religiosa, così come il grandioso successo di una pellicola diventata iconica.

Ad arricchire però le controverse vicende che gravitano intorno al capolavoro di Boris Pasternak ci ha pensato lo storico del cinema James Fenwick. The Guardian ha infatti riportato proprio in queste ore l’incredibile scoperta (da parte dello stesso Fenwick) di una lettera inviata da Kubrick a Pasternak, in cui il regista informava l’autore della sua intenzione di acquistare i diritti cinematografici del romanzo.

Dalle ricerche di Fenwick si evince infatti come l’8 Gennaio del 1959 Stanley Kubrick scrisse a Boris Pasternak enunciando in modo razionale e spogliato di ogni falsa retorica le proprie intenzioni:

L’ultima pellicola che ho realizzato, Orizzonti di gloria, è stata nominata miglior film dell’anno in Belgio, Brasile, Finlandia… Ora vorremmo acquistare i diritti cinematografici per Il dottor Zivago. Abbiamo contattato l’ufficio legale di New York, che rappresenta l’editore italiano del libro. I negoziati sono a un punto morto: non sono ancora pronti a concludere l’accordo

Non sappiamo se il sommo poeta abbia in realtà mai risposto, probabilmente no. È certo però che il rinomato professore della Sheffield Hallam University pubblicherà i risultati delle proprie ricerche all’interno di due volumi di prossima uscita sul mercato statunitense: Stanley Kubrick Produces e Shadow Cinema: The Historical and Production Contexts of Unmade Films.

Costretto ad abbandonare il lavoro di Pasternak, come sappiamo Stanley virò immediatamente su un altro capolavoro della letteratura, Lolita di Vladimir Nabokov.

E così dopo Napoleon (un film sulla vita di Napoleone), Blue Movie (un film pornografico ad alto budget), Aryan Papers (film incentrato sul dramma dell’Olocausto e abbandonato in seguito all’uscita di Schindler’s List) e un adattamento del libro Supertoys Last All Summer Long (successivamente passato nelle mani di Steven Spielberg che ne realizzerà il lungometraggio A.I. Intelligenza artificiale), anche Il dottor Živago s’aggiunge alla lunga lista di progetti sfumati e ai quali il regista statunitense, ma naturalizzato britannico, dovette forzatamente rinunciare.

Coi suoi 13 lungometraggi in 46 anni di carriera, Stanley Kubrick non è certo stato tra i registi più prolifici della sua generazione. Il suo essere perfezionista ne ha indubbiamente segnato la produzione, rendendolo ciononostante uno dei più grandi maestri di cinema di sempre, come dimostrato dalla grandiosità delle sue opere.

Niccolò Ratto

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