Il libro un bene “non necessario”: la protesta dei librai in Francia

L’aggravarsi dei contagi da Covid-19 ha costretto Macron a dichiarare il lockdown nazionale su tutto il territorio francese. Chiudono anche le librerie, da sempre mercato redditizio per il paese, ma i librai non ci stanno e insorgono contro le restrizioni.  

E’ da sempre fonte d’ammirazione l’amore e la passione che i francesi hanno per il libro, non un semplice oggetto, ma una cura per lo spirito, un rifugio e una fonte d’evasione dalla realtà non sempre benevola. Il mercato dei libri in Francia continua a crescere e a far da traino sono soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni e le persone over 65, a cui si aggiunge anche la varietà di generi letti durante l’anno (in media un francese arriva a leggerne 6). Un dato molto interessante, sull’argomento, riguarda lo scorso anno. Ha fatto notizia che nel 2019 il libro più venduto sia stato “Asterix e la figlia di Vercingetorige”, trentottesimo albo dedicato al personaggio creato da René Goscinny e Albert Uderzo.  

Un milione e 573 mila copie vendute di “Asterix e la figlia di Vercingetorige”, in Italia edito da Panini Comics.

L’economia francese ringrazia (e quanto vorremmo che anche in Italia al libro venisse data la stessa importanza?), tuttavia le ultime restrizioni hanno deciso, con stupore di tutti, che il libro sia un bene “non necessario”. Le ire dei gestori di librerie non si sono fatte attendere come anche la solidarietà del popolo francese che, a due giorni dalla chiusura, ha fatto la fila sotto la pioggia per accaparrarsi qualche romanzo e combattere il confinement  con una buona lettura. 

Lo scatto, diventato virale, della fila davanti ad uno dei negozi della catena Furet du Nord

Un primo importante sostegno a favore della cultura è arrivato dagli editori che, unanimamente , hanno deciso di annullare tutti i premi letterari previsti e rimandarli al giorno in cui le saracinesche delle librerie si rialzeranno. Anche il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, è intervenuta sulla questione esortando a sostenere le piccole librerie che da questa decisione saranno sicuramente le più colpite: 

Non comprate su Amazon. Amazon è la morte delle nostre librerie e della nostra vita di quartiere. Comprate dal vostro libraio, potete ordinare e andare a ritirare il vostro libro.” 

Rincara la dose anche lo stesso governo francese che, passandosi una mano sulla coscienza, ha deciso di dare una mano alle librerie indipendenti addossandosi le spese di spedizione dei libri che verranno ordinati dai piccoli esercizi commerciali supportandoli tramite la vendita online.  

Pare assurdo che la cultura nel “Paese dei Lumi” sia definita bene non necessario e quanto ancora dovrà essere martoriata invece che sostenuta non ci è dato saperlo, fatto sta che così come il popolo francese si è dimostrato affamato di sapere aspettando sotto la pioggia il proprio compagno d’avventure, così tutti i popoli (italiano compreso) dovrebbero seguirne le orme, nutrendo l’anima ben prima che la pancia.  

                                                                                                           

Tiziana Panettieri 

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