Isgrò parla di Milano: “E’ una città incancellabile”

Emilio Isgrò, artista concettuale, pittore ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista, a ottantatre anni si è completamente cancellato, ma a lui va bene così, anzi, ne fa un vanto. “Ah, ma io mi sono in realtà auto cancellato. Mascherina? Ce l’ho. Guanti? Pure. Cancellazione d’artista. Esco di casa bardato così.”, sì perché Emilio Isgrò in questa pandemia cerca di trovare un lato positivo e parla ancora una volta della sua “cancellatura”.

In un periodo così difficile per gli artisti che in tutt’Italia, se non il tutto il mondo, si battono per far sì che il loro lavoro abbia il giusto spazio, Emilio Isgrò porta la sua ormai convalidata teoria della cancellatura per parlarci di questo grandissimo ostacolo per l’arte: il Covid.

“Dopo il virus ci sarà più arte e di qualità. Milano anche se chiude si risolleva. Voglio uomini sobri, in grigio. Le parole torneranno limpide”. Durante quello che è ormai il secondo lockdown, Isgrò si schiera contro i suoi colleghi del mondo dello spettacolo e dell’arte. Se da una parte Emma Dante difende a spada tratta la necessità di aiutare il mondo del cinema e del teatro, Emilio Isgrò pensa che di arte in giro ce ne sia anche troppa e che non corra nessun pericolo.

Strano punto di vista per un pittore con la sua esperienza, ma si sa, l’arte è intramontabile, e questo Isgrò ci tiene a chiarirlo. L’amore dell’artista per la città gioca un ruolo importante nelle sue affermazioni ed è un amore che parte da molto molto lontano, «Ne avevo 18 quando mi sono trasferito dalla Sicilia per frequentare la facoltà di Scienze Politiche all’università Cattolica, nel 1956. Ma ero un pessimo studente. Volevo diventare giornalista e ho scritto per tante testate, tra cui Il Giorno, negli anni di Gaetano Afeltra».

Milano è la sua città da 64 anni, ed è per questo che la descrive come una città incancellabile, lui che di cancellature ne ha saputo fare un’arte. Neanche un virus, né una pandemia globale potranno interferire con la suo lavoro.

Marta Frugoni

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