W.A.I.F. – Per i Diritti dell Donne

L’Officina d’Arte OutOut sin dalla sua costituzione si è subito prefissata come obiettivo di valorizzare la creatività e la Cultura quali elementi quotidiani per la miglioria della vita degli individui e in tale direzione è andata progettando opere culturali prodotte con l’affiancamento di figure professionali di altissimo livello: basti pensare al coinvolgimento di Pupi Avati, Giobbe Covatta, Maurizio Nichetti, Dario Argento, Denny Mendez, Neri Marcoré e diverse altre personalità del mondo dello Spettacolo e dell’Arte. Proprio partendo da tale presupposto si è deciso di sviluppare un Progetto che evidenziasse come l’affrontare tematiche legate all’universo donna potesse, nel XXV° anniversario della Dichiarazione di Pechino, nuovamente focalizzare l’attenzione su come l’uguaglianza tra uomo e donna sia una condizione necessaria per la giustizia sociale, lo sviluppo sostenibile, la crescita territoriale e di Cultura.

Essere Donna nel 2020, per assurdo che possa sembrare, vuole ancora dire combattere per l’emancipazione, per un miglioramento della condizione di vita, per il raggiungimento delle pari opportunità, per debellare una violenza domestica e non solo, per trasformare, semplificando il concetto, i Diritti delle Donne in Diritti Umani. Questo è quello che si prefigge dal punto di vista culturale, promozionale del territorio e sociale a difesa dell’abbattimento delle discriminazioni, il Women’s Independent Art Festival.

Le caratteristiche del Women’s Independent Art Festival rispetteranno tre logiche: politica, nella misura in cui il Festival diviene oggetto di scambio interculturale sul territorio e vetrina per tutte quelle produzioni incentrate sull’universo femminile; artistica, nella comunicazione di espressioni cinematografiche estranee al nostro abitudinario target di riferimento; produttiva, in quanto capace di coinvolgere nello specifico progetti, stimoli e idee fluenti dal territorio.

Un Progetto così strutturato mostra già di per sé le enormi potenzialità di crescita capaci di flettersi sul territorio, implementando uno sviluppo del valore sociale e fornendo continuità a quel processo in fieri che altro non è che evidenziare come i Diritti delle Donne altro non sono che Diritti Umani. Sapere che esiste un Festival dedicato all’universo femminile è una ricchezza per il conoscere, per la scoperta, ma soprattutto per il Territorio che si fa Osservatore/Bambino, impaziente e meravigliato come solo un Bambino con il proprio essere enigma luminoso, sa esserlo.

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