500 Chicche di Riso: il nuovo libro di Alessandro Pagani

di Beatrice Andreani

500 chicche di riso-OutOutMagazine (1).jpg

In 500 Chicche di Riso il Pagani, si mette nel solco dei Bartezzaghi e dei Campanile, passando per Woody Allen (la numero 499 avrebbe potuto scriverla tranquillamente lui)”. È la prefazione di Cristiano Militello ad introdurre la raccolta di battute scritte da Alessandro Pagani (96, Rue de-La Fontaine Edizioni), citando dapprima Victor Hugo (“È dall’ironia che comincia la libertà”), e poi aggiungendo, in sintonia con il tono sarcastico del volume, che “uno che si chiama Pagani si rivolga a uno che si chiama Cristiano”.

Si tratta per Pagani del quarto libro edito dopo “Io Mi Libro”, dal contenuto non del tutto differente da “500 Chicche di Riso”. A differenza del precedente lavoro, in questa nuova raccolta ci sono giochi di parole anche in altre lingue e una ventina di illustrazioni in bianco e in nero firmate da M. Zatini che accompagnano le battute pensate con leggerezza ed ironia dall’autore che Cristiano Militello definisce come una “valanga di freddure con predilezione per il calembour, anzi, ad essere precisi, per i metaplasmi, le metatassi e i metasememi”.

Eccone qualcuna:

Tre maratoneti.

«Quanto manca all’arrivo?»

«Ancora un po’ dista»

E ancora: «Scoperto vaccino contro gli effetti del vaccino. È un vaccino»

Oppure:

«Allora, quando sarà pronta la diga?»

«Tra un mese circa»

«Mi raccomando ingegnere, non faccia passare troppa acqua sotto i ponti».

Insomma, si tratta di una lettura piacevole e disimpegnata che porta il timbro ben identificabile di uno scrittore nettamente legato al senso dello humor: “Il Pagani”, continua Militello, “è un umorista, portatore sano di sorrisi e per questo, come il sottoscritto, a pieno titolo impegnato nel sociale. Come poter definire altrimenti, visti i tempi grami che viviamo, chi riesce a distogliere un lettore, un ascoltatore, uno spettatore dai problemi e dai brutti pensieri?”

Rispondi