Captive State: la razza umana contro gli alieni e oltre le differenze

di Valerio Serafini

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Il 28 marzo arriverà nelle sale italiane Captive State, l’ultimo lavoro di Rupert Wyatt, il regista di Prison Escape (2008) e del maggiormente conosciuto L’alba del pianeta delle scimmie (2011). La pellicola ha come protagonisti gli attori John Goodman, Ashton Sanders (l’attore rivelazione di Moonlight di Barry Jenkins), Vera Farmiga e il rapper e attore statunitense Machine Gun Kelly.

Captive State racconta la vita degli abitanti del pianeta Terra, e in particolare di quelli della città di Chicago, dieci anni dopo un’invasione aliena. Gli invasori extraterrestri sono rapidamente saliti al potere e hanno costretto la popolazione umana a schierarsi con loro o contro di loro. A tenere a bada le file dei ribelli troviamo il personaggio interpretato da John Goodman, cioè il capo della sicurezza William Mulligan, mentre contro di lui si battono i ribelli capitanati da Patrick Ellison (James Ransone).

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Un cast imperdibile e uno scenario accattivante, quale è la Chicago proposta da Rupert Wyatt, sono i punti di forza di Captive State. Inoltre, questa pellicola, consistente in una commistione dei

 generi spy e sci-fi, vanta anche una forte connotazione politica, che la rende ancora più appetibile agli occhi dello spettatore amante dei suddetti generi.

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