di Lorenzo Bagnato

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Sono passati 8 anni dall’uscita al cinema di Benvenuto Presidente, la commedia di satira politica che fece un certo scalpore per l’irriverenza con cui trattava le istituzioni italiane. In quel film Giuseppe Garibaldi (Claudio Bisio), contadino omonimo del grande eroe nazionale, divenne per caso Presidente della Repubblica, riuscendo nell’insperato compito di portare avanti il paese attraverso la sua onestà e semplicità.

Oggi, 8 anni più tardi, il vento è cambiato. Questa volta Garibaldi diviene Presidente del Consiglio e, come nel primo film, gli sceneggiatori hanno portato una satira tagliente e diretta verso l’attuale governo ed opposizione. I ministri ed onorevoli caricaturati su schermo sono tutti riconducibili a personaggi reali; ma è importante capire quanto Bentornato Presidente non salvi nessuno.

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Volevamo fare sana satira su questo periodo storico in cui si tende a stare solo da una parte o dall’altra della barricata.”, rivela il produttore Nicola Giuliano; “ E’ stata una grande occasione per sdrammatizzare un po’” proseguono i registi Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, “il nostro è un selfie della situazione attuale.”.

Bentornato Presidente rappresenta dunque una maturazione rispetto agli standard cui la commedia italiana ci aveva abituati. Niente più volgarità gratuite (anche se ogni tanto il film scivola brevemente nello squallido), sostituite da satira intelligente e ben strutturata. Gli sceneggiatori sono stati in grado di scovare il punto debole di ogni membro dell’attuale classe dirigente, infierendo brutalmente e senza rimorsi. Sembra quasi che abbiano voluto provocare una reazione quanto più violenta nei politici attuali, che sicuramente avranno qualche cosa da ridire sulle scelte della pellicola.

Anche tecnicamente il film fa un’ottima figura. Certo, non mancano scavalcamenti di campo ed altri piccole incertezze di montaggio, ma il tutto è più che compensato da alcuni accordi tra inquadrature e da certi movimenti di macchina molto ingegnosi e gradevoli alla vista.

Bentornato Presidente, in sostanza, è un film che fa ridere e fa riflettere, e certamente raggiunge lo scopo che si prefissava sin dall’inizio: sdrammatizzare.

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