di Roberta Maciocci

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Le colonne sonore dei primi tre decenni del ‘900 sono ad oggi considerate grandi capolavori. Basti pensare ad Over the Rainbow, interpretata da Judy Garland in Il Mago di Oz (1939), di Harold Arlen e Yip Harburg, oppure la colonna sonora di Via col vento, sempre del 1939 ad opera di Max Steiner. Indimenticabili e suggestive, considerando che in quel periodo oltretutto Hollywood produceva mezzo migliaio circa di pellicole all’anno.

Senza elencarne alcune col rischio di far torto ad altre, di seguito qualche curiosità sull’avvento del sonoro nei film, più tecniche ma interessanti.

Contemporaneamente all’innovazione del colore – rappresentata dalla pellicola pancromatica – si svilupparono le prime tecniche del sonoro nel cinema: già infatti nel 1923, la pellicola 35mm fu dotata di suono, grazie all’invenzione di Lee DeForest, il Phonofilm. Le onde sonore erano inserite su una striscia a lato del fotogramma.

Vittorie sonore e conquiste 2jpg.jpgLe svolte ulteriori e decisive furono rappresentate però da altri brevetti, realizzati dalle aziende americane leader per tecnologia dell’epoca. Il Vitaphone, ad esempio, invenzione della Western Electric: fu utilizzato come metodo innovativo di registrazione da parte dei fratelli Warner, per la prima volta, il 6 agosto del 1926.

Altro sistema era il Movietone, utilizzato invece dalla Fox Film Corporation a partire dal 1927. Anche la RCA, sempre nel 1927, produsse un sistema di riproduzione a pellicola sonora, chiamato Photophone: tuttavia, a seguire dell’accordo sempre dello stesso anno tra le cinque principali case cinematografiche, fu il Vitaphone della Western Electric ad essere scelto quale sistema principe per la sonorizzazione. Va ricordato, anche se noto ai più, che il primo film sonoro fu proiettato il 6 ottobre del 1927, ed è Il cantante di jazz di Alan Crosland, e interpretato da Al Jolson.  

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