Il professore e il pazzo: il fascino di una storia infinita

di Serena Valente

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P.B sherman porta sullo schermo una delle più affascinanti storie della lingua inglese: la creazione dell’Oxford English Dictionary. Il profesore e il pazzo, questo il nome italiano del film, vede alternarsi due attori di importante calibro come Mel Gibson e il due volte premio Oscar Sean Penn.

Gibson interpreta il professor James Murray che diede vita al progetto nel 1857, aiutato da una piccola squadra di professori, ma aiutato soprattutto dalla partecipazione di un volontario, il Dr. Minor (Sean Penn), paziente americano di un ospedale psichiatrico.

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La fotografia di Kasper Tuxen racconta lo sviluppo dell’Inghilterra di quei anni, e descrive la situazione mentale dei personaggi con importanti giochi di luce: la pazzia, la paranoia, il caos sono rappresentati da scene buie, mentre la sanità mentale, e soprattutto il perdono, sono luce. Queste sono le caratteristiche dei personaggi, interpretati alla perfezione dagli attori: Sean Penn incanta lo spettatore allo schermo, dimostrando la sua abilità nell’interpretare panni sempre diversi in modo sublime.

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A dirigere però i grandi attori e la fotografia è Sherman, che guida la pellicola in modo elegante, raccontando una storia passata ma tutt’ora presente: l’evoluzione delle parole è ancora in atto, e lo sarà finché ci sarà crescita. Questo aspetto è molto marcato nel film, riuscendo ad essere contemporaneo anche se ambientato in un secolo passato. I dialoghi, ma soprattutto i silenzi degli attori, comunicano un mondo di conoscenza indispensabile all’umanità, creato da due uomini completamente diversi tra loro ad un primo impatto, ma simili nell’animo e nella loro grandezza.

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