di Francesco Amato

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Sono passati dieci anni dalla nascita del Marvel Cinematic Universe e dal primo film dedicato ad Iron Man, la casa delle idee ce ne ha fatte vedere di ogni. Abbiamo visto film sugli eroi più amati e conosciuti (Captain America, Thor) e film su eroi meno conosciuti, ma che sono entrati nel cuore di milioni di fan (Guardiani della Galassia, Ant-Man).

Per completare il quadro, mancava solo un film con protagonista femminile, cavalcando il femminismo che in questi tempi dilaga per Hollywood. La Dc aveva anticipato le mosse della Marvel, realizzando un film stand alone su Wonder Woman, ma con scarsi risultati. La Disney quindi, decide di lanciare una bomba, mostrando nel finale di Avengers: Infinity War un grido disperato di Nick Fury a Captain Marvel, eroina tanto sconosciuta quanto potente, dandole immediatamente un’importanza enorme per il futuro del franchise. E così, un anno dopo, ecco che Captain Marvel arriva nelle sale.

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Il film è diretto da Ryan Fleck e Anna Boden (prima donna alla regia di un film Marvel) e vede come protagonisti Brie Larson (nel ruolo di Captain Marvel), Samuel L. Jackson (che riprende il personaggio di Nick Fury) e Jude Law.

Il film si basa totalmente sulla caratterizzazione di Carol Denvers/Captain Marvel, un’eroina potentissima ma con un passato oscuro, che deve affrontare mille difficoltà per emergere e mostrare al mondo se stessa. Ci viene mostrata un’eroina che non ha paura di mostrare la sua forza, tanto bella e sensuale quanto dura e spietata. I registi sono riusciti a parlare della questione di genere, senza mai sfociare nei classici stereotipi di questi tempi.

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La struttura classica utilizzata per questo film, con una divisione netta dei tre atti, semplifica la conoscenza di quest’eroina per lo spettatore, che non verrà annoiato da una durata estrema (che fu uno dei problemi di Infinity War). Una menzione d’onore non può che andare alla coppia Captain Marvel/Nick Fury. Brie Larson e Samuel L. Jackson sembrano una coppia perfetta, affiatata e dissacrante. Le scene che li vedono protagonisti funzionano perfettamente, con una comicità ben calibrata e un affiatamento davvero convincente. Nel film vediamo un Nick Fury più giovane (il film è ambientato nel 1995), ancora ignaro delle minacce spaziali che vedrà negli anni successivi, e quindi decisamente più ironico rispetto a quello che siamo stati abituati a conoscere.

In breve, Captain Marvel è un film ben fatto e godibile, con una regia che non impressiona ma funziona, una scrittura semplice e lineare e dei personaggi interessanti e divertenti, che faranno felici i fan di tutto il mondo, in attesa del grande finale che sarà Avengers: Endgame.

2 pensieri riguardo “Captain Marvel: il primo film al femminile del Marvel Cinematic Universe

  1. Principalmente come Cinecomic. Il lavoro non è niente male e forse in America si sta arrivando ad una assuefaziine per sovraproduzione che qui non si è ancora manifestata.

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