L’amicizia ha due facce

di Agostino Casaretto

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Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io. Una frase emblematica che dovrebbe essere usata come incipit della commedia che abbiamo visto ieri sera al teatro Quirino di Roma.

In un teatro giustamente colmo, vista l’occasione della prima,  si è rappresentata, sul palcoscenico la catarsi di una situazione paradossale che riesce a distruggere l’amicizia fra sette persone che, fino al momento dei fatti che accadono, sembrava inattaccabile. Una commedia del genio di Vahè Katchà che accompagna gli spettatori, col suo umorismo nero, portandoli fino alla fine della commedia in una atmosfera ansiosa e divertita grazie alle battute che i sapienti  attori, tutti bravissimi, riescono a comunicare allo spettatore. La storia, ambientata durante la seconda guerra mondiale, tratta di una occasione di incontro fra sette amici che si  riuniscono per festeggiare il compleanno della padrona di casa.

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Durante la cena, sotto casa di questa signora accade che due ufficiali tedeschi vengano assassinati per mano di un partigiano quindi l’avvenimento porta il comandante delle SS in casa della signora per una ispezione e per comunicare che saranno fucilati venti ostaggi tra i presenti nel palazzo in quel momento, ed essendo il palazzo composto da dieci appartamenti saranno prelevate due persone ad appartamento. L’unico favore che il comandante può fare ai signori presenti alla festa è quello di far scegliere a loro i due che saranno prelevati. Naturalmente non vogliamo continuare il racconto di questa commedia, veramente da non perdere, perché non vogliamo rovinarvi l’atmosfera  e tutto quello che si crea per colpa di quell’accaduto.

Gli attori  eccezionali che agiscono in questa commedia sono Silvia Siravo, Marianella Bargilli, Ruben Rigillo, Ralph Palka, Francesco Bonomo, Emanuele Salce, Gianluca Ramazzotti, Maurizio Donadoni. La regia è curata da Julen Sibre e Virginia Acqua. Elaborazione drammaturgica di Julen Sibre e Vincenzo Cerami per la versione italiana. Scene Carlo De Marino, i costumi di Francesca Brunori. Vi consigliamo caldamente di andare a vedere questa commedia che durante le due ore di spettacolo, compreso intervallo, vi farà veramente riflettere sull’amicizia che in un attimo può trasformarsi a causa della povertà umana in un disastro e contemporaneamente vi farà passare una serata piacevole come non sempre si ha andando a teatro. Vi ricordiamo inoltre che la commedia, che è stata tra i maggiori successi delle ultime 5 stagioni parigine, rimarrà in scena fino al 3 marzo.

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