Dopo duecento anni la collezione di Horace Walpole ritorna a casa

di Lorenzo Bagnato

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La figura di Horace Walpole sembra calzare particolarmente a pennello ad un film di Orson Welles. Potremmo dire, senza il timore di un paragone azzardato, che egli fu il Charles Foster Kane del XVIII secolo. Figlio di Robert Walpole, figura centrale nella politica inglese di inizio ‘700, passò la sua vita a girare il mondo per trasformare la sua villa di Strawberry Hill nel castello più bello d’Europa; collezionando quadri, statue, artefatti storici ed altri meravigliosi reperti.

I suoi viaggi gli furono da principale fonte di ispirazione per opere letterarie da antologia, che segnarono un passaggio fondamentale nella storia della letteratura inglese. A lui è attribuita la paternità del genere gotico, che fece nascere con il suo capolavoro Il Castello di Otranto. Ma non solo. Horace Walpole fu anche autore di un lungo epistolario contenente riflessioni di carattere storico, politico, artistico a cui dovette la fama di grande scrittore.

Mecenate delle arti, non fu tanto fortunato in ambito familiare. Morì nel 1797 senza lasciare eredi, e tutte le opere che aveva raccolto in vita furono sparse per il mondo dopo un’asta nel 1842.

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Ma oggi, grazie al brillante lavoro di Silvia Davoli, search curator a Strawberry Hill, è possibile ammirare nuovamente la collezione del Walpole. Dopo una lunga ed estenuante ricerca, infatti, la Davoli ha rintracciato quasi tutte le opere dello scrittore, convincendo i rispettivi proprietari a prestarle per una grande mostra nella stessa villa di Strawberry Hill, ristrutturata nel 2015.

Il quadro più importante, Portrait of the Ladies Waldegrave di Joshua Reynolds, ritratto delle tre nipoti di Walpole, è tornato nella sala per la quale era stato dipinto nel 1781 dal fondatore della Royal Academy. Troneggia nella sala anche una maestosa aquila romana del primo secolo DC, amatissima da Walpole e ammiratissima dai collezionisti, unico oggetto del genere in mani private, faticosamente strappato ai proprietari per qualche mese.

Nella splendida biblioteca è tornato il Salterio del Cinquecento, un libro dei salmi illuminato per il quale Walpole aveva creato una scatola con gli stemmi di tutti i proprietari precedenti. Sempre in biblioteca c’è l’orologio che Enrico VIII aveva regalato a Anna Bolena il giorno del matrimonio nel 1532, mentre in un corridoio c’è il cappello rosso del Cardinale Wolsey.

Ogni sala è una stanza delle meraviglie.

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