E’ al cinema il nuovo film di Diederick Van Rooijen: L’esorcismo di Hannah Grace

di Beatrice Andreani

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Megan Reed (Shay Mitchell) è un’ex agente della polizia che viene assunta in un obitorio per dei lavori notturni. Tuttavia soffre d’ansia e ha una farmacodipendenza da benzodiazepine. Tutto ciò, associato alle frequenti allucinazioni visive di cui soffre, è la conseguenza di un incidente particolarmente traumatico accadutole mentre prestava servizio e che, inevitabilmente, l’ha cambiata.

Una donna legata ad un letto, spasmi, urla demoniache e sacerdoti che recitano preghiere di liberazione per l’indemoniata…è una delle scene di apertura del film prodotto e distribuito dalla Sony e diretto da Diederick Van Rooijen: L’esorcismo di Hannah Grace.

La pellicola ricorda senza dubbio il lavoro di William Friedkin, uscito nel 1973, dal titolo L’Esorcista e tanta altra filmografia horror legata a temi di questa natura. Nulla di particolarmente nuovo, quindi, dal punto di vista della trama e in relazione ai vari stereotipi legati al genere, tuttavia non si può definire certamente deludente stilisticamente parlando. La costruzione cupa e movimentata della fotografia e della narrazione è quella che ci si aspetta di vedere nell’economia totale del film.

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Hannah Grace ci viene presentata già da subito: la ragazza posseduta porta il suo nome in questa nuova versione cinematografica di una storia già vista. Tuttavia, a fare da protagonista, c’è Megan Reed e assieme a lei, a dare una tinta in parte differente, c’è la costruzione di un setting particolarmente claustrofobico e la modalità stessa con cui Hannah Grace e Megan Reed entrano in contatto: l’una da morta e l’altra da viva, ma entrambe costrette (ciascuna per i propri motivi) in un obitorio. Il cadavere della ragazza nasconde, ovviamente, qualcosa di misterioso e angosciante.

Nelle sale dal 31 gennaio.

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