Palazzo dei Diamanti, lavori bloccati

di Beatrice Andreani

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“Le notizie che arrivano da Ferrara e che riguardano lo stop all’ampliamento di Palazzo dei Diamanti costituiscono un precedente pericoloso, oltre che antistorico e anti-contemporaneo. Per questo l’Ordine degli Architetti di Roma, a difesa dei suoi iscritti e dell’intera categoria, ha deciso di prendere posizione rispetto alla risoluzione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che di fatto blocca il progetto, scavalcando la Soprintendenza e bypassando le regole”.

Per gli architetti “non è ammissibile che i vincitori di procedure trasparenti, dopo aver impegnato tempo e risorse nell’elaborazione dei progetti, si vedano privati dalla possibilità di esercitare. Del resto non è la prima volta che gli architetti sono protagonisti di simili spiacevoli vicende”.

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La situazione creatasi successivamente all’interruzione ufficiale del termine previsto per dare il via all’imponente progetto di riqualificazione della struttura del Palazzo dei Diamanti, per decisione del Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, ha visto protagoniste diverse proteste da parte dell’Ordine degli Architetti di Roma.

L’Ordine, infatti, ha fatto appello al Ministro Bonisoli, cercando di trovare un punto di incontro per non vanificare il lavoro e gli sforzi portati avanti dai professionisti del settore per rendere credibili e nel maggior modo possibile limpide tutte le procedure del caso, puntando, oltretutto, sulla diffusione e sulla conoscenza delle modalità di progettazione del concorso, che al momento è diviso in due fasi.

L’iniziativa è stata supportata dalla Fondazione Cavallini-Sgarbi. Il critico d’arte ha presentato un’interpellanza al Ministro che, successivamente, ha bloccato il progetto. Sgarbi ha dichiarato: “Non c’è un vincitore, né uno sconfitto. Vincere un concorso non significa realizzarlo automaticamente. Questo Palazzo Diamanti è un progetto impossibile. La vittoria dell’Italia della tutela”.

A replicare è Chiara Tonelli, Prof.ssa universitaria e Consigliere dell’Ordine degli Architetti: “Siamo in un Paese, culla dell’architettura mondiale, in cui si è intervenuti nel corso delle epoche per sovrapposizione di stili: oggi invece sul contemporaneo non si riesce ad andare avanti” e aggiunge: “Oggi la credibilità dello strumento del concorso di progettazione viene minato in quanto sottoposto a un veto; perché il codice degli appalti continua a proporre questa procedura se poi regolarmente viene bloccata? Di concorsi vinti e mai eseguiti ne è piena la storia italiana recente”.

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