di Agostino Casaretto

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Uno dei più grandi filosofi contemporanei, premio Nobel per la letteratura nel 1950, profeta della vita creativa e razionale, delle correnti filosofiche del razionalismo, dell’antiteismo e del neopositivismo, autorevole esponente del movimento pacifista, un uomo che diede il maggior contributo alla  filosofia del linguaggio con la Teoria delle descrizioni.

Un uomo che, con i suoi altri mille pensieri filosofici, ha contribuito ad aprire le menti delle persone, ci ha lasciato un decalogo risalente al 1951, pubblicato sul New York Times, che, anche a distanza di tanti anni, può essere considerato attualissimo e potrebbe aiutarci a superare i momenti bui. Bertrand Russell ci elenca le sue panacee per cercare di vivere meglio indipendentemente dalle proprie idee politiche.

  • Non sentirti assolutamente certo di nulla.
  • Non pensare che sia meritevole convincere qualcuno nascondendo elementi della verità, perché questi elementi verranno sicuramente fuori.
  • Non cercare mai di scoraggiare il pensiero, perché ci riuscirai di sicuro
  • Quando incontri resistenza, anche se dovesse essere quella del marito o dei figli, sforzati di superarla attraverso le tue argomentazioni e non d’autorità, Perché una vittoria che dipende dall’autorità è fittizia e illusoria.
  • Non avere alcun rispetto per l’autorità degli altri, perché ci sono sempre autorità contrarie in

giro.

  • Non usare il potere per sopprimere opinioni che, secondo te, sono pericolose. Perché se lo fai queste opinioni sopprimeranno te.
  • Non avere paura di essere eccentrico nel tuo pensiero, perché ogni pensiero che oggi è accettato come normale una volta fu eccentrico.
  • Trova più piacere nel dissenso intelligente che nell’accordo passivo, perché, se per te l’intelligenza ha valore (come dovrebbe), il primo implica un ragionamento più profondo del secondo.
  • Cerca di dire sempre la verità, in modo sincero, anche quando è scomoda. Perché diventa più scomoda quando si cerca di nasconderla.
  • Non provare invidia della felicità di chi vive nel mondo dei sogni, perché solo uno stupido potrebbe pensare che si tratti di felicità.

Una bronchite nel 1970 ci portò via un grande filosofo che era nato nel 1872 e che ci fa concludere questo articolo con un suo pensiero magnifico:

La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di se mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.

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