di Francesco Amato

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Quando nel 2015 venne annunciata l’uscita di Creed- nato per combattere, spin-off della saga del mitico Rocky Balboa, la notizia fece il giro del mondo in pochissimo tempo, facendo discutere i fan della saga sull’utilità di questa pellicola.

Alla sua uscita però, il film riuscì a convincere gran parte del pubblico e della critica, presentando un nuovo personaggio, Adonis Creed, figlio dell’indimenticabile Apollo, pugile talentuoso che verrà allenato dallo stesso Rocky per tentare di conquistare il titolo mondiale. Dopo il buon successo del primo film quindi, la produzione non ebbe alcun dubbio nel far partire immediatamente la lavorazione di un sequel. Ecco quindi che, a quattro anni di distanza, arriva nelle sale di tutto il mondo Creed II.

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Mentre Rocky (sempre interpretato da Sylvester Stallone) e Adonis Creed (Michael B. Jordan) continuano ad allenarsi insieme per poter ambire al titolo di campione del mondo. Tutto sembra procedere secondo i piani, fin quando una vecchia conoscenza torna in America per lanciare l’ennesima sfida a Rocky. Ivan Drago, dopo aver perso il rispetto dei suoi connazionali, di sua moglie e di tutti i suoi vecchi fan, ha infatti trasformato suo figlio Victor in un pugile tanto forte quanto spietato, che dovrà sfidare Adonis per il titolo mondiale.

Nonostante la trama di ogni film della saga di Rocky (e ormai anche di Adonis) sia fondamentalmente la stessa, il regista Steven Caple Jr. riesce a dare un tocco di novità a Creed II.

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Se il continuo riferimento ai film precedenti potrebbe sembrare stucchevole, in realtà è la forza di questo film. La rabbia di Adonis, che vuole vendicare suo padre, morto proprio nel match contro Ivan Drago, diventa la rabbia dello spettatore, che viene caricato emotivamente per tutto il film, fino allo scontro finale. Tutti i personaggi sono ben scritti e carismatici. Lo scontro (ormai solo verbale) tra Rocky e Drago risulta ancora accattivante, ogni parola sembra un pugno, e il passare del tempo non ha di certo calmato gli animi. Sylvester Stallone e Dolph Lundgren, non certo due grandi attori drammatici, sono stati bravi a rendere i loro personaggi ancora forti e carismatici come un tempo.

Anche il giovane Adonis però non delude, se già nel primo capitolo ci era stato presentato un personaggio semplice ma molto interessante, qui lo troviamo cresciuto ed in continua lotta tra il buon senso che possiede e la rabbia per la morte del padre, che rischia però di fargli perdere la testa.

Nonostante molti pregi, il film non è però perfetto. Se Steven Caple jr. è stato bravo nella gestione degli attori, non è riuscito però a mantenere il livello registico del primo capitolo, diretto da Ryan Coogler. La regia di Caple è infatti fiacca e poco adrenalinica, non riuscendo ad esaltare i momenti più importanti, come il match finale. Anche le sequenze dialogate non brillano per bellezza visiva, con una regia molto banale e poco interessante. La regia è comunque buona per un film di questo, ma un tocco registico più marcato avrebbe sicuramente giovato.

Creed II è comunque un film bello e interessante, che tutti i fan dei vecchi film di Rocky ameranno, ma che farò emozionare anche chi si è avvicinato alla saga solo negli ultimi anni.

6 pensieri riguardo “CREED II: il ritorno di Ivan Drago

  1. Bella recensione! Il film molto bello, soprattutto gestito bene il rapporto tra la pellicola e Rocky IV. Se ti va dai un’occhiata alla nostra recensione di Creed II sul nostro sito e lascia like.

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