di Lorenzo Bagnato

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Il 2019 è partito con il piede sbagliato. Dopo un 2018 pieno di sorprese del cinema nostrano come Dogman, Lazzaro Felice, Capri-Revolution, The End? L’inferno fuori e molte altre, l’anno nuovo inizia con un’altra commedia insulsa, di quelle che hanno caratterizzato il cinema italiano dell’ultimo quarto di secolo.

Con L’agenzia dei bugiardi, inoltre, riaffiora anche la tendenza di realizzare remake di commedie francesi, anch’esse deleterie per la cinematografia d’oltralpe che è piano piano andata deteriorandosi negli ultimi decenni. Questa volta dietro la macchina da presa troviamo Volfango de Biasi, regista di noti cinepanettoni come Un Natale stupefacente, Natale col boss e Natale a Londra; che si cimenta in questa fallimentare impresa con attori di chiaro stampo hollywoodiano quali Giampaolo Morelli, Paolo Ruffini e Massimo Ghini.

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La trama ruota intorno alla solita “commedia ad equivoci”: Fred, Diego e Paolo sono proprietari di un’agenzia fornitrice di alibi con cui si guadagnano da vivere. Fred, per ironia della sorte, si innamora di Clio (Alessandra Mastronardi); paladina della verità, il cui padre è un cliente della stessa agenzia in cui lavorano i tre amici. Fred, quindi, dovrà decidere se mantenere il cliente oppure la relazione con Clio.

Al di là dell’aspetto tecnico, alla cui prevedibile sciattezza e mediocrità siamo ormai tristemente abituati, ciò che veramente stanca di queste commedie è la sceneggiatura. Banale, piatta, noiosa e, soprattutto, per nulla divertente. La stessa premessa di un’”agenzia di alibi” non è resa abbastanza realisticamente all’interno del film, facendo così crollare le fondamenta alla sospensione dell’incredulità e lasciando un senso di irrisolto ed irrealistico. Ma in generale l’intera opera è sostenuta da situazioni sempre più assurde e decisamente poco comiche.

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In sostanza, la visione de L’agenzia dei bugiardi è vivamente sconsigliata a chiunque, specialmente a chi tenga un minimo per la salvezza del cinema italiano che film come questo tendono sempre più ad affossare.

Un pensiero riguardo “L’agenzia dei bugiardi: l’ennesimo fallimento del cinema italiano

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