Quante cose nasconde uno specchio?

di Agostino Casaretto

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Cosa succede quando un uomo decide di guardarsi per la prima  e l’ultima volta in uno specchio poco prima di morire? Ce lo  mostra, con una interpretazione perfetta, sul palcoscenico del Teatro Palladium a Roma, Edoardo Siravo, coadiuvato da Stefania Barca e da Monica Bonomi, nella trasposizione teatrale dei Sillabari di Goffredo Parise, ideata e progettata da Roberto Traverso e Lorenzo Loris. Questa pièce teatrale Amori, ingenuità, poesia, sogno (Sillabari), ci mostra  un uomo che facendosi coinvolgere dalle emozioni e dai ricordi, ispirati anche dalla musica, ripercorre

alcuni ricordi della propria vita che mettono in discussione quelle convinzioni che, al contrario, erano state fondamentali nella sua vita. Un evento culturale che grazie alla elaborazione fatta da Roberto Traverso e Lorenzo Loris della poesia del capolavoro di Goffredo Parise comunica allo spettatore la voglia di riflessione sull’esistenza, sulla umanità e sui sentimenti.

edoardo siravo foto1.pngEdoardo Siravo riesce, con la sua bravura collaudata da anni di splendide interpretazioni, a vestire perfettamente i panni di questo uomo che percorre questo viaggio nella reviviscenza con l’aiuto di due buffi personaggi che lo tampinano, con dovizia interpretativa, durante tutta la commedia. L’occasione di ridare, con questa elaborazione, a Goffredo Parise la sua giusta collocazione di scrittore eclettico e sensibile ci è parsa appropriata. La scenografia scarna ed essenziale contribuisce a creare il clima giusto per far si che lo spettatore sia coinvolto nel gelo della scena finale. Lo spettacolo sarà in scena fino a domenica 11 gennaio.

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