La sindrome di Stendhal: la sindrome dell’arte

di Serena Valente

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Capita, da turista, di visitare luoghi celebri e colmi d’arte, e di sentirsi pervasi ed affascinati davanti a tanta bellezza. Per alcuni, però, le sensazioni che suscita la maestosità dell’arte sono differenti: tachicardia, giramenti di testa e vertigini sono alcuni dei sintomi della sindrome di Stendhal.

Nel 1817, durante un tour nelle più famose città italiane, lo scrittore Stendhal arriva alla basilica di Santa croce a Firenze. Uscito dalla cattedrale comincia però a manifestare tutti i sintomi di questa sindrome, annotandoli nel suo diario di bordo: “Ero gunto a quel livello di emozione, dove si incontrano le sensazioni celestiali delle arti e i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un tuffo al cuore,la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di avere un tuffo al cuore.” Dopo di lui anche altri turisti sono stati ricoverati dopo visite a monumenti o musei. Gli psichiatri hanno definito la sindrome come “il malessere del viaggiatore di fronte alla grandezza dell’arte”.

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In quale altro paese, dopo una visita alle città più famose, si può avere un crollo emotivo dovuto alla maestosità dell’arte, se non in Italia?

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