di Laura Pozzi

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Tra le tante curiosità che ruotano intorno al nuovo campione d’incassi Aquaman, spicca senza dubbio quella inerente al suo stravagante protagonista e al modo discutibile, ma vincente di aver plasmato a propria immagine e somiglianza il novello supereroe.

Jason Momoa, nome fino a poco tempo fa sconosciuto nel panorama cinematografico mondiale ha completamente aderito all’estetica metal, trasformando le gesta di Aquaman in un film su un eroe metallaro. L’evoluzione con capello alla moda iniziata in Baywatch, proseguita con dread e barbetta in Battaglia per la terra, ha raggiunto il suo apice in Khal Orogo dove ha cominciato a prendere forma il suo personaggio/persona. Dopo l’apparizione ne Il trono di spade e il remake di Conan il Barbaro ecco che l’altissimo, grossissimo, barbuto e capellone Momoa ha imposto il suo potente look ad Aquaman, modificando in un batter d’occhio i tratti fini e delicati presenti nel fumetto (capigliatura bionda e faccia nobile) a favore di un’estetica dura e incisiva che non ammette repliche.

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Nessun altro attore di blockbuster era riuscito fino ad ora ad influenzare in modo così netto l’identità di un personaggio. Aquaman al cinema è a tutti gli effetti il primo supereroe metal, ma non solo nell’aspetto quanto nel carattere e nel mettere in pratica la sua personalissima filosofia di vita. Un vero anarchico con predilezione per risse, birra a fiumi e donne, ma comunque dotato di una certa onesta intellettuale. Tutte cose che sembrano accomunarlo a Momoa e alla leggenda metropolitana datata 2009 in cui durante una rissa riuscì a provocarsi uno sfregio in faccia con un boccale di birra. Rissa come passione e passatempo, non come prodotto di veleno o cattiveria. Aleggia il sospetto che nella vita reale Momoa non sia nient’altro che un personaggio costruito a tavolino in cui fattezze, abbigliamento e modo di fare siano frutto di un character designer facilmente adattabile ad un cinefumetto.

E i risultati al botteghino sembrano dargli ragione, Aquaman si presenta come un’avventura metal piena di mitologia fantasy, di viaggi, di donne e risse, tutto improntato sul valore della forza.  Ma a differenza  di Thor eroe Marvel dai contrasti e dal mondo più o meno simile l’Aquaman di Momoa possiede una frivolezza e un disinteresse per il dovere che lo pongono al suo opposto. Aquaman non vuole altro che tornare al pub e condurre una vita semplice incentrata su piacere e nessun obbligo. E per Momoa non può essere che un piacere assecondarlo.

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