Il Saggiatore ripropone le opere di Bianciardi con Il cattivo profeta

di Agostino Casaretto

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Tra le tante punte di diamante, del panorama letterario del secondo Novecento, c’è sicuramente l’eclettico scrittore, saggista, giornalista, traduttore e critico televisivo Luciano Bianciardi, che fece parte del fermento culturale italiano del dopoguerra.

Nato a Grosseto il 14 dicembre del 1922 fu un uomo che, nella sua breve vita, (morì a Milano il 14 novembre 1971), collaborò attivamente con varie case editrici, riviste e quotidiani con una opera narrativa caratterizzata da punte di ribellione verso l’establishment culturale, nonostante ne facesse parte, tanto da essere considerato un anarchico che faceva attentamente un’analisi dei costumi sociali dell’Italia del boom economico con saggi, nei quali la finzione narrativa sfociava spessissimo nella sociologia. Uno scrittore che non si fece mai coinvolgere dalla mania di grandezza restando, come amava ripetere Uomo tra gli uomini.

Acuto idealista rifiutò persino l’offerta di Indro Montanelli di far parte del suo Corriere. Col suo stile Gaddiano e classicista viene riproposto oggi dal Saggiatore, alla platea culturale attuale, con un unico volume che comprende tutti i romanzi, i saggi, i racconti e i diari, come il libro inchiesta I minatori della Maremma, scritto con Carlo Cassola il primo romanzo Il lavoro culturale, al capolavoro La vita agra, in cui confluirono tutta l’alienazione e l’insoddisfazione del periodo trascorso a Milano, fino ad arrivare al romanzo Aprire il fuoco. Il volume Il cattivo profeta è curato da Luciana Bianciardi e arricchito dalla nuova prefazione di Matteo Marchesini ci fa conoscere tutte le sfumature di un autore che è riuscito ad immortalare tutti i tic e le miserie dell’età post-industriale. Ricordiamo anche le sue traduzioni relative a Faulkner, Steinbeck, Miller, Bellow e Barth. Luciano Bianciardi è riuscito a cogliere le metamorfosi di un epoca tormentata che ha visto il regime fascista, la guerra e lo sviluppo industriale fino, addirittura, le prime avvisaglie, mai chiarite del tutto, degli attentati, della strategia della tensione e della tragica storia italiana degli anni ’70 il tutto dipinto dall’occhio e dalla penna attenta di un grande scrittore liberal-socialista.

 

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