di Francesco Amato

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La Dc colpisce ancora. Dopo i fallimenti dei film che avrebbero dovuto creare il Dc Extended Universe, partendo da Man of steel e finendo con Justice Leauge, nessuno aveva davvero fiducia nel film dedicato unicamente alla figura di Aquaman. La scelta di James Wan, regista di film horror ormai cult come Saw e The Conjuring, aveva riacceso la speranza di molti.

Aquaman racconta la storia di Arthur Curry(Jason Momoa), nato dall’unione di un uomo comune con la regina di Atlantide. Metà uomo e metà atlantideo, Arthur dovrà riscoprire le sue origini per evirare la guerra fra il mondo terrestre e il mondo acquatico. In questo viaggio verrà accompagnato dalla principessa Mera (Amber Heard) e da Vulko (Willem Dafoe), fedele amico di sua madre.

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Dopo il già citato fallimento delle pellicole precedenti, la Warner Bros. decise di puntare su un supereroe mai visto al cinema, interpretato da un attore, Jason Momoa, che potesse attirare pubblico nelle sale. Le atmosfere di Aquaman sono infatti meno serie e oscure, e lasciano spazio a momenti comici (più o meno divertenti) e a sequenze ricche d’azione ed effetti speciali. Sono proprio gli effetti speciali il primo, grande problema che salta all’occhio durante la visione. Molte scene d’azione infatti, seppur ben dirette da James Wan, vengono rovinate dalla computer grafica. Sia per quanto riguarda l’uso del green screen, sia per i movimenti e le acrobazie degli attori in scena.

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Il secondo problema di Aquaman è, senza alcun dubbio, la sceneggiatura. Se inizialmente la storia parte con atmosfere epiche, il film sembra cambiare genere in ogni singola scena. La comicità e la serietà si alternano continuamente senza un vero filo logico, creando una disarmonia totale tra le varie scene del film. Questo cambio continuo di rotta danneggia anche la caratterizzazione dei personaggi, che non solo è banale, ma sembra cambiare in ogni scena. Se la caratterizzazione classica del protagonista, grazie anche alla personalità di Jason Momoa, è quantomeno efficace, lo stesso non si può dire per tutti gli altri. Dalla protagonista femminile, Mera, al perfido Re Orm (Patrick Wilson), tutti i personaggi appaiono banali, noiosi e davvero poco interessanti e non aiutano la pellicola ad emergere dalla mediocrità che la contraddistingue.

Il terzo problema, che fa completamente affossare la credibilità del film, è il design. Scenografia, trucchi e costumi non sembrano davvero all’altezza di una casa di produzione importante come la Warner Bros, e fanno crollare completamente la credibilità del film, che sembra quasi ricordare i film televisivi degli anni ’90.

Aquaman sembra essere l’ennesimo fallimento di un universo ormai senza alcun futuro, anche se, prima di prendere qualsiasi decisione, la Warner aspetterà di avere i risultati del box office, che potrebbe concedere una nuova chance al Dc Extended Univers.

2 pensieri riguardo “Aquaman: la Dc fallisce ancora

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